L'Asia chiude la peggior seduta di tre settimane, con il Nikkei 225 giù del 2,19% e Seul del 2%, mentre il Brent resta sopra 106 dollari e il Treasury decennale lambisce il 5%. I future americani provano un rialzo sottile (+0,24% sull'S&P 500) e l'Europa è indicata in apertura positiva, FTSE MIB future +0,38%. Ma la seduta si decide alle 14:30 con il CPI americano di agosto, ultimo dato prima del FOMC del 15-16 e primo vero test dello shock petrolifero sui prezzi al consumo.
L'Asia ha dato la risposta prima che la domanda fosse posta. Il Nikkei 225 chiude a 63.842 punti lasciando sul campo il 2,19%, oltre 1.400 punti in una sola seduta; il KOSPI perde il 1,99% a 6.893, Shanghai l'1,24% a 3.885, l'ASX 200 lo 0,86%, Hong Kong contiene i danni a -0,61% con l'Hang Seng a 24.802. È il ribasso più ampio dell'area in tre settimane, e non ha bisogno di spiegazioni complicate: petrolio sopra i cento dollari e rendimenti americani vicini al cinque per cento sono due vincoli che l'Asia esportatrice sconta prima e peggio di chiunque altro.
Wall Street arrivava già da una quarta chiusura consecutiva in rosso. S&P 500 a 7.591,70 punti (-0,58%), Nasdaq Composite a 26.081,73 (-0,65%), Dow Jones a 52.064,10 con 316 punti persi (-0,60%). Il colpevole dichiarato è il combinato di prezzi alla produzione più caldi delle attese e rendimenti in tensione, con il Treasury decennale al 4,95% dopo un buyback del Tesoro sotto le aspettative. Il decennale tedesco segue al 3,50%.
La notte americana ha portato un rimbalzo, ma sottile: future S&P 500 a 7.617 punti (+0,24%), Nasdaq 100 a 29.195 (+0,21%), Dow a 52.253 (+0,30%). Sono percentuali da attesa, non da convinzione.
Il petrolio arretra, il livello resta
Il greggio si sgonfia un poco senza cambiare piano. Il Brent tratta intorno a 106,21 dollari (-1,32%), il WTI a 101,40 (-1,05%); le rilevazioni delle diverse fonti nella notte divergono di qualche decimo, la direzione no. Dopo il balzo di ieri — WTI oltre il 6,7% con le rotte dello Stretto di Hormuz nuovamente sotto pressione — un ribasso dell'uno per cento è respiro, non inversione. Sopra i cento dollari il premio geopolitico resta interamente prezzato.
Sul resto delle materie prime, oro a 4.384,80 dollari l'oncia sul future di dicembre (-0,51%). Sui cambi, USD/JPY a 154,01 (-0,23%), EUR/USD fermo a 1,1613.
| Asset | Livello | Var % |
|---|---|---|
| Nikkei 225 | 63.842,43 | -2,19 |
| Hang Seng | 24.802,36 | -0,61 |
| Shanghai Composite | 3.885,75 | -1,24 |
| Brent | 106,21 $ | -1,32 |
| WTI | 101,40 $ | -1,05 |
| Future S&P 500 | 7.617,00 | +0,24 |
| Future FTSE MIB | 52.030,00 | +0,38 |
Europa: apertura indicata in rialzo, la BCE alle spalle
I future indicano un avvio positivo: FTSE MIB a 52.030 punti (+0,38%), EuroStoxx 50 in area 6.283-6.285 (+0,21%). Ieri i listini continentali avevano chiuso in ordine sparso ma tutti sotto la parità: FTSE MIB a 51.807 (-0,13%), il più difensivo, DAX a 25.361,15 (-0,84%), CAC 40 a 8.116,76 (-0,49%), Londra in calo dello 0,56%.
L'Europa arriva a questa seduta con la decisione di Francoforte già digerita. Mercoledì la BCE ha alzato di 25 punti base — depositi al 2,50%, rifinanziamento principale al 2,65%, marginale al 2,90%, efficaci dal 16 settembre — con Lagarde che ha parlato apertamente di inflazione destinata a restare sopra l'obiettivo per un periodo prolungato a causa del conflitto mediorientale. Le nuove stime dell'area euro danno inflazione al 3,0% nel 2026, 2,5% nel 2027, 2,1% nel 2028, con crescita allo 0,9% quest'anno.
Sui governativi italiani il quadro non è consolidato: l'ultimo dato univoco resta la chiusura del 9 settembre, spread BTP-Bund a 84 punti base e decennale al 4,28%, mentre le rilevazioni del 10 divergono fra le fonti tra 85 e 88 punti. Il livello puntuale di stamattina non è verificabile con sufficiente certezza e non lo riportiamo.
L'ora che conta è le 14:30
Tutto il resto della giornata è un preambolo. Alle 14:30 italiane esce il CPI americano di agosto, ultimo dato di rilievo prima del FOMC del 15-16 settembre. Il consenso vede il core mensile a +0,2%; il nowcast della Fed di Cleveland indica headline a +0,36% mensile, con la benzina a fare da motore dell'accelerazione. È il primo rilevamento che incorpora davvero lo shock energetico, e questo lo rende meno prevedibile del solito.
Il mercato prezza una probabilità superiore al cinquanta per cento di un rialzo dei tassi da parte della Fed la prossima settimana — le stime su CME FedWatch oscillano fra il 58% e il 73% a seconda della rilevazione. Un dato sopra le attese consolida quello scenario e mette sotto pressione i multipli; un dato in linea restituisce ossigeno a un mercato che ha già perso quattro sedute su cinque.
In mattinata, prima del dato americano, arrivano PIL di luglio, produzione industriale e bilancia commerciale del Regno Unito. Sul fronte societario, i conti di Kroger.
La lettura per l'apertura. L'Europa parte tecnicamente sopra la parità ma con un'Asia pesante alle spalle e una scadenza alle 14:30 che nessuno ha voglia di anticipare. Gli scambi della mattina valgono poco: si comprano energia e difensivi, si evitano i nomi a lunga duration. Il vero prezzo di oggi si fa nel pomeriggio.


