Mercati

    Punto mercati, la chiusura — 30 luglio 2026

    Wall Street rimbalza di slancio dopo il tonfo del giorno della Fed: il Nasdaq vola (+2,78% a 25.122) trascinato da Microsoft, che guadagna il 15,5% nella seduta migliore dal 2008 dopo un trimestre da record. S&P 500 a 7.438 (+1,66%), Dow a 52.208 (+1,19%). Anche l'Europa in verde: Milano +1,29% a 52.104, EuroStoxx 50 +1,53%, con i chip in recupero. L'euro sfonda quota 1,15 sul dollaro dopo un dato d'inflazione più mite.

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    Ventiquattr'ore fanno la differenza. Ieri, nel giorno della Fed, Wall Street aveva incassato la seduta peggiore da oltre un anno, con il Dow crollato di oltre mille punti sul timore che la banca centrale fosse rimasta indietro sull'inflazione. Oggi il mercato cambia umore di colpo e rimbalza con forza, spinto da una sola parola: utili. Microsoft mette a segno la sua giornata migliore dal 2008 dopo un trimestre da record, riaccende l'intero comparto tecnologico e riporta gli indici americani in territorio positivo. In coda, l'Europa festeggia lo stesso copione, con i semiconduttori che riemergono dal rosso di ieri. E un dato d'inflazione più docile fa il resto, indebolendo il dollaro e spingendo l'euro oltre quota 1,15.

    La fotografia di chiusura

    Mercato Livello Var.
    S&P 500 7.437,63 +1,66%
    Nasdaq Composite 25.122,18 +2,78%
    Dow Jones 52.208,06 +1,19%
    FTSE MIB 52.104 +1,29%
    DAX (Francoforte) 25.612,03 +0,60%
    EuroStoxx 50 6.344,40 +1,53%
    CAC 40 (Parigi) 8.485,64 +0,92%
    FTSE 100 (Londra) 10.897,27 −0,10%
    WTI ~83,7 $ −0,9%
    Brent ~88,9 $ −2,0%
    EUR/USD ~1,153 +0,6%
    Spread BTP-Bund 80 bp poco mosso

    Il rimbalzo porta il nome di Microsoft

    Il protagonista assoluto è uno solo. Microsoft archivia un balzo del 15,5%, la sua seduta migliore dal 2008, dopo conti trimestrali che hanno superato le attese su tutta la linea: il cuore della sorpresa è la divisione cloud Azure, che per la prima volta supera i 100 miliardi di dollari di ricavi. Un numero che ha fatto da detonatore all'intero comparto tecnologico, riaccendendo proprio quei titoli legati all'intelligenza artificiale che nelle ultime settimane erano stati il bersaglio principale delle vendite.

    Il risultato si legge nella gerarchia degli indici. Il Nasdaq Composite guida la riscossa con un +2,78% a 25.122 punti, l'S&P 500 sale dell'1,66% a 7.438 e il Dow Jones — meno esposto al tech — chiude comunque in progresso dell'1,19% a 52.208 punti, oltre 610 punti guadagnati. Anche i semiconduttori tornano a respirare: Nvidia recupera il 2,65%, invertendo la rotta dopo giorni difficili. Il filo del ragionamento è ribaltato rispetto a ieri: se il dubbio sui ritorni degli investimenti in AI aveva pesato come un macigno, un trimestre come quello di Microsoft ricorda al mercato che, per ora, i ricavi ci sono.

    Il contesto: dal tonfo della Fed al riscatto degli utili

    Vale la pena ricordare da dove arriva questo rimbalzo. Mercoledì la Federal Reserve aveva lasciato i tassi invariati, ma il mercato aveva letto la decisione come un segnale di ritardo sull'inflazione e aveva reagito malissimo, con il Dow in caduta di