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    Punto mercati, la chiusura — 18 settembre 2026

    Due mercati in una sola seduta: l'Europa cede l'1,5% pieno con il FTSE MIB a 51.545,25 punti (-1,60%) e il DAX in parallelo, mentre Wall Street chiude divisa — S&P 500 a 7.650,50 (+0,17%) e Nasdaq a 26.522,55 (+0,39%) contro un Dow a 51.682,64 (-0,18%). Il decennale americano resta oltre la soglia psicologica del 5%, a 5,006%, digerendo il primo rialzo Fed in tre anni; il petrolio arretra con il WTI a 100,30 dollari (-1,6%) e il Brent a 103,87 (-0,9%). A Piazza Affari il tech regge controcorrente con STMicroelectronics a +2,30%, il lusso no: Ferragamo lascia sul terreno il 4,94%. Spread BTP-Bund fermo a 86,6 punti.

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    La giornata si è chiusa con due mercati che raccontano storie diverse. In Europa una seduta pesante e uniforme, senza un listino che si salvi. A New York un finale composto, quasi indifferente, con il tecnologico in leggero guadagno e l'indice delle trenta blue chip poco sotto la parità. Nel mezzo, un rendimento americano a dieci anni che si ostina a stare sopra il 5% e un mercato che continua a fare i conti con una Federal Reserve tornata a muoversi nella direzione opposta a quella che tutti avevano imparato ad aspettarsi.

    Wall Street, una chiusura a tre velocità

    Indice Chiusura Var. giorno
    S&P 500 7.650,50 +0,17%
    Nasdaq Composite 26.522,55 +0,39%
    Dow Jones 51.682,64 -0,18%
    VIX 14,83 -3,96%

    Il Nasdaq è l'unico indice che si prende qualcosa di più di un pareggio, sostenuto dal recupero dei semiconduttori dopo una settimana difficile per il comparto legato all'intelligenza artificiale. Il Dow, più esposto all'economia tradizionale e ai settori sensibili al costo del denaro, resta indietro. Il VIX che scende sotto quota 15 dice che il mercato non ha paura: sta riprezzando, non fuggendo.

    Il dato più eloquente non è su un indice azionario ma sul reddito fisso. Il Treasury decennale ha chiuso a 5,006%, cinque punti base più su, sopra una soglia che per due anni ha funzionato da tetto psicologico. Con il denaro senza rischio che rende il 5%, ogni multiplo azionario va giustificato daccapo.

    Europa, una seduta senza sconti

    Indice Chiusura Var. giorno
    FTSE MIB 51.545,25 -1,60%
    DAX n.d. -1,60%
    Euro Stoxx 50 n.d. -1,37%
    CAC 40 n.d. -1,45%
    FTSE 100 n.d. -1,45%

    I livelli puntuali di chiusura di DAX, Euro Stoxx 50, CAC 40 e FTSE 100 non sono risultati recuperabili da fonte verificabile alla stesura: riportiamo soltanto le variazioni percentuali, confermate. Il FTSE MIB chiude a 51.545,25 punti, con l'All-Share in area 54.859 (-1,52%).

    Il rosso europeo è stato omogeneo, il che di norma segnala un fattore macro e non una rotazione settoriale: tensioni geopolitiche in Medio Oriente e un premio al rischio che si allarga quando i tassi lunghi salgono ovunque.

    Piazza Affari, chi ha tenuto e chi no

    In rialzo: STMicroelectronics +2,30%, Technoprobe +1,66%, Prysmian +0,66% (dopo la promozione di Intermonte), Avio +0,38%.

    In ribasso: Salvatore Ferragamo -4,94%, Newprinces -3,14%, Hera -3,02%, Banco BPM -2,03%, Enel -2,00%.

    Il tech italiano ha fatto da contrappeso in una seduta in cui utility, energia e lusso hanno pagato il conto più salato. Ferragamo che cede quasi il 5% in una giornata senza notizie societarie di rilievo è il segnale di un comparto — il lusso — che il mercato continua a trattare come ciclico puro.

    Materie prime, valute, spread

    Strumento Valore Var. giorno
    WTI 100,30 $/barile -1,6%
    Brent 103,87 $/barile -0,9%
    EUR/USD 1,1496
    Oro (spot) area 4.364-4.385 $/oz +1,0%
    BTP 10 anni 4,34%
    Bund 10 anni 3,47%
    Spread BTP-Bund 86,6 punti

    Il petrolio arretra su entrambi i riferimenti pur restando su livelli storicamente alti, con il WTI che difende la soglia dei cento dollari. L'euro resta in area 1,15 contro dollaro, sui minimi da fine luglio: il differenziale di tassi lavora a favore del biglietto verde. L'oro guadagna circa un punto percentuale — il prezzo intraday varia sensibilmente per orario di rilevazione, quindi indichiamo un intervallo anziché un valore puntuale.

    Lo spread BTP-Bund a 86,6 punti base resta la nota positiva strutturale di questa fase: un decennale italiano al 4,34% è caro in assoluto, ma il premio richiesto all'Italia rispetto alla Germania è quello di un paese che non è più in discussione.

    Il catalizzatore: l'eco del rialzo Fed

    La seduta ha digerito la decisione di mercoledì: la Federal Reserve ha alzato i tassi di 25 punti base, portando il range al 3,75%-4,00%. È il primo rialzo dal 2023, votato all'unanimità (12-0), con l'indicazione di un altro possibile aumento entro fine anno.

    I due dati macro americani di queste ore hanno rafforzato la lettura restrittiva anziché ammorbidirla:

    • Richieste settimanali di sussidi di disoccupazione: 196.000, contro 208.000 attese. Un mercato del lavoro che non si sta raffreddando — anche se la fonte avverte che il calo può riflettere distorsioni stagionali legate al Labor Day.
    • Philadelphia Fed Manufacturing Index (settembre): 37,8, in discesa dal 47,4 di agosto ma sopra il consenso di 31,3. Rallenta, resta in espansione.

    Un'economia che regge mentre la banca centrale stringe è esattamente il contesto in cui il mercato smette di scommettere su un pivot. Da qui il decennale sopra il 5%, e da qui la difficoltà dei listini a costo del denaro elevato.

    L'esito della riunione della Bank of Japan del 17-18 settembre non è risultato verificabile con dati ufficiali alla chiusura europea. Non lo anticipiamo.

    Il punto

    Chi oggi era investito in Europa ha perso circa un punto e mezzo, chi era sul Nasdaq ha guadagnato qualcosa, chi era sul reddito fisso lungo ha visto scendere ancora il prezzo dei propri titoli. Non è una giornata di panico: è una giornata di riprezzamento, la terza consecutiva in cui il mercato sposta le sue aspettative su dove saranno i tassi fra dodici mesi.

    La domanda da portarsi a domani non è se il 5% sul decennale americano regga. È per quanto tempo.


    Fonti: Yahoo Finance, CNBC, Bloomberg, Investing.com, Teleborsa, MilanoFinanza, ANSA. Dati di chiusura del 18 settembre 2026.

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