Mercati

    SpaceX al minimo intraday da quando è quotata: la risposta è quota 100, non il grafico

    SPCX scende a 104,83 dollari, nuovo minimo intraday da quando è quotata: meno 21% dal collocamento, meno 53% dal picco intraday di giugno. La domanda — punto di rimbalzo o proseguimento della discesa — ha una risposta numerica, e non sta nel grafico. Wall Street ha in mano due prezzi, 75 dollari e 300, e la distanza fra i due è quasi per intero il valore attribuito al business AI: 3,2 miliardi di ricavi contro 6,4 miliardi di perdita operativa. A 100 dollari, per ammissione della stessa Morgan Stanley, quel valore è zero. Ecco perché la discesa ha ancora spazio prima del rimbalzo, e quali sono le due condizioni — il 4 e il 6 agosto — che decidono quale dei due scenari si realizza.

    Ascolta l'articoloVersione audio narrata

    Alle 9:42 di New York SpaceX tratta a 107,02 dollari, dopo aver toccato in apertura 104,83: è il minimo intraday assoluto da quando la società è quotata, e cancella il precedente record negativo in seduta di 107,01 fissato il 28 luglio. Il titolo è meno 20,7% dal prezzo di collocamento di 135 dollari del 12 giugno e meno 52,6% dal massimo intraday di 225,64 toccato quattro giorni dopo il debutto (la massima chiusura, quello stesso 16 giugno, è 211,39).

    Una precisazione che vale per tutto quello che segue: il primato è intraday, e su quello non c'è discussione. Il primato di chiusura, invece, alla scrittura di questo pezzo è ancora in bilico — a metà pomeriggio europeo il titolo era risalito a 108,27, dieci centesimi sotto i 108,37 del 31 luglio, con l'ultima ora di contrattazioni ancora da giocare. Quale delle due date resterà negli annali come minimo di chiusura lo dirà la campanella; l'analisi qui sotto non dipende da quel dettaglio. In cinquantadue giorni di calendario e trentacinque sedute di borsa, la più grande quotazione della storia americana ha restituito metà del suo valore.

    La domanda giusta non è se il titolo sia sceso troppo. È un'altra: questo è il punto da cui riparte verso una valutazione appropriata, o è una tappa di una discesa che non ha ancora trovato il suo prezzo?

    La risposta esiste, ed è un numero. Ma non sta nel grafico.

    Cosa sta scendendo davvero

    Il primo errore è leggere il calo come un giudizio su SpaceX. Non lo è. La qualità industriale non è in discussione: i ricavi degli ultimi dodici mesi sono 19,30 miliardi di dollari, in crescita del 33,2%, e il segmento lanci resta dominante. Quello che sta scendendo è un'altra cosa, e si vede meglio guardando dove Wall Street non è d'accordo con sé stessa.

    I trentacinque analisti che coprono il titolo hanno un obiettivo medio a 236,71 dollari — più del doppio del prezzo attuale — con un consenso formale «Buy». Ma dentro quella media c'è una forbice che non si vede quasi mai su una società da mille miliardi:

    Analista Casa Giudizio Obiettivo Data
    Adam Jonas Morgan Stanley Buy 300 $ 29 luglio
    Colin Canfield Cantor Fitzgerald Buy 246 $ 30 luglio
    Kenneth Herbert RBC Capital Buy 225 $ 3 agosto
    Brian Dobson Clear Street Buy 217 $ 28 luglio
    Glenn Thum Phillip Securities Sell 75 $ 31 luglio

    Fra il target più alto e quello più basso ci sono 225 dollari per azione, cioè oltre tre volte il prezzo di mercato di oggi. Su una capitalizzazione di 1,41 trilioni di dollari significa che la stessa azienda, con lo stesso bilancio, vale fra i 990 miliardi e i 4 trilioni a seconda di chi la guarda.

    Quella forbice non è disaccordo sul razzo. È disaccordo su una sola voce.

