Il Brent sfonda quota cento e la seduta cambia natura: 101,21 dollari (+3,4%), WTI a 96,05 (+3,3%) dopo la distruzione di cinque petroliere iraniane da parte della marina americana. L'Europa paga il conto più caro — Parigi -1,94%, Francoforte -1,66%, Londra -1,31%, Milano più difesa a -0,58% grazie all'energia. Wall Street limita i danni: S&P 500 -0,48% a 7.636,36, Dow -0,77%, Nasdaq -0,64%. Spread BTP-Bund a 85 punti base, decennale italiano al 4,26%. Giovedì la BCE.
La soglia che ieri era a portata di mano oggi è stata superata. Il Brent ha chiuso a 101,21 dollari al barile, in rialzo del 3,4%, il livello di chiusura più alto dal 22 maggio; il WTI a 96,05 dollari, +3,3%. Il motivo non è un dato macroeconomico ma un fatto militare: la marina americana ha distrutto cinque petroliere iraniane, ritorsione per un tentato attacco contro una nave da guerra statunitense. Da lì è partito tutto il resto della giornata.
L'Europa paga il conto pieno
I listini del continente sono quelli che assorbono peggio un rincaro dell'energia, e si è visto. Parigi ha chiuso a 8.156 punti, -1,94%; Francoforte a 25.576, -1,66%; Londra a 10.670, -1,31%; l'Euro Stoxx 50 a 6.304 punti, -1,7%. Madrid ha lasciato l'1,58% a 19.680.
Milano è stata l'eccezione relativa: FTSE MIB a 51.875 punti, -0,58%, meno di un terzo della perdita francese. Il merito è di composizione settoriale, non di ottimismo. L'energia è stata l'unico comparto in guadagno — Eni ha chiuso in rialzo di quasi due punti — e Ferrari ha aggiunto l'1,45%. Sul lato opposto la difesa e l'industria hanno arretrato: Fincantieri -3,61%, Avio -2,41%, Unicredit -1,55%. Su Leonardo le rilevazioni divergono in modo troppo ampio per riportarne una sola.
| Indice | Chiusura | Var. giorno |
|---|---|---|
| FTSE MIB | 51.875 | -0,58% |
| Euro Stoxx 50 | 6.304 | -1,70% |
| DAX | 25.576 | -1,66% |
| CAC 40 | 8.156 | -1,94% |
| FTSE 100 | 10.670 | -1,31% |
Wall Street limita i danni
Gli Stati Uniti hanno un'industria petrolifera domestica, e il petrolio caro per loro non è solo un costo. Da qui la reazione più contenuta: S&P 500 a 7.636,36, -0,48%; Nasdaq Composite a 26.253,34, -0,64%; Nasdaq 100 a 29.421,55, -0,29%; Dow Jones a 52.380,66, -0,77%, il peggiore dei quattro per la sua esposizione a industriali e ciclici, che sono esattamente i settori che un barile a novantasei dollari colpisce per primi.
Il termometro della paura si è mosso ma non è esploso: il VIX ha chiuso a 16,45, in rialzo del 4,6% dal 14,32 della vigilia — un livello che segnala attenzione, non allarme.
| Indice | Chiusura | Var. giorno |
|---|---|---|
| S&P 500 | 7.636,36 | -0,48% |
| Nasdaq 100 | 29.421,55 | -0,29% |
| Nasdaq Composite | 26.253,34 | -0,64% |
| Dow Jones | 52.380,66 | -0,77% |
Il commento puntuale su settori e titoli guida della seduta americana non è stato verificabile su fonte primaria entro la chiusura, e per questo non viene riportato.
Tassi, spread, valute
Il canale attraverso cui il greggio arriva davvero ai portafogli è quello obbligazionario, e oggi ha funzionato con precisione. Il decennale americano è salito al 4,837%, tre centesimi in più di ieri. Il BTP a dieci anni è arrivato al 4,26%, otto punti base sopra la vigilia; il Bund al 3,42%. Lo spread si è allargato a 85 punti base dagli 81,6 di lunedì: non un movimento di sfiducia sull'Italia, ma il riflesso di un premio al rischio che si riprezza ovunque quando l'inflazione importata torna sul tavolo.
L'euro ha chiuso a 1,1631 sul dollaro, +0,06%, sul massimo da fine agosto. L'oro a 4.398,57 dollari l'oncia, +0,98%: un rialzo, ma sorprendentemente sobrio per una giornata di escalation militare.
Cosa guardare adesso
Giovedì 10 settembre la BCE decide sui tassi, e ci arriva con il peggior contesto possibile: un'inflazione energetica che riparte proprio mentre stava per dichiarare vinta la partita. Il mercato si aspetta un rialzo di venticinque punti base.
Sul greggio, Goldman Sachs ha definito «plausibile» un Brent a 120 dollari nel caso in cui gli attacchi a petroliere e infrastrutture energetiche si intensifichino. È uno scenario, non una previsione — ma è il numero che oggi determina il posizionamento di chi deve decidere entro giovedì.
Fonti: CNBC, Reuters, ANSA, Teleborsa, Yahoo Finance, TradingEconomics, Il Sole 24 Ore.


