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    Milano vola, Francoforte arranca: e ora decide Hormuz
    Mercati15 Lug 2026

    Milano vola, Francoforte arranca: e ora decide Hormuz

    In dodici mesi Piazza Affari ha messo a segno un +31,8%, l'S&P 500 un +20,1%, mentre il DAX si è fermato a un misero +3,5%. Ma il prossimo capitolo dei listini non lo scrive più la crescita degli utili: lo scrive il petrolio, e il petrolio oggi si decide nello Stretto di Hormuz. Due scenari — crisi che si distende o crisi che peggiora — con vincitori e vinti diversi tra MIB, DAX e S&P 500.

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    La guerra rimette l'inflazione al centro, e la Fed nell'angolo: i due scenari del dato di oggi
    macro14 Lug 2026

    La guerra rimette l'inflazione al centro, e la Fed nell'angolo: i due scenari del dato di oggi

    Terza notte di raid nello Stretto di Hormuz, Brent oltre 78 dollari, gas ai massimi del mese: il premio-guerra si è già trasferito sul petrolio, e da lì minaccia l'inflazione. Alle 14:30 di oggi il CPI USA di giugno — atteso, non ancora uscito — dirà quale ramo prende il mercato: dato caldo e la Fed resta inchiodata, dato in linea e si riapre uno spiraglio fragile. Sullo sfondo, un'anomalia che parla chiaro: l'oro scende malgrado la guerra.

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    La settimana che viene — 13-19 luglio 2026
    macro13 Lug 2026

    La settimana che viene — 13-19 luglio 2026

    Settimana a due detonatori il 14 luglio: il CPI di giugno (consenso ~3,9% headline, 2,9% core) atterra la stessa mattina in cui cinque grandi banche USA aprono la stagione trimestrale. Sullo sfondo, il cessate il fuoco USA-Iran saltato e un petrolio che torna a mordere. Warsh in audizione al Congresso mercoledì e giovedì.

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    Il rialzo che nessuno vuole prezzare: cosa cambia per azioni e bond se la Fed sale
    macro13 Lug 2026

    Il rialzo che nessuno vuole prezzare: cosa cambia per azioni e bond se la Fed sale

    A gennaio il mercato pregava per i tagli. A metà luglio deve fare i conti con lo scenario opposto: un'inflazione che non scende, dazi in arrivo, un premio-energia riacceso dallo Stretto di Hormuz e una Fed che parla da falco. L'azionario tiene in superficie — venerdì verde, VIX a 15 — ma è una tenuta tecnica: se il tasso privo di rischio sale, i multipli si comprimono. Sul reddito fisso la curva lo dice già: il rischio è la duration lunga. Domani il CPI di giugno è il vero test.

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    Titoli di Stato, vantaggi e svantaggi: perché un BTP in euro e un Treasury in dollari non sono lo stesso investimento
    macro10 Lug 2026 · 09:00

    Titoli di Stato, vantaggi e svantaggi: perché un BTP in euro e un Treasury in dollari non sono lo stesso investimento

    Il BTP decennale rende il 3,83%, il Treasury americano il 4,54% (10 luglio 2026). Il secondo paga di più: sembra la scelta ovvia. Non lo è. I titoli di Stato hanno vantaggi reali — rendimento certo se tieni a scadenza, cedole, tassazione al 12,5%, garanzia sovrana — ma anche svantaggi che il rendimento nominale nasconde: rischio tasso (duration), inflazione, prezzo se vendi prima. E quando esci dall'euro per inseguire un rendimento più alto, si aggiunge il rischio cambio, che può azzerare o invertire il vantaggio di rendimento. Due assi a confronto — valuta interna (euro) e valuta estera (dollaro, sterlina) — con gli esempi numerici su duration e su EUR/USD.