    La voce è l'intelligenza artificiale, e il prezzo che le dà il mercato è zero

    Glenn Thum, che ha aperto la copertura con un Sell e l'obiettivo più basso di Wall Street, l'ha scritta in cinque parole: «AI carries the valuation but not the earnings» — l'AI porta la valutazione, non gli utili. I suoi numeri: il segmento ha generato 3,2 miliardi di ricavi nel 2025 a fronte di una perdita operativa di 6,4 miliardi; il flusso di cassa resterà negativo almeno fino al 2030, per un cumulato di circa 90 miliardi; e diversi contratti di capacità di calcolo scadono entro fine 2029. Nel frattempo i lanci, il business che funziona, pesano appena il 22% dei ricavi 2025.

    Dall'altra parte Adam Jonas, di Morgan Stanley, tiene un obiettivo a 300 dollari di cui più della metà è attribuita proprio all'AI. Ma è lui stesso ad aver fornito, il 27 luglio, il termometro più onesto dell'intera vicenda: se il titolo scendesse a 100 dollari, ha osservato, il mercato starebbe di fatto assegnando al business AI un valore nullo o negativo. Testuale: «Molti attribuiscono valore zero o addirittura negativo all'AI, dati i requisiti di capitale rispetto a Space e Connectivity, l'economia largamente incerta e il grado di attenzione del management dedicato a quel business».

    Ecco il numero. Non 104,83, non 107,01: cento. È la soglia in cui la seconda gamba della valutazione smette di esistere.

    E il titolo, adesso, ne dista il 6,6%.

    Perché la discesa ha ancora spazio: tre fatti meccanici

    Nel breve, tre elementi lavorano tutti nella stessa direzione, e nessuno dei tre dipende da come andrà il trimestre.

    Primo, l'offerta. Il 6 agosto si liberano fino a 911,5 milioni di azioni, circa 99 miliardi di dollari ai prezzi di venerdì — secondo Investing.com 68 volte lo sblocco tipico di una large cap, che vale attorno a 1,8 miliardi. La mappa completa delle tranche l'abbiamo pubblicata stamattina, e non la ripeto. Il punto qui è un altro: lo studio di riferimento sull'argomento — Field e Hanka sul Journal of Finance, 1.948 lock-up esaminati — misura un rendimento anomalo medio del meno 1,5% attorno alla data, ma soprattutto un aumento permanente del 40% dei volumi da quel giorno in avanti. Non è un colpo secco: è un cambio di regime nella liquidità. E per le società partecipate da venture capital — cioè questo caso — l'effetto misurato raddoppia.

    Secondo, il paradosso degli scoperti. Sul titolo pesano 219,3 milioni di azioni vendute allo scoperto, circa 24,6 miliardi di dollari: contro un flottante di appena 640 milioni di azioni — il 5% delle 13,17 miliardi in circolazione — è oltre un terzo del capitale scambiabile. Sulla carta è la premessa di uno short squeeze, e Musk ci ha costruito sopra qualche battuta. Ai prezzi correnti servono poco più di tre sedute di volume medio per ricoprire l'intera posizione.

    Solo che lo sblocco lavora contro chi spera nella corsa a ricoprire, non a favore. Il 6 agosto il flottante passa da 640 milioni a circa 1,55 miliardi di azioni: più che raddoppia. La stessa posizione corta scende meccanicamente dal 34% al 14% del flottante, i titoli da prendere a prestito diventano abbondanti e il costo del prestito scende. La trappola non si stringe: si apre.

    Terzo, il conto capitale. Le stime raccolte da S&P Global Visible Alpha — è Melissa Otto a citarle — indicano una spesa per investimenti in salita da 48,7 miliardi nel 2026 a 118,4 miliardi nel 2028, con un debito complessivo atteso passare da 41,7 a oltre 218 miliardi. Sono numeri che un titolo scambiato a 73 volte i ricavi può sostenere solo finché il mercato accetta di pagare in anticipo la crescita. Quando smette di accettarlo — ed è quello che sta succedendo da tre settimane — il multiplo si comprime prima che i fondamentali cambino di una virgola.

