Il petrolio è il dato della notte: Brent a 98,25 dollari (+1,29%) e WTI a 93,61 (+2,33%), con lo Stretto di Hormuz che continua a pesare sul premio per il rischio. I future europei indicano un'apertura in leggero calo — EuroStoxx 50 a 6.390 (-0,24%), FTSE MIB a 52.187 (-0,22%) — dopo un'Asia divisa e con Wall Street che rientra oggi dal Labor Day. In agenda la bilancia commerciale tedesca, mentre il mercato guarda già alla BCE di giovedì.
Ci sono mattine in cui gli indici dicono poco e una materia prima dice tutto. Questa è una di quelle. I future azionari si muovono dentro margini che non meritano una lettura — qualche decimo di punto, in un senso o nell'altro — mentre il petrolio ha continuato a salire per tutta la notte e adesso il Brent è a un passo dai cento dollari.
Wall Street rientra oggi dopo la chiusura di lunedì per il Labor Day, e i future scontano un rientro senza entusiasmo: S&P 500 a 7.711 punti (-0,14%), Dow a 53.041 (-0,75%), con il solo Nasdaq 100 in controtendenza a 29.641 (+0,26%). È la fotografia di un mercato che ruota verso la tecnologia e vende il resto — il calo di tre quarti di punto sul Dow, in una notte senza notizie societarie, è quasi tutto composizione settoriale.
Il petrolio è la notizia
Il WTI tratta a 93,61 dollari al barile con un rialzo del 2,33%, il Brent a 98,25 dollari (+1,29%). Sono livelli che il mercato non vedeva da molto e che arrivano da una direzione precisa: l'escalation tra Stati Uniti e Iran ha dimezzato i flussi petroliferi in uscita dal Golfo rispetto a inizio estate, e il premio per il rischio di offerta che ad agosto era quasi sparito dalle quotazioni è tornato a pieno prezzo.
Il Brent a 98 dollari non è un numero neutro per l'Europa. Arriva sui costi di un'industria manifatturiera che di margine ne ha poco, arriva sulla bolletta energetica di famiglie e imprese, e arriva soprattutto in una settimana in cui la Banca centrale europea deve decidere. L'inflazione importata dall'energia è il tipo di inflazione contro cui una banca centrale ha gli strumenti meno efficaci — può solo aspettare che passi, oppure stringere su tutto il resto per compensare.
Asia divisa, e lo yen che si muove
La seduta asiatica si chiude senza una direzione comune. Il Nikkei 225 guadagna lo 0,4% attorno a 66.615 punti, ma il dato interessante è la divergenza interna: il Topix perde lo 0,6%, e lo scarto racconta uno yen più forte che penalizza gli esportatori mentre l'indice più concentrato tiene grazie a pochi titoli pesanti.
Dietro la forza della valuta ci sono le attese su un rialzo dei tassi della Banca del Giappone, alimentate dai salari di luglio cresciuti al ritmo più forte dal 1997. Lo yen è sui massimi da febbraio contro il dollaro; le fonti consultate riportano livelli discordanti sul cambio puntuale — tra 153 e 155 — e preferisco segnalarlo piuttosto che scegliere arbitrariamente un numero.
Hong Kong arretra: l'Hang Seng cede lo 0,5% a 25.283 punti, seconda seduta consecutiva in calo, con il rialzo del greggio e le tensioni geopolitiche a pesare sul sentiment. Shanghai si muove appena sopra la parità, attorno a 3.943 punti (+0,25% circa), con le A-shares in attesa dei dati sul commercio estero.
L'apertura europea
I future indicano un avvio in leggero calo su entrambe le piazze principali. L'EuroStoxx 50 tratta a 6.390 punti (-0,24%), il future sul FTSE MIB a 52.187 (-0,22%), dopo una chiusura di ieri che aveva visto Milano l'unico indice davvero in rialzo a 52.229 punti (+0,25%), mentre Francoforte restava indietro con il voto in Sassonia-Anhalt sullo sfondo.
| Riferimento | Livello | Var. |
|---|---|---|
| Future S&P 500 | 7.711 | -0,14% |
| Future Nasdaq 100 | 29.641 | +0,26% |
| Future Dow | 53.041 | -0,75% |
| Future EuroStoxx 50 | 6.390 | -0,24% |
| Future FTSE MIB | 52.187 | -0,22% |
| Nikkei 225 | 66.615 | +0,4% |
| Hang Seng | 25.283 | -0,5% |
| Brent | 98,25 USD | +1,29% |
| WTI | 93,61 USD | +2,33% |
Sul reddito fisso italiano il quadro resta tranquillo: il BTP decennale ha chiuso ieri con un rendimento del 4,20% e lo spread contro il Bund attorno agli 81-82 punti base — le due principali fonti italiane riportano cifre leggermente diverse per la stessa giornata, e in ogni caso non è disponibile una rilevazione aggiornata a questa mattina. L'euro tratta a 1,1611 contro il dollaro, in leggero rafforzamento rispetto alla chiusura precedente a 1,1588.
Cosa guardare oggi
L'agenda macro della giornata è leggera. Il riferimento europeo è la bilancia commerciale tedesca in mattinata — un dato che di norma passa inosservato, ma che in un mese di petrolio in salita dice qualcosa sul conto energetico del principale importatore del continente.
Il resto della settimana pesa molto di più. Giovedì c'è la Banca centrale europea, con il mercato che sconta la possibilità di un rialzo da 25 punti base; venerdì arrivano i dati sull'inflazione americana, quelli che orienteranno la Federal Reserve. In mezzo, un Brent che si avvicina ai cento dollari e complica il lavoro di entrambe.
È una di quelle settimane in cui l'apertura di martedì conta poco e il posizionamento conta molto. I due decimi di punto in meno che i future indicano stamattina non sono una direzione: sono attesa.


