La guerra in Iran ha rimesso il petrolio al centro: Brent fino a 108 dollari, +8,7% sulla settimana. La BCE ha alzato i tassi per la seconda volta e il CPI americano è uscito più caldo del previsto sul core. Wall Street chiude in rosso nonostante il rimbalzo di venerdì; Piazza Affari è l'unica grande piazza in positivo.
La settimana ha avuto un solo protagonista, e non era un indice azionario: era il barile. Gli attacchi Houthi agli impianti energetici sauditi hanno spinto il Brent da 100 a 108 dollari giovedì, massimo da maggio, prima di un rientro a 104,60 venerdì (-2,8% nella seduta). Sull'intera settimana resta un +8,7%, con il WTI a 100,10 dollari e un +9,4%. La produzione saudita ha perso circa 1,9 milioni di barili al giorno in agosto: non è un movimento speculativo, è un buco nell'offerta.
Tutto il resto della settimana è stato la reazione dei mercati a quel buco.
Le banche centrali hanno cambiato direzione
Il 10 settembre la BCE ha alzato i tassi per la seconda volta dall'inizio della guerra: depositi al 2,50%, refi al 2,65%, decisione unanime. Lagarde l'ha definita «no brainer» e ha detto che l'inflazione dell'area euro resterà sopra il 2% per un periodo prolungato per effetto dello shock energetico. Rischi al ribasso sulla crescita, al rialzo sui prezzi: la combinazione meno comoda per chi deve decidere.
Venerdì è arrivato il CPI americano di agosto. Headline +0,4% sul mese e 3,4% tendenziale, in linea; ma il core ha fatto +0,3% contro il +0,2% atteso. La benzina, +3,9% sul mese e +27,4% sull'anno, ha spiegato da sola oltre un terzo dell'aumento. Con i payroll di agosto usciti forti la settimana prima (+162.000 posti contro 53.000 attesi, disoccupazione al 4,1%), il mercato è passato a prezzare circa il 90% di probabilità di un rialzo al FOMC del 15-16 settembre, contro il 56% di pochi giorni prima.
È il punto da tenere a mente: si è smesso di discutere quando arriverà il primo taglio e si è iniziato a discutere quanti rialzi servono.
I numeri della settimana
| Indice | Chiusura 11/09 | Var. settimana |
|---|---|---|
| S&P 500 | 7.656,98 | 🔴 -0,80% |
| Nasdaq 100 | 29.368,44 | 🔴 -0,59% |
| Dow Jones | 52.573,29 | 🔴 -1,57% |
| EuroStoxx 50 | 6.322,25 | 🔴 -1,11% |
| FTSE MIB | 52.512,03 | 🟢 +0,79% |
| DAX | 25.568,56 | 🔴 -1,83% |
| CAC 40 | 8.179,77 | 🔴 -1,20% |
Venerdì Wall Street ha rimbalzato — S&P 500 +0,96%, Dow +1,15%, Nasdaq +0,88% — sul raffreddamento del greggio e su un headline d'inflazione senza sorprese. Non è bastato a raddrizzare i cinque giorni. Il Russell 2000, il più esposto al costo del denaro, ha lasciato sul terreno il 2,4%.
Piazza Affari è l'unica delle grandi piazze europee a chiudere in verde: un listino a forte peso bancario, in una settimana in cui la BCE alza i tassi, si comporta esattamente così.
Obbligazioni, valute, oro
Il mercato del reddito fisso è quello che ha detto le cose più chiare. Il Treasury decennale è salito al 4,96%, circa 20 punti base in più sulla settimana, a un soffio dal 5%. In Europa il BTP a dieci anni ha chiuso al 4,35-4,36% contro un Bund al 3,50%, con lo spread a 85-86 punti base dagli 81 di venerdì 4: un allargamento contenuto, che in una settimana così va letto come un buon segno per Roma.
Il secondo fronte europeo è Parigi. Bayrou ha perso il voto di fiducia sulla manovra da 44 miliardi l'8 settembre e l'OAT decennale ha superato il 4,2%, massimo dal novembre 2008.
L'euro non si è mosso: 1,1600 contro dollaro venerdì, -0,12% sulla settimana. L'oro ha ceduto il 2,37% a 4.362,40 dollari l'oncia, terza settimana consecutiva di calo — poco intuitivo con una guerra in corso, molto logico con i rendimenti reali che salgono.
Il test dell'intelligenza artificiale
Mercoledì Oracle ha pubblicato i conti: ricavi a 19,3 miliardi (+30% annuo, sopra le attese), utile per azione rettificato a 1,92 dollari contro 1,75 stimati, infrastruttura cloud +121% a 7,4 miliardi e oltre 30 miliardi di nuovi contratti AI nel trimestre. Il titolo ha aperto in rialzo e ha chiuso la settimana a -1,74%.
Il motivo sta in una riga sola: margine lordo al 61% dal 66,3%. La domanda di intelligenza artificiale non è in discussione; quanto costa servirla, invece, comincia a esserlo. È la stessa domanda che il mercato farà a chiunque altro venda capacità di calcolo nei prossimi trimestri.
Cosa guardare adesso
Dalla Cina è arrivato l'unico dato francamente buono della settimana: export di agosto +25% annuo, surplus a 119,1 miliardi di dollari, semiconduttori +129,8% e auto +43%, con l'export verso gli Stati Uniti in crescita del 34,4% alla vigilia di un previsto incontro Xi-Trump.
Ma la settimana che si apre ha una data sola sul calendario: il FOMC del 15-16 settembre. Se la Fed alza, avremo due banche centrali che stringono contemporaneamente mentre l'energia rincara — e il conto lo pagano per primi i multipli azionari e i debitori sovrani. Se non alza, dovrà spiegare perché, con il core a +0,3%.
Nessuna delle due strade è indolore. È per questo che l'obbligazionario, questa settimana, ha fatto più rumore delle borse.
Fonti: Investing.com · Bloomberg · CNBC · CNN · ANSA · MilanoFinanza · Oilprice · BLS
Questo contenuto ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all'investimento.