    Perché il rimbalzo, quando arriva, arriva da lì

    Il caso opposto è meno rumoroso ma non è debole, e poggia su tre appoggi verificabili.

    Il primo è Starlink, che Thum stesso — l'analista più ribassista della copertura — definisce il «motore di profitto» dell'azienda: 12 milioni di abbonati attivi a inizio giugno, dai 10,3 di fine marzo. È l'unico business che genera cassa in modo significativo, e nessuno dei due schieramenti lo contesta.

    Il secondo è la storia dei precedenti, che dice due cose opposte e vanno tenute insieme. Da un lato CoreWeave: quotata a 40 dollari nel marzo 2025, allo sblocco del 17 agosto ha perso il 33% in tre sedute — da 148,75 a 99,50 dollari — con oltre un miliardo di vendite di insider in blocco. Oggi tratta a 74,27 dollari: la metà del picco, ma pur sempre l'86% sopra il prezzo di collocamento. Dall'altro lato Meta nel 2012, il precedente che Barron's tira in ballo per SpaceX: meno 53% a circa quattro mesi dalla quotazione, e quello fu il minimo — nei dodici mesi successivi il titolo salì del 140%. Applicato meccanicamente a SpaceX, un meno 53% dal collocamento porterebbe a 63 dollari.

    Il terzo è la matematica del pessimismo. Jonas lo dice con parole sue: «Riteniamo che l'attuale scollamento fra un sentiment degli investitori sempre più ribassista e fondamentali sostanzialmente invariati crei un punto di ingresso interessante». Tradotto: sotto 100 dollari non si compra più un'azienda con un'opzione AI. Si compra Space più Connectivity, e l'opzione viene in regalo.

    La risposta, senza sedersi sul «dipende»

    La discesa non è finita, e la zona 100-105 non è il fondo: è la porta. Nel breve, il peso dell'offerta e del calendario è certo, mentre la prova industriale che giustifica il premio è ancora tutta da mostrare. Fra un fatto certo e una speranza, il mercato prezza il fatto. Lo scenario più probabile è quindi un test dell'area 100 dollari nelle sedute successive al 6 agosto, non un rimbalzo da qui.

    Ma è precisamente lì che il rapporto fra rischio e rendimento si capovolge, e la ragione la fornisce il più rialzista del gruppo quando ammette che a quel prezzo l'AI vale zero. A 100 dollari il mercato ha finito di togliere: non c'è più un pezzo di valutazione da azzerare, perché è già a zero. Da quel livello in giù non si sconta più l'AI: si comincia a scontare Starlink e i lanci, cioè le due cose che nessuno dei due schieramenti mette in discussione. Per arrivare ai 75 dollari di Thum non basta che l'AI deluda: serve che il resto si rompa.

    La mia lettura, quindi, è questa: prima la discesa, poi il rimbalzo — e la separazione fra i due sta in quota 100, non in una candela sul grafico. Chi compra a 107 sta comprando due giorni prima di due eventi noti e non prezzati. Chi compra a 100 dopo il 6 agosto sta comprando un business a valle della liquidazione forzata, che è una cosa diversa. Il rimbalzo non arriva perché il titolo è sceso abbastanza: arriva quando il pezzo di valutazione che il mercato ha tolto torna a valere qualcosa. E quel pezzo ha una data — il 4 agosto — e un numero.

    Le tre condizioni che smentiscono questa lettura

    Non è un'analisi seria se non dice cosa la falsificherebbe. Ecco le tre soglie, tutte osservabili, tutte fuori dal controllo dell'azienda.

