Luglio si chiude in progresso a Wall Street, ma con un motore solo: Amazon vola sui conti del cloud e trascina gli indici in verde, mentre Apple crolla di quasi otto punti su una guidance debole. Sotto la superficie il vero protagonista è il mercato obbligazionario, con il rendimento del trentennale americano ai massimi dal 2007. L'Europa chiude appena sopra la parità, il petrolio recupera nel pomeriggio e l'inflazione dell'Eurozona risale al 2,9%.
L'ultima seduta di luglio si chiude in verde a New York, ma è un rialzo che regge su una gamba sola. Amazon, dopo una trimestrale sopra le attese trainata dal cloud, guadagna oltre dieci punti e si carica sulle spalle gli indici; sull'altro versante Apple perde quasi otto punti su previsioni deludenti per il trimestre in corso. Il risultato è un mese archiviato in progresso, ma con un sottofondo che il tabellone azionario non racconta: sul mercato obbligazionario i rendimenti a lungo termine sono in fuga, e quella è la vera storia della settimana.
Wall Street: Amazon traina, Apple frena
La chiusura premia gli indici, ma la dispersione è ampia. L'S&P 500 sale dello 0,70% a 7.489,72 punti, il Nasdaq Composite fa meglio con un progresso dell'1,00% a 25.373,85, mentre il Dow Jones avanza dello 0,53% a 52.485,03, quarto mese consecutivo in rialzo per l'indice dei trenta industriali.
| Indice | Chiusura | Var. giorno |
|---|---|---|
| S&P 500 | 7.489,72 | +0,70% |
| Nasdaq Composite | 25.373,85 | +1,00% |
| Nasdaq 100 | 28.274,20 | +0,60% |
| Dow Jones | 52.485,03 | +0,53% |
Il motore della seduta ha un nome: Amazon, che dopo i conti sopra le attese e un cloud in accelerazione sale in doppia cifra e da sola spiega gran parte del rialzo degli indici. Le fa da contraltare Apple, che nonostante ricavi oltre le stime e vendite di iPhone in crescita del 22% arretra di quasi otto punti, penalizzata da una guidance prudente sul trimestre in corso e dai limiti sulla catena di fornitura. Il resto del comparto tecnologico resta nervoso: i semiconduttori chiudono il peggior mese dal 2008, e nemmeno il rimbalzo di Microsoft di giovedì è bastato a rimarginare la ferita.
La vera storia è nei rendimenti
Sotto il verde degli indici, il mercato obbligazionario manda un segnale che pesa più di qualsiasi trimestrale. Il rendimento del Treasury a trent'anni è salito verso il 5,26%, il livello più alto dal 2007; il decennale ha superato il 4,7%, massimo da gennaio 2025. È il prezzo che gli investitori chiedono per finanziare a lungo un debito su cui la fiducia anti-inflazione della Fed appare in dubbio.
A dare il contesto sono i tre appuntamenti della settimana. Oggi il costo del lavoro americano del secondo trimestre è salito dello 0,9% congiunturale, sopra le attese, e del 3,4% su base annua: inflazione salariale ancora appiccicosa. Il dato si somma al PCE di giugno e a un PIL del secondo trimestre rivelatosi più fiacco del previsto, ma soprattutto alla riunione della Fed di mercoledì, chiusa con tassi fermi al 3,50-3,75% ma con tre dissensi a favore di un rialzo, la prima spaccatura di questo tipo dal 2016. È da lì che parte la corsa dei rendimenti.
Europa in parità, petrolio in recupero
Il Vecchio Continente chiude una seduta senza slanci, appena sopra la linea di galleggiamento. Milano avanza dello 0,13% a 52.172,53 punti, sostenuta dalle trimestrali — Amplifon in rally — ma frenata dai titoli dell'energia. Poco mossi anche gli altri listini principali.
| Indice | Chiusura | Var. giorno |
|---|---|---|
| FTSE MIB | 52.172,53 | +0,13% |
| EuroStoxx 50 | 6.366,25 | +0,34% |
| DAX | 25.661,37 | +0,19% |
Sul fronte macro europeo, l'inflazione flash dell'Eurozona di luglio risale al 2,9% annuo dal 2,8% di giugno, con la componente di fondo al 2,5%: a spingere è di nuovo l'energia. Fa storia a sé l'Italia, dove l'indice dei prezzi scende invece al 2,8% secondo l'Istat, una divergenza che tiene lo spread BTP-Bund fermo a 81 punti base, con il rendimento del decennale italiano attorno al 4%.
Il petrolio, partito debole in mattinata, recupera nel pomeriggio americano: il WTI risale in area 84,8 dollari al barile (+2,6%) e il Brent verso i 90 dollari (+2,0%), a coronamento di un luglio in forte guadagno. Sul valutario l'euro resta sostanzialmente piatto, poco sopra 1,15 contro il dollaro.
In sintesi
Luglio si archivia in progresso, ma la seduta finale è più fragile di quanto dica il verde: senza Amazon il quadro sarebbe diverso, e il vero fronte aperto non è l'azionario ma il costo del denaro a lungo termine, con i rendimenti americani ai massimi da quasi vent'anni. Un mercato che festeggia i conti del cloud tenendo un occhio, sempre più preoccupato, sul reddito fisso.
Fonti: CNBC, Yahoo Finance, Investing.com, Il Sole 24 Ore, Eurostat, BLS, ANSA — dati di chiusura consultati il 31 luglio 2026.