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    Punto mercati - 10 luglio 2026
    Mercati10 Lug 2026 · 08:00

    Punto mercati - 10 luglio 2026

    Wall Street chiude ieri in rialzo pieno — S&P 500 a 7.543 (+0,81%), Nasdaq +1,30% — trainata dai chip, ma stamattina i future americani rifiatano leggermente in rosso (S&P −0,16%, Nasdaq −0,18%). L'Asia gira in verde: Nikkei +1,47%, Hang Seng +1,31%, Shanghai +0,76%. Il petrolio si è calmato dopo il balzo di mercoledì sulle tensioni USA-Iran: Brent a 76,4, WTI a 72,1, entrambi sostanzialmente fermi. Future EuroStoxx 50 appena sotto la parità, BTP 10 anni al 3,85% con spread sul Bund intorno agli 80 punti. L'apertura europea si preannuncia cauta, in attesa del CPI americano del 14 luglio e degli earnings di Delta.

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    I mercati rifiatano sotto le bombe: perché con l'escalation iraniana in corso il barile rientra e il rischio torna a salire
    Mercati9 Lug 2026 · 09:30

    I mercati rifiatano sotto le bombe: perché con l'escalation iraniana in corso il barile rientra e il rischio torna a salire

    Ieri era stata una giornata violenta: secondo giorno di raid americani sull'Iran, il cessate il fuoco dichiarato «finito» da Trump, l'Iran che rivendica 85 siti colpiti in Bahrein e Kuwait, e il petrolio in fuga con il Brent settlement a +5,2%. Stamattina, 9 luglio, la sequenza si rovescia: il barile è sostanzialmente invariato e — questo è il punto — il Brent è tornato pesantemente sotto gli 80 dollari, a circa 77,8, mentre il WTI resta sopra i 70 a 73,2. Le borse europee provano a rimbalzare, i future americani sono in leggero verde dopo il calo di ieri, il Bitcoin è di nuovo sopra i 62.000 dollari e l'euro tiene il suo 1,14 basso sul dollaro. Le tensioni non calano. Eppure il mercato rifiata e riprende una corsa che dura da settimane. Perché? La resilienza — o l'assuefazione — al rischio geopolitico, letta con la cautela che il rischio di coda impone.

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    L'estate dei rischi: la tregua di Hormuz salta, il petrolio si ricorda di avere paura — e cosa significa per energia e lusso
    Mercati8 Lug 2026 · 09:00

    L'estate dei rischi: la tregua di Hormuz salta, il petrolio si ricorda di avere paura — e cosa significa per energia e lusso

    Dieci giorni fa scrivevamo che il barile aveva smesso di avere paura: la tregua di Islamabad reggeva e il greggio stava sotto i settanta. Poi, tra il 6 e il 7 luglio, tre navi colpite nello Stretto di Hormuz — la LNG carrier qatariota Al Rekayyat, la superpetroliera saudita Wedyan, la Kiku — e la rappresaglia americana: oltre 80 obiettivi iraniani colpiti, waiver sul petrolio iraniano revocato. Il premio di guerra e rientrato in fretta: WTI a 72,6 dollari, Brent a 76,5, oltre il 5% in una settimana. Intanto la NATO si riunisce ad Ankara divisa sulla spesa, la Russia bombarda Kiev, il gas europeo risale con gli stoccaggi al 50%. E l'euro resta a 1,14 sul dollaro — un dettaglio che pesa piu di quanto sembri sul lusso. La mappa dei rischi dell'estate, fronte per fronte.

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    Il lusso rialza la testa: Ferrari, LVMH e Moncler dopo la sbornia — ripresa vera o rimbalzo tecnico?
    Mercati7 Lug 2026 · 09:30

    Il lusso rialza la testa: Ferrari, LVMH e Moncler dopo la sbornia — ripresa vera o rimbalzo tecnico?

    Dopo due anni di vendite in calo — la seconda volta dal 2008 — il lusso mostra i primi segni di stabilizzazione. LVMH, il termometro del settore, ha chiuso il primo trimestre 2026 con una crescita organica di appena l'1% e la moda in territorio negativo; Ferrari ha confermato la guidance con margini operativi al 29,7% e un portafoglio ordini esteso a fine 2027; Moncler ha battuto le attese con ricavi a 881 milioni. Tre risposte diverse allo stesso ciclo. A Parigi LVMH tratta a circa 500 euro, ancora sotto i massimi; RACE è a 392 dollari, giù dal picco di 519; Moncler a 52 euro, a un passo dal massimo dell'anno. Gli analisti scommettono su una ripresa graduale, non su un rimbalzo verticale. La distinzione conta.

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