    • 4 agosto, il fatturato del segmento AI. Il consenso vede 6,88 miliardi di ricavi e una perdita di 0,23 dollari per azione. Ma il numero che conta è la ripartizione: se l'AI mostra ricavi in accelerazione contro i 3,2 miliardi del 2025, il caso Thum si indebolisce e 100 non viene mai toccato. Se il capitale investito sale e i ricavi no, allora 75 dollari non è un obiettivo eccentrico: è la destinazione.
    • 6 agosto e giorni seguenti, il volume, non il prezzo. Field e Hanka insegnano che il segnale non è la discesa — quella è attesa — ma il salto permanente dei volumi. Uno sblocco assorbito con volumi vicini alla media delle ultime venti sedute (71 milioni di pezzi) dice che l'azionariato di lungo periodo tiene. Volumi doppi per più sedute dicono il contrario, e in quel caso 100 non è un supporto ma un passaggio.
    • Il recupero di 118-120 dollari. È il livello dei massimi del 23 e del 30 luglio, e coincide con la zona in cui il titolo ha smesso di trovare compratori. La media delle ultime dieci chiusure è a 115,50, quella delle ultime venti a 128,81: il titolo tratta il 17% sotto la seconda. Finché non recupera 120 in chiusura, ogni rialzo è ricopertura di scoperti, non ritorno di domanda.

    In tre righe

    SpaceX al minimo intraday da quando è quotata non è un titolo a sconto: è un titolo a cui il mercato sta togliendo una gamba di valutazione, quella dell'intelligenza artificiale, e ha quasi finito di toglierla. Il rimbalzo verso una quotazione appropriata esiste, ma sta sotto — nell'area dei 100 dollari, dopo lo sblocco del 6 agosto, non prima. La discesa continua fin lì, e da lì in poi decide il conto economico del 4 agosto, non il grafico.


    Fonti

    • Prezzo SPCX a 107,02 dollari alle 9:42 di New York del 3 agosto 2026, minimo di giornata e nuovo minimo intraday assoluto a 104,83 (104,91 secondo stockanalysis.com); rilevazione successiva delle 15:45 ora italiana con il titolo risalito a 108,27, contro la chiusura record negativa di 108,37 del 31 luglio — a seduta ancora aperta il primato di chiusura non era quindi acquisito, massimo di giornata 107,99, chiusura precedente 108,37 del 31 luglio (−3,41%), volume di 8,44 milioni di pezzi nei primi dodici minuti, intervallo delle 52 settimane 104,83–225,64: Yahoo Finance — API storica SPCX e stockanalysis.com — SPCX (consultati adesso, 3 agosto 2026)
    • Serie storica completa dalla quotazione (collocamento a 135,00 dollari il 12 giugno 2026, prima chiusura a 160,95, massimo storico intraday 225,64 del 16 giugno, prima chiusura sotto il prezzo di collocamento il 16 luglio a 131,11, 12 sedute in calo sulle ultime 15, media delle ultime 10 chiusure a 115,50 e delle ultime 20 a 128,81, volume medio delle ultime 20 sedute 71,1 milioni di pezzi): elaborazione su dati Yahoo Finance — API storica SPCX (consultati adesso)
    • Capitalizzazione di 1,41-1,43 trilioni di dollari, 13,17 miliardi di azioni in circolazione, ricavi degli ultimi dodici mesi 19,30 miliardi (+33,2%), risultato netto −9,36 miliardi, utile per azione −2,94 dollari, rapporto prezzo/utili prospettico 179,45, consenso di 35 analisti con obiettivo medio 236,71 dollari: stockanalysis.com — SPCX (consultato adesso)
    • Obiettivi di prezzo per singolo analista (Adam Jonas/Morgan Stanley 300 $ del 29 luglio; Colin Canfield/Cantor Fitzgerald 246 $ del 30 luglio; Kenneth Herbert/RBC Capital 225 $ del 3 agosto; Brian Dobson/Clear Street 217 $ del 28 luglio; Glenn Thum/Phillip Securities Sell a 75 $ del 31 luglio): stockanalysis.com — previsioni SPCX (consultato adesso)
    • Tesi ribassista di Glenn Thum («AI carries the valuation but not the earnings»; AI a 3,2 miliardi di ricavi 2025 contro 6,4 miliardi di perdita operativa; flusso di cassa negativo fino almeno al 2030 per circa 90 miliardi cumulati; contratti di capacità di calcolo in scadenza entro fine 2029; lanci al 22% dei ricavi 2025), posizione corta a 219,3 milioni di azioni per circa 24,6 miliardi di dollari, consenso di 23 Buy, 6 Hold e 2 Sell con obiettivo medio 233,18 dollari, attese sul secondo trimestre a 6,88 miliardi di ricavi e −0,23 dollari per azione: TipRanks — Short Sellers Build a $24.6 Billion Bet Against SpaceX Stock (consultato adesso)
    • Dichiarazioni di Adam Jonas (Morgan Stanley) sul valore nullo o negativo attribuito dagli investitori all'AI e sulla soglia dei 100 dollari, e sullo «scollamento fra sentiment ribassista e fondamentali invariati» come punto di ingresso; obiettivo a 300 dollari con oltre metà della valutazione attribuita all'AI; circa l'80% degli analisti coperti da Bloomberg con giudizio d'acquisto e obiettivo medio attorno a 232 dollari: Invezz — Could SpaceX stock fall to $100? Morgan Stanley says it means a zero AI valuation, 27 luglio 2026 (consultato adesso)
    • Flottante di circa 640 milioni di azioni pari al 5% delle azioni in circolazione, posizione corta pari a circa un terzo del flottante (dato S3 al 21 luglio), ed effetto dell'ampliamento del flottante sulla facilità di prestito titoli: The Motley Fool — Elon Musk Says the Short Sellers Betting Against SpaceX Have a "Very Low" Survival Probability, 21 luglio 2026 (consultato adesso)
    • Spesa per investimenti attesa in crescita da 48,7 miliardi nel 2026 a 118,4 miliardi nel 2028 e debito complessivo da 41,7 a oltre 218 miliardi, secondo le stime S&P Global Visible Alpha citate da Melissa Otto: Yahoo Finance — SpaceX stock hits new closing low in rocky week ahead of earnings, 31 luglio 2026 (consultato adesso)
    • Prima tranche di lock-up da 911,5 milioni di azioni il 6 agosto 2026, pari a circa 68 volte lo sblocco tipico di una large cap (attorno a 1,8 miliardi di dollari): Investing.com — SpaceX IPO lockup expiry (consultato adesso); termini completi delle tranche già documentati nella nostra analisi di stamattina
    • Rendimento anomalo medio del −1,5% attorno alla scadenza dei lock-up, aumento permanente del 40% dei volumi e effetto doppio (−2%) per le società partecipate da venture capital, su un campione di 1.948 lock-up: Laura Casares Field e Gordon Hanka, The Expiration of IPO Share Lockups, The Journal of Finance, 2001 (studio storico, campione anni Novanta)
    • Caso CoreWeave (collocamento a 40 dollari nel marzo 2025, −33% in tre sedute attorno allo sblocco del 17 agosto 2025 da 148,75 a 99,50 dollari, oltre un miliardo di vendite di insider, prezzo attuale 74,27 dollari): CNBC — CoreWeave stock loss lockup e dati di prezzo verificati su Yahoo Finance — CRWV (consultati adesso)
    • Precedente Meta 2012 (−53% a circa quattro mesi dalla quotazione, poi minimo e +140% nei dodici mesi successivi), attribuito a Barron's, e Starlink a 12 milioni di abbonati: The Motley Fool — Is a 53% Decline a Stopping Point for the SpaceX Stock Price?, 2 agosto 2026 (consultato adesso)

    Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non costituiscono consulenza finanziaria personalizzata né una raccomandazione di acquisto o vendita. I dati di mercato sono rilevati il 3 agosto 2026 a mercato aperto e variano di minuto in minuto; le stime sul trimestre e gli obiettivi di prezzo sono di analisti terzi e non riflettono dati ufficiali della società. Per decisioni di investimento individuali consulta un consulente abilitato.

    Tutti gli articoliVai a MisterAle
    MisterAleGuidaAI