Il giorno dopo la stretta della Federal Reserve i future americani rimbalzano di mezzo punto — S&P 500 a 7.659 (+0,47%), Nasdaq 100 a 29.394,75 (+0,47%), Dow a 52.199 (+0,55%) — mentre il decennale americano resta appena sotto il 5%, al 4,994%. L'Asia chiude divisa: Nikkei 225 a 63.944,56 (+0,03%), Hang Seng a 24.462,09 (-1,02%), Shanghai a 3.878,44 (-0,34%). Il petrolio continua ad arretrare, WTI a 101,55 dollari (-0,86%) e Brent a 105,04 (-0,75%). Europa attesa in apertura positiva, con il future FTSE MIB a 52.115 (+0,24%), in una giornata che ha due banche centrali in agenda: inflazione finale dell'area euro e decisione della Bank of England.
La Federal Reserve ha alzato i tassi di venticinque punti base, con voto unanime e per la prima volta dal 2023. Wall Street l'ha presa male ieri sera. Stamattina i future risalgono di mezzo punto, e la tentazione è chiamarlo perdono. Non lo è: sedici membri su diciotto vedono spazio per almeno un altro rialzo entro fine anno, e quel dettaglio pesa più della decisione già archiviata.
Il termometro resta l'obbligazionario americano. Il decennale sta al 4,994%, incollato alla soglia del 5% esattamente come ieri, come l'altro ieri. La banca centrale ha stretto e il mercato dei titoli di Stato non si è mosso di un punto base: significa che la stretta era già interamente nei prezzi, e che la discussione vera comincia adesso.
Future USA: mezzo punto di recupero, non di più
| Strumento | Livello | Var. |
|---|---|---|
| Future S&P 500 | 7.659,00 | +0,47% |
| Future Nasdaq 100 | 29.394,75 | +0,47% |
| Future Dow Jones | 52.199,00 | +0,55% |
Tre segni più allineati, tutti sotto i sei decimi. Il contesto da cui partono è la chiusura di ieri: S&P 500 a 7.551,81 (-0,45%), Dow a 51.461,90 (-1,21%), Nasdaq Composite praticamente immobile a 25.978,43 (-0,01%).
Quella riga del Dow è la più interessante della tabella. Un punto e due decimi di calo contro un Nasdaq piatto non è un mercato che teme i tassi in astratto: è un mercato che vende industriali, banche e vecchia economia mentre lascia stare la tecnologia. IBM, Goldman Sachs e Boeing sono stati i peggiori della seduta. Quando il costo del denaro sale per davvero, a pagare per primi sono i bilanci che il debito lo usano per lavorare, non quelli che lo tengono in cassa.
Oggi negli Stati Uniti escono l'indice manifatturiero della Fed di Filadelfia, le richieste settimanali di sussidi e i dati sull'edilizia residenziale. In una giornata normale sarebbero contorno. A ventiquattr'ore da una stretta che il mercato non ha ancora finito di digerire, sono il primo test su quanto l'economia reale stia già rallentando da sola.
Asia: la divergenza si conferma su Hong Kong
| Indice | Livello | Var. |
|---|---|---|
| Nikkei 225 | 63.944,56 | +0,03% |
| Hang Seng | 24.462,09 | -1,02% |
| Shanghai Composite | 3.878,44 | -0,34% |
| Kospi | 6.720,65 | +0,04% |
| ASX 200 | 8.721,50 | +0,29% |
Tokyo e Seul sostanzialmente ferme, Sydney in leggero rialzo, la Cina in rosso e Hong Kong da sola a cedere più di un punto. È la stessa geometria di ieri, e per la stessa ragione: l'indice di Hong Kong è il più esposto ai flussi internazionali, e un dollaro sostenuto da tassi in salita glieli toglie prima che altrove.
Lo yen si rafforza leggermente a 155,72 contro dollaro (-0,32%). Da oggi è in corso anche la riunione della Bank of Japan, con annuncio atteso domani: finché quel verdetto non arriva, il cambio giapponese si muove poco e il Nikkei con lui.
Hang Seng e Shanghai erano ancora in contrattazione al momento della rilevazione: i valori sono ultimo prezzo, non chiusura definitiva.
Petrolio: il secondo giorno di ritirata
Il greggio arretra ancora. WTI a 101,55 dollari (-0,86%), Brent a 105,04 (-0,75%). È il secondo giorno consecutivo di discesa dopo la riapertura dell'oleodotto saudita, e il WTI è ormai sotto la soglia dei 102 dollari da cui era partito lo strappo della settimana scorsa.
Conta più di quanto sembri. Il rialzo di ieri della banca centrale americana nasceva anche dal timore che l'energia si trasferisse ai prezzi al consumo: ogni dollaro che il barile restituisce ora è un argomento in meno per chi, dentro il comitato, vede spazio per una seconda stretta.
L'oro corregge a 4.338,60 dollari l'oncia (-1,12%), primo arretramento dopo la corsa dei giorni scorsi, con l'euro a 1,1471 sul dollaro.
Europa: si riparte da cinque chiusure positive
Ieri i listini europei hanno chiuso tutti in rialzo — e lo hanno fatto prima che la Federal Reserve parlasse, il che rende quei numeri meno informativi di quanto appaiano.
| Indice | Chiusura 16/9 | Var. |
|---|---|---|
| FTSE MIB | 51.969,12 | +0,80% |
| DAX | 25.537,75 | +0,53% |
| CAC 40 | 8.140,59 | +0,62% |
| FTSE 100 | 10.688,47 | +0,29% |
I future indicano un'apertura in prosecuzione: FTSE MIB a 52.115 (+0,24%), EuroStoxx 50 a 6.315 (+0,29%). Piazza Affari resterebbe così sopra i 52.000 punti, area che non frequentava dall'inizio del mese.
Sul fronte italiano lo spread BTP-Bund si allarga leggermente: la chiusura di ieri era a 86 punti base, la lettura di stamattina ricavata dai rendimenti si colloca intorno a 90 punti, con il decennale italiano al 4,413% e il Bund al 3,508%. Quattro punti base non sono una notizia, ma sono la direzione giusta da tenere d'occhio in una settimana in cui il costo del denaro si muove ovunque verso l'alto.
Cosa guardare oggi
Due appuntamenti, entrambi europei.
Nell'area euro arriva la lettura finale dell'inflazione di agosto, attesa al 3,3% annuo dal 2,9% precedente, con la componente di fondo al 2,4%. Un'accelerazione di quattro decimi in un mese non passa inosservata a Francoforte, e oggi parla anche Philip Lane.
A Londra la Bank of England annuncia i tassi: le attese sono per una conferma al 3,75%, ma i verbali del comitato diranno quanto larga fosse la maggioranza. È il documento da leggere, non il titolo.
Il mercato di stamattina, insomma, riparte da una stretta già avvenuta a Washington e da due verdetti ancora da scrivere in Europa. Il rimbalzo dei future va letto in quella cornice: non è una smentita di ieri, è una pausa in attesa del resto.
Fonti: Investing.com · Yahoo Finance · Reuters · Il Sole 24 Ore · ANSA


