Mercati

    Punto settimana — 4-8 agosto 2026

    Wall Street chiude la settimana ai massimi storici: S&P 500 a 7.757 (+3,58%), Nasdaq +5,19%, Dow oltre quota 54.000 per la prima volta. A muovere tutto, paradossalmente, un jobs report USA pessimo (-23.000 posti contro +80.000 attesi) letto come biglietto per un taglio Fed. Petrolio giù del 7% sul filo dello Stretto di Hormuz.

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    C'è un tipo di settimana in cui i mercati salgono perché le cose vanno bene, e c'è quella appena chiusa, in cui salgono perché vanno male. Wall Street ha scelto la seconda, e l'ha fatto con entusiasmo: nuovi record ovunque, il Dow che sfonda una soglia mai vista, il Nasdaq che mette a segno la miglior settimana da mesi. Il filo che tiene insieme tutto passa da un numero solo, arrivato venerdì mattina.

    Il market mover: un jobs report da brividi, festeggiato

    L'economia americana a luglio ha perso 23.000 posti di lavoro. Il consenso ne aspettava 80.000 in più. Disoccupazione al 4,1%. In un mondo normale un buco simile fa scendere le Borse; in questo, dove non c'è riunione di banca centrale fino al 16 settembre, il dato debole è diventato la miglior notizia possibile — la prova che serviva a chi scommette su un taglio Fed a settembre.

    Cattiva notizia sull'economia, buona notizia per chi compra azioni. Il mercato ha deciso di leggerla così, e non ha guardato indietro.

    Il risultato è che l'S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso la settimana sui massimi storici, spinti proprio venerdì dal report che in teoria avrebbe dovuto spaventarli.

    Gli indici: record a raffica

    Indice Chiusura 7/8 Var. settimana
    S&P 500 7.757,64 +3,58%
    Nasdaq Composite 26.690,62 +5,19%
    Nasdaq 100 29.722,30 +5,12%
    Dow Jones 54.036,93 +2,96%
    EuroStoxx 50 6.526,65 +2,65%
    FTSE MIB 53.717,19 +2,96%

    L'S&P 500 firma la miglior settimana da metà aprile. Il Dow ha superato per la prima volta quota 54.000 già lunedì, e non per caso: a spingerlo è stata Palantir.

    Palantir, ovvero come si accende il sentiment tech

    Lunedì la società ha riportato ricavi in crescita del 93% anno su anno e ha alzato la guidance annua a 8,15-8,16 miliardi di dollari. Il titolo ha chiuso la giornata +29,5%, trascinandosi dietro l'intero comparto tecnologico e il Dow oltre la soglia storica. Nella settimana hanno pubblicato i conti anche AMD e Disney, ma il tono l'ha dettato Palantir: quando l'intelligenza artificiale consegna numeri simili, il resto del listino tende a seguire senza fare troppe domande.

    L'Europa ha viaggiato più composta ma nella stessa direzione: EuroStoxx 50 alla quarta settimana consecutiva di rialzo, FTSE MIB in linea con Wall Street.

    Petrolio: il nervosismo dello Stretto

    Se le Borse hanno avuto un filo lineare, il greggio ha avuto le montagne russe. WTI a 78,18 dollari (-7,67%), Brent a 83,55 (-7,29%): un crollo settimanale netto, ma costruito su oscillazioni giornaliere del 5-7%. Lunedì e martedì il prezzo è precipitato sulle speranze di un accordo Iran-Oman sullo Stretto di Hormuz; giovedì e venerdì ha recuperato terreno dopo che una bozza iraniana più restrittiva sul traffico navale ha raffreddato gli ottimismi. Chiusura comunque decisamente in rosso: il mercato scommette sulla distensione, ma tiene un dito sul grilletto.

    Il calo energetico ha dato una mano all'euro: EUR/USD a 1,1559 (+0,27%), con un massimo di sette settimane toccato a metà settimana intorno a 1,155.

    Obbligazioni: la calma piatta

    Sul fronte italiano, nulla da segnalare — che di questi tempi è già una notizia. Lo spread BTP-Bund ha chiuso a 77 punti base, rendimento del decennale al 3,89%, dentro una banda strettissima di 75-80 pb per tutta la settimana (minimo 75,7 martedì). Nessuna direzione, nessuno spavento. Con la BCE ferma dal 23 luglio a depo 2,25%, i titoli di Stato hanno passato la settimana a guardare il resto del mondo agitarsi.

    Cosa guardare ora

    Il prossimo appuntamento che conta è il CPI USA di luglio, atteso mercoledì. Dopo un jobs report che ha convinto i mercati di un taglio imminente, l'inflazione è l'unico dato che può rovinare la festa: se dovesse risalire, la narrativa del "male che fa bene" si complica in fretta. Fino ad allora, Wall Street resta seduta sui suoi record — con la serenità di chi ha deciso di non guardare troppo da vicino il motivo per cui ci è arrivata.

    Fonti: Investing.com, CNBC, Yahoo Finance, Il Sole 24 Ore, Ansa — dati di chiusura del 7 agosto 2026.

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