Il barile resta il convitato di pietra: Brent a 98,88 dollari, WTI a 93,84 (+0,87%), con la soglia dei cento a un soffio. I future americani non prendono posizione — S&P 500 a 7.684,50 (+0,05%), Nasdaq 100 a 29.588 (+0,17%), Dow praticamente fermo — dopo una chiusura in rosso su tutti e tre gli indici. Asia contrastata, con Seul in rialzo dell'1,18% e Tokyo in ripiegamento dopo il rally di ieri. Oro sopra i 4.398 dollari. Domani la BCE, venerdì l'inflazione americana.
Ci sono mattine in cui il mercato non ha una direzione perché non gliela si può ancora chiedere. Questa è una di quelle: due appuntamenti nelle prossime quarantott'ore — la Banca centrale europea domani, l'inflazione americana venerdì — e in mezzo un barile che si avvicina ai cento dollari e riscrive i conti di entrambi.
I future americani lo dicono con precisione millimetrica. L'S&P 500 tratta a 7.684,50, in rialzo di quattro punti, cinque centesimi di punto percentuale. Il Dow è sotto di quattro punti, un centesimo scarso. Solo il Nasdaq 100 si concede uno 0,17% a 29.588. Sono numeri che, letti tutti insieme, significano una cosa sola: nessuno vuole essere posizionato prima di giovedì.
Wall Street: i future dopo una chiusura in rosso
| Contratto | Livello | Var. |
|---|---|---|
| Future S&P 500 | 7.684,50 | +0,05% |
| Future Nasdaq 100 | 29.588,00 | +0,17% |
| Future Dow Jones | 52.828,00 | -0,01% |
Il contesto è la seduta di ieri, chiusa in calo su tutta la linea: S&P 500 a 7.673,52 (-0,58%), Nasdaq Composite a 26.421,41 (-0,32%), Dow Jones a 52.786,07 (-1,18%), il peggiore dei tre per la ragione più semplice del mondo — è l'indice più industriale, e l'industria paga per prima il conto dell'energia.
Il tono leggermente costruttivo di stamattina non ribalta nulla. Recupera qualche punto sul comparto tecnologico e lascia esattamente dov'era la domanda vera, che riguarda i tassi e non gli utili.
Asia: Seul contro tutti
| Indice | Livello | Var. |
|---|---|---|
| Kospi | 7.036,73 | +1,18% |
| Shanghai Composite | 3.950,92 | +0,26% |
| ASX 200 | 8.918,70 | -0,02% |
| Hang Seng | 25.225,50 | -0,36% |
| Nikkei 225 | 65.222,00 | in ripiegamento |
La regione si è divisa lungo la linea che ci si aspetta quando il petrolio sale: chi esporta tecnologia tiene, chi importa energia e vive di commercio arretra. Seul ha guadagnato l'1,18% sopra quota settemila, trainata dai semiconduttori. Hong Kong ha ceduto lo 0,36%, con la cautela sul greggio e i dati sull'inflazione cinese pubblicati in giornata a fare da freno. Shanghai ha chiuso in leggero rialzo.
Su Tokyo una precisazione doverosa: il Nikkei quota 65.222 punti, sotto la chiusura di ieri a 66.399,84 che era arrivata dopo un rialzo del 2,12%. La rilevazione percentuale disponibile in questo momento non è coerente con quel confronto, quindi riportiamo il livello e non la variazione. Il senso della seduta, in ogni caso, è un ripiegamento fisiologico dopo il rally.
Materie prime e valute: il barile detta il ritmo
| Strumento | Livello | Var. |
|---|---|---|
| WTI | 93,84 USD | +0,87% |
| Brent | 98,88 USD | in rialzo |
| Oro | 4.398,60 USD | +1,01% |
| EUR/USD | 1,1635 | +0,15% |
Il greggio è ai massimi da tre mesi. La spinta arriva dalle tensioni in Medio Oriente — attacchi a impianti petroliferi nel sud dell'Arabia Saudita e stallo sullo Stretto di Hormuz — e non da un miglioramento della domanda: è un premio al rischio, non un segnale ciclico. La differenza conta, perché un premio al rischio si riassorbe in fretta e un ciclo no, ma nel frattempo entrambi entrano nell'inflazione allo stesso modo.
L'oro sopra i 4.398 dollari, in rialzo dell'1,01%, dice la stessa cosa da un'altra angolatura. E l'euro a 1,1635 sul dollaro si muove poco, in attesa di giovedì.
Europa: Milano si stacca di poco
| Contratto | Livello | Var. |
|---|---|---|
| Future FTSE MIB | 51.990,00 | +0,11% |
| Future EuroStoxx 50 | 6.388,00 | -0,41% |
I due future divergono, e la divergenza è tutta la notizia dell'apertura. Milano è marginalmente positiva dopo una chiusura di ieri a 52.117 punti (-0,1%); il paniere europeo allargato cede quattro decimi. Francoforte e Parigi avevano chiuso ieri in leggero rialzo, +0,09% e +0,14%.
Sul reddito fisso il decennale italiano rende il 4,211%, contro una chiusura ufficiale di ieri al 4,18%. Il Bund tratta al 3,37%. Lo spread ha chiuso ieri a 81,6 punti base; il rapporto tra i due rendimenti rilevati stamattina lo colloca intorno agli 84, ma il mercato obbligazionario non era ancora aperto al momento della rilevazione e il dato di apertura ufficiale va atteso. Sotto i novanta punti base, comunque: il differenziale non è la variabile di questa settimana.
Cosa guardare oggi
Sul Brent non è stato possibile recuperare la variazione percentuale puntuale da una fonte primaria: il livello è verificato, il delta giornaliero no, e preferiamo dirlo.
L'agenda della giornata è di contorno: inflazione al consumo e alla produzione in Cina, produzione industriale francese, un'asta BOT del Tesoro, un intervento del presidente della Bundesbank in serata.
Il peso è tutto dopodomani. Giovedì la BCE, con il mercato che sconta un secondo rialzo da 25 punti base nell'anno — non un taglio, ed è questo a rendere l'attesa più nervosa del solito. Venerdì il dato sui prezzi americani di agosto, l'ultimo elemento serio prima della Federal Reserve del 16.
Un'apertura europea che si annuncia priva di convinzione, quindi. Non è indecisione: è il modo corretto di comportarsi quando le due informazioni che contano arrivano entrambe dopo.


