Il weekend lascia sul tavolo Hormuz e un consumatore americano in frenata: vendite al dettaglio di luglio a -0,6% e fiducia Michigan crollata a 51. La settimana entrante si gioca sui verbali FOMC di mercoledì, sulla trimestrale Walmart di giovedì e sui PMI flash di venerdì. Petrolio e oro restano il termometro del rischio.
Wall Street chiude la terza settimana consecutiva di rialzo, ma la chiude in calo: S&P 500 a 7.785,76 (-0,17%), Nasdaq Composite a 26.729,16 (-0,28%), Dow a 53.732,41 (-0,20%) venerdì 14 agosto. Un record il giorno prima, poi il freno tirato dai dati macro. È da lì che riparte lunedì.
Cosa lascia il weekend
Il tema che pesa di più non è finanziario. Sullo Stretto di Hormuz la tensione è salita ancora: il vice ministro degli Esteri iraniano ha respinto la rivendicazione di Trump sul controllo americano dello stretto, e nel fine settimana è stato segnalato un ulteriore attacco a una nave mercantile. Il traffico resta ai minimi — circa 32 navi transitate fra venerdì e domenica. Il segretario alla Difesa Hegseth ha detto che il blocco navale ai porti iraniani può proseguire a tempo indeterminato; il Tesoro, con Bessent, ha anticipato nuove misure economiche contro Teheran. (CNBC)
Sul fronte ucraino il weekend è stato pesante: circa 600 droni ucraini su Mosca, risposta russa con missili balistici su Kyiv e un attacco a Kryvyi Rih. Un caccia spagnolo in missione NATO ha abbattuto un drone di origine russa sopra lo spazio aereo rumeno — quarto episodio del 2026. (Al Jazeera)
Il secondo lascito è americano e arriva da venerdì: vendite al dettaglio di luglio a -0,6% mensile contro un consenso di +0,1%, e fiducia dei consumatori Michigan preliminare di agosto crollata a 51,0 da 55,2, con aspettative di inflazione a un anno risalite al 4,3%. Il consumatore che ha retto il ciclo per due anni comincia a mostrare la corda proprio mentre le attese di prezzo si riaccendono. (CNN Business)
Dove sono i prezzi
| Asset | Ultimo (14/08) | Var. |
|---|---|---|
| S&P 500 | 7.785,76 | -0,17% |
| Nasdaq Composite | 26.729,16 | -0,28% |
| Treasury 10 anni | 4,697% | +0,05 pt |
| EUR/USD | 1,1573 | +0,36% |
| Oro (GC=F) | 4.437,30 $ | +0,38% |
| WTI (CL=F) | 82,40 $ | +1,42% |
| Brent (BZ=F) | 88,52 $ | +1,67% |
I future USA alle 23:00 di domenica non sono ancora riaperti — la prima stampa reale della settimana arriva a mezzanotte ora italiana. L'unico mercato che ha davvero votato nel weekend è il bitcoin, e ha votato scheda bianca: intorno ai 63.000 dollari, variazione ventiquattr'ore sostanzialmente piatta. (CoinDesk)
Gli appuntamenti della settimana
Lunedì 17 — PIL preliminare giapponese del secondo trimestre, CPI canadese di luglio, Empire State manifatturiero e indice NAHB negli Stati Uniti. Giornata di riscaldamento.
Martedì 18 — Mercato del lavoro britannico, poi il blocco immobiliare e industriale americano: housing starts, permessi edilizi, produzione industriale di luglio. Apre la stagione dei retailer con Home Depot prima della campanella. Reddit entra ufficialmente nell'S&P 500. (S&P Global)
Mercoledì 19 — Il giorno da segnare. CPI britannico al mattino, poi alle 20:00 italiane i verbali del FOMC del 28-29 luglio: quella riunione ha lasciato i tassi al 3,50-3,75% con un voto 9 a 3, tre membri per un rialzo di 25 punti base. Le minute diranno quanto è solida quella maggioranza e con quali condizioni la dissidenza si allarga. Nel pomeriggio asta del Treasury a vent'anni da 13 miliardi. Trimestrali di Target e Lowe's.
Giovedì 20 — Decisione PBoC sui Loan Prime Rate, occupazione australiana, sussidi settimanali e Philly Fed negli Stati Uniti. Ma la lettura vera è Walmart: dopo i numeri di venerdì sul consumo, la sua guidance vale più di un sondaggio.
Venerdì 21 — CPI giapponese di luglio, poi i PMI flash di agosto su Germania (9:30), Eurozona (10:00) e Stati Uniti (15:45 ora italiana). Prima fotografia del terzo trimestre europeo.
Nessuna asta italiana a medio-lungo termine in settimana: il calendario MEF riparte il 26 e il 28 agosto. (Sky TG24)
Cosa guardare davvero
Tre fili, in ordine di capacità di muovere i prezzi.
Il petrolio come termometro geopolitico. Brent sopra 88 dollari non è ancora un problema per l'inflazione, ma è il canale attraverso cui Hormuz entra nei portafogli. Un'escalation che tocchi il transito effettivo — non le dichiarazioni — è l'unico evento capace di riscrivere la settimana in una mattina.
La contraddizione della Fed. Il mercato arriva ai verbali di mercoledì con dati di consumo deboli e aspettative di inflazione in risalita: la combinazione peggiore per una banca centrale che ha già tre falchi dichiarati al tavolo. Se le minute mostrano un comitato più diviso di quanto il comunicato lasciasse intendere, la parte breve della curva si muove.
Il consumatore, verificato due volte. Home Depot martedì, Target e Lowe's mercoledì, Walmart giovedì. Quattro letture indipendenti sullo stesso soggetto, subito dopo un dato macro brutto. Se le guidance confermano il -0,6% di luglio, la rotazione difensiva smette di essere un'ipotesi da fine estate.
Sullo sfondo, Jackson Hole: il simposio è il 27-29 agosto, con il primo discorso di Kevin Warsh da presidente della Fed atteso venerdì 28. Non è questa settimana, ma è la scadenza verso cui ogni dato di questi giorni verrà letto. (Kansas City Fed)
Una settimana di agosto con volumi sottili e tre catalizzatori veri. Nei mercati sottili, le sorprese si amplificano.
Fonti: CNBC, Al Jazeera, CNN Business, S&P Global, Sky TG24, Kansas City Fed, Yahoo Finance, CoinDesk — tutte consultate il 16 agosto 2026. Prezzi alla chiusura di venerdì 14 agosto.


