Wall Street rompe un altro tetto: l'S&P 500 chiude per la prima volta sopra i 7.700 punti (+1,79%), il Nasdaq vola del 2,59% e il Dow guadagna oltre 900 punti a un nuovo record, spinto dalla trimestrale monstre di Palantir e dalla speranza di un'intesa USA-Iran su Hormuz. Il petrolio paga il conto e crolla di quasi il 6%, con il WTI sotto i 76 dollari. In Europa Milano fa il massimo storico a 53.540 punti (+1,26%), miglior piazza del continente. Spread sotto quota 80, euro fermo a 1,15.
La distensione tra Washington e Teheran, cominciata domenica, oggi ha trovato la sua seconda gamba e il mercato l'ha comprata senza esitare. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha parlato di un possibile accordo «oggi o domani» per riaprire lo Stretto di Hormuz alle navi commerciali: parole che hanno spinto il petrolio ancora più giù e acceso un risk-on che, sommato a una stagione di trimestrali robusta, ha portato tutti e tre gli indici americani su nuovi record. È la seconda seduta consecutiva costruita sulla stessa assenza — quella del premio di rischio geopolitico — e stavolta con un motore in più: gli utili.
Wall Street: l'S&P sfonda quota 7.700
La seduta americana è di quelle che si ricordano per i numeri tondi. L'S&P 500 sale dell'1,79% a 7.736,52 punti e chiude per la prima volta sopra i 7.700, nuovo massimo storico. Il Nasdaq Composite fa ancora meglio con un balzo del 2,59% a 26.584,99, mentre il Dow Jones guadagna 907 punti — l'1,71% — a 54.085,88, altro record per l'indice dei trenta industriali.
| Indice | Chiusura | Var. giorno |
|---|---|---|
| S&P 500 | 7.736,52 | +1,79% |
| Nasdaq Composite | 26.584,99 | +2,59% |
| Dow Jones | 54.085,88 | +1,71% |
A guidare è la trimestrale di Palantir, nettamente sopra le attese sul business commerciale americano: il titolo mette a segno la miglior giornata da oltre due anni e da solo traina il comparto tecnologico dell'indice. Sul Dow spinge Caterpillar, in rialzo di circa sei punti dopo aver superato per la prima volta i 20 miliardi di dollari di ricavi trimestrali. In controtendenza Amazon, che cede oltre due punti nonostante conti solidi: a pesare è il deposito da parte di Jeff Bezos della vendita di azioni per circa quattro miliardi di dollari. Un dettaglio che vale la pena tenere a mente: cinque degli undici settori dell'S&P hanno comunque chiuso in rosso. È un record costruito da pochi nomi — intelligenza artificiale, semiconduttori, industria — più che da un'ampiezza diffusa.
Il petrolio, di nuovo la vittima designata
Come lunedì, il vero protagonista non è azionario: è ciò che muove l'azionario. Il WTI perde quasi il sei per cento e scivola poco sotto i 76 dollari al barile, il Brent cede oltre cinque punti verso i 79 dollari. La ragione è sempre la stessa, ma rafforzata: se l'intesa su Hormuz regge, lo scenario di interruzione delle forniture si allontana, e con esso il premio che teneva alto il greggio. Sullo sfondo resta l'aumento di produzione deciso dall'OPEC+ per settembre. Più offerta attesa, meno paura sul prezzo — e per la seconda seduta di fila le borse festeggiano proprio ciò che affossa i petroliferi.
Europa e Milano: Piazza Affari fa il record
Il Vecchio Continente cavalca la stessa onda, con Milano in testa a tutti. Il FTSE MIB sale dell'1,26% a 53.540 punti, nuovo massimo storico di chiusura, primo listino d'Europa. L'EuroStoxx 50 avanza dello 0,94% a 6.486,7, il DAX guadagna lo 0,77% a 26.202,35. Più contenute Parigi (+0,6%), Madrid (+0,2%) e Londra (+0,2%).
| Indice | Chiusura | Var. giorno |
|---|---|---|
| FTSE MIB | 53.540 | +1,26% |
| EuroStoxx 50 | 6.486,70 | +0,94% |
| DAX (Francoforte) | 26.202,35 | +0,77% |
A Piazza Affari si ripropone il paradosso di Wall Street. Il calo del greggio penalizza gli energetici — Eni cede l'1,9%, giù anche Snam e la utility Campari tra i peggiori — ma il resto del listino corre trainato da tecnologia, difesa e industria: STMicroelectronics e Prysmian salgono di circa tre punti e mezzo, Leonardo del 3,3%, Avio quasi del cinque per cento. È la seconda seduta di fila in cui Milano chiude in rialzo nonostante Eni: il segno di un mercato che, per ora, guarda più ai tassi e alla crescita che alla bolletta energetica.
Tassi e valute: rischio in ritirata
Sul reddito fisso italiano la distensione geopolitica si legge in filigrana. Lo spread BTP-Bund resta sotto quota 80, attorno ai 78 punti base, con il rendimento del decennale poco sopra il 3,9% — in graduale miglioramento rispetto ai livelli della vigilia. Sul valutario poco da segnalare: l'euro resta fermo poco sopra 1,15 contro il dollaro, in area 1,1525, in una giornata di risk-on che non ha spostato gli equilibri sul cambio.
In sintesi
Due sedute, un solo copione: il rischio geopolitico che arretra, il petrolio che crolla e le borse che ne fanno benzina. Oggi però c'è un ingrediente in più, ed è quello che dà solidità al rally — gli utili. Palantir e Caterpillar hanno dato a Wall Street una ragione concreta per salire oltre la semplice speranza di un accordo, e i tre record americani lo raccontano. Milano si prende la copertina europea con un massimo storico. Resta la stessa avvertenza di ieri, appena più sottile: metà dei settori dell'S&P ha chiuso in rosso, e l'intesa su Hormuz è ancora un «forse» pronunciato da un ministro, non una firma. Il mercato ha comprato due volte la distensione. Prima o poi qualcuno gli chiederà di vedere il contratto.
Fonti: CNBC e Yahoo Finance (livelli di chiusura e variazioni di S&P 500, Nasdaq, Dow, Palantir, Caterpillar, Amazon), Investing.com e TradingEconomics (WTI, Brent), Borsa Italiana/Teleborsa, ANSA e SoldiOnline (FTSE MIB, EuroStoxx 50, titoli di Piazza Affari), Il Sole 24 Ore (spread BTP-Bund) e Teleborsa (EUR/USD, DAX) — tutti consultati a chiusura del 4 agosto 2026.


