La Federal Reserve alza i tassi di 25 punti base con voto unanime, primo rialzo dal 2023: target al 3,75-4,00%. Wall Street incassa male — S&P 500 a 7.551,81 (-0,45%), Dow a 51.461,90 (-1,21%), Nasdaq Composite piatto a 25.978,42 (-0,01%). L'Europa aveva già chiuso prima dell'annuncio, e in rialzo: FTSE MIB a 51.969 punti (+0,80%), DAX a 25.538 (+0,53%), EuroStoxx 50 +0,48%. Il petrolio molla la presa con la riapertura dell'oleodotto saudita — WTI a 102,05 dollari (-3,57%), Brent a 105,48 (-3,01%) — mentre il decennale americano resta sopra il 5%.
La giornata si è spezzata in due, e la linea di frattura è passata esattamente alle otto di sera, ora italiana. Prima di quel momento i listini europei chiudevano tutti in rialzo, convinti che il peggio del petrolio fosse alle spalle. Dopo, la Federal Reserve ha alzato i tassi e Wall Street ha passato il resto della seduta a rifare i conti.
Il rialzo è arrivato: 25 punti base, target al 3,75-4,00%, voto unanime, 12 a 0. È il primo inasprimento dal 2023. Non è stata la decisione a muovere il mercato — quella era ampiamente prezzata — ma tutto ciò che le è stato messo attorno.
Wall Street: il problema non è il rialzo, è il dopo
| Indice | Chiusura | Var. |
|---|---|---|
| S&P 500 | 7.551,81 | -0,45% (-33,92 pt) |
| Nasdaq Composite | 25.978,42 | -0,01% (-3,15 pt) |
| Nasdaq 100 | 28.945,06 | +0,02% (+7,22 pt) |
| Dow Jones Industrial | 51.461,90 | -1,21% (-631,21 pt) |
La gerarchia del calo racconta più dell'indice medio. Il Dow perde oltre seicento punti e fa peggio di tutti, appesantito dai finanziari; il Nasdaq chiude sostanzialmente invariato, con il Nasdaq 100 addirittura in territorio positivo per due decimi di punto. È l'esatto rovescio della seduta di ieri, quando era la tecnologia a pagare il conto del costo del denaro.
Il motivo sta nelle proiezioni. Il presidente Kevin Warsh ha tenuto un tono duro — l'inflazione è troppo alta da troppo tempo — e il quadro consegnato al mercato prevede almeno un altro rialzo entro fine 2026 e nessun taglio prima del 2028. La stima sul PCE 2026 sale al 3,7% headline e al 3,4% core, un decimo sopra la lettura di giugno. Il rendimento del Treasury decennale resta sopra il 5%, dove era già salito ieri per la prima volta dal 2007.
Sotto la superficie, movimenti scomposti: SpaceX guadagna circa il 5% dopo l'annuncio del prossimo lancio orbitale, i semiconduttori rimbalzano su speculazioni di aggregazione tra Intel e SK Hynix, mentre le criptovalute finiscono sotto pressione — il Bitcoin scivola sotto i 76.000 dollari dopo il fallimento del voto procedurale al Senato sul Clarity Act.
Europa: un rialzo deciso prima di sapere
| Indice | Chiusura | Var. |
|---|---|---|
| FTSE MIB | 51.969 | +0,80% |
| CAC 40 | 8.140 ca. | +0,62% |
| DAX | 25.538 | +0,53% |
| EuroStoxx 50 | n.d. | +0,48% |
| FTSE 100 | 10.688 | +0,28% |
Il livello puntuale di chiusura dell'EuroStoxx 50 non è reperibile da fonte pubblica verificabile: le rassegne di giornata riportano soltanto la variazione percentuale, e preferisco lasciarlo vuoto piuttosto che riempirlo con un valore intraday.
Milano guida il continente. Prysmian sale del 3,38%, seguita da Lottomatica (+2,76%), Italgas (+2,42%), Brunello Cucinelli (+2,22%), A2A (+2,04%), STM (+2,02%) ed Enel (+1,8%). L'unico scivolone pesante è Stellantis, che cede il 3,33% dopo il taglio di giudizio di Berenberg a "hold".
Sul governativo italiano il BTP decennale chiude al 4,36%, con lo spread sul Bund a 86 punti base — il Bund a dieci anni al 3,5%. È un livello ordinato, che non ha registrato alcuna reazione alla Fed per la semplice ragione che il mercato obbligazionario europeo aveva già chiuso.
Il greggio restituisce quello che aveva preso
| Materia prima | Chiusura | Var. |
|---|---|---|
| WTI | 102,05 $ | -3,57% |
| Brent | 105,48 $ | -3,01% |
Dopo tre sedute di rialzo il petrolio ha fatto marcia indietro, e la ragione è la più concreta possibile: l'oleodotto saudita danneggiato dovrebbe tornare operativo nel giro di giorni. Ci si sono aggiunte scorte americane più abbondanti delle attese e un dollaro rinforzato dalla decisione della Fed. Il premio di rischio geopolitico non è sparito, ma ha smesso di crescere — ed è esattamente questo che i listini europei stavano festeggiando quando hanno chiuso.
Sul cambio EUR/USD resta in area 1,154-1,155, sostanzialmente fermo. L'oro invece si riprende e sale a 4.338,22 dollari l'oncia (+1,07%): con la banca centrale che promette rigore fino al 2028, il metallo torna a essere letto come assicurazione sulla durata della stretta, non come alternativa alla cedola.
Sul fronte macro europeo la giornata era già carica per conto suo: inflazione britannica in accelerazione al 3,1% annuo, prezzi italiani attesi al 3,3%, produzione industriale dell'area euro in contrazione dello 0,2% mensile. I dati consuntivi definitivi non sono ancora disponibili da fonte pubblica: quelle qui riportate restano le attese di consenso pubblicate a mercati aperti.
Cosa guardare domani
Il mercato ha smesso di chiedersi se la Fed avrebbe alzato. Da stasera si chiede per quanto tempo resterà lassù — e la risposta ufficiale, per ora, è: fino al 2028.
L'Europa apre domani dovendo assorbire in una sola volta ciò che Wall Street ha metabolizzato in mezza seduta. Vale la pena osservare due cose: se il differenziale fra Dow e Nasdaq regge anche fuori dagli Stati Uniti, e se il decennale americano sopra il 5% diventa un livello di equilibrio o un punto di partenza.


