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    Punto mercati, la chiusura — 14 settembre 2026

    Seduta difensiva su entrambe le sponde dell'Atlantico, con il petrolio a fare da regista. Wall Street chiude in rosso — S&P 500 a 7.619,98 (-0,48%), Nasdaq Composite a 26.186,41 (-0,56%), Dow a 52.421,20 (-0,29%) — e il VIX risale del 7,52% a 17,03. In Europa Milano è la peggiore: FTSE MIB a 51.628 punti (-1,68%), affondato da Prysmian (-7%) e STMicroelectronics (-6,5%), mentre l'EuroStoxx 50 cede lo 0,98% a 6.263. Il greggio vola dopo l'interruzione dell'oleodotto Est-Ovest saudita: WTI in area 103,5 dollari (+3,5%), Brent verso 108,5 (+3,6%). Il decennale americano ha sfiorato il 5% prima di ripiegare al 4,947%, e il mercato arriva alla Fed di mercoledì prezzando un rialzo dei tassi con probabilità dell'88%.

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    La giornata si chiude come era cominciata: con il petrolio che detta l'agenda e l'azionario che si limita a subirla. Nessun crollo, nessuna capitolazione — una seduta difensiva, che è esattamente ciò che ci si aspetta da un mercato entrato nella settimana della Federal Reserve con il barile in fuga e il decennale americano a un passo dal 5%.

    I numeri della chiusura

    Indice Chiusura Var.
    S&P 500 7.619,98 -0,48%
    Nasdaq Composite 26.186,41 -0,56%
    Dow Jones 52.421,20 -0,29%
    Russell 2000 2.893,56 -0,36%
    VIX 17,03 +7,52%
    FTSE MIB 51.628 -1,68%
    EuroStoxx 50 6.263 -0,98%
    CAC 40 n.d. -0,76%
    DAX n.d. -0,50%
    FTSE 100 n.d. +0,44%

    I livelli puntuali di chiusura di Francoforte, Parigi e Londra non risultano pubblicati da fonte affidabile al momento in cui scrivo: riporto le sole variazioni, che sono invece confermate.

    Il petrolio è la notizia, tutto il resto è conseguenza

    Un attacco con droni ha messo fuori uso l'oleodotto Est-Ovest saudita — milleduecento chilometri, sette milioni di barili al giorno di capacità, ed è la rotta che esiste proprio per non passare da Hormuz. Le riparazioni sono stimate in settimane. È il tipo di notizia che non si sconta in una mattina.

    Il greggio ha reagito di conseguenza: WTI in area 103,5 dollari (+3,5%) e Brent verso 108,5 (+3,6%), secondo l'ultimo aggiornamento disponibile nel pomeriggio; le chiusure ufficiali di sessione non erano ancora pubblicate al momento in cui scrivo. Il Brent arriva così da una settimana chiusa in rialzo di circa nove punti.

    Da qui discende il resto. Un barile che sale del tre e mezzo per cento in una seduta riapre il dossier che il mercato sperava di aver archiviato, e lo riapre nella settimana peggiore: venerdì l'inflazione core americana era già uscita sopra le attese.

    La Fed, e un decennale che ha visto il 5%

    Il rendimento del Treasury a dieci anni ha toccato il 5,014%, massimo dal 2023, prima di ripiegare al 4,947% (-2 punti base). Il biennale scende al 4,615%, il trentennale al 5,321%.

    Il punto non è il ritracciamento di fine giornata, è la soglia. E soprattutto è quello che il mercato dei futures si aspetta da mercoledì: un rialzo dei tassi con probabilità dell'88%. Non un taglio, non una pausa. Chi comprava azioni tre mesi fa scommettendo sull'allentamento sta ora comprando un'ipotesi opposta, e lo fa con il VIX che in un giorno guadagna sette punti e mezzo percentuali.

    Piazza Affari paga più di tutti

    Milano perde l'1,68% e chiude a 51.628 punti, la peggiore d'Europa con un margine ampio. Il conto lo firmano Prysmian (-7%) e STMicroelectronics (-6,5%), cioè il ciclo industriale e i semiconduttori — i due comparti che di questa combinazione, tassi in salita e energia in rialzo, sono i primi a soffrire. Male anche Tenaris (-3,98%) e Saipem (-3,6%), che il rimbalzo del greggio non ha protetto.

    L'unica nota in verde di rilievo è Campari (+5,5%), spinta da due giudizi positivi arrivati in giornata. Difensivo, domestico, scollegato dal resto: è la sintesi della seduta.

    Sul fronte obbligazionario italiano lo spread BTP-Bund chiude a 87 punti base, con il decennale italiano al 4,38% e il Bund al 3,51%. L'euro-dollaro scivola in area 1,1570 (-0,25%): l'euro resta debole, e con una Fed che potrebbe alzare non è un movimento destinato a invertirsi da solo.

    Cosa portarsi a casa

    La tecnologia americana ha ceduto anche sulla scia del monito di uno dei vertici dell'intelligenza artificiale d'oltreoceano sulla necessità di rallentare lo sviluppo dei modelli di frontiera per ragioni di sicurezza: Nvidia, AMD e SanDisk fra i titoli colpiti. È un tema che oggi ha pesato sui multipli, non sui fondamentali.

    Ma il vero snodo è mercoledì. Fino ad allora il mercato non ha motivo di prendere posizione, e una seduta che perde mezzo punto con il petrolio su tre e mezzo è, a ben vedere, un mercato che ha tenuto. La domanda è se terrà anche dopo.

    Fonti: Yahoo Finance · TheStreet · CNBC · ANSA · Il Sole 24 Ore · Trading Economics

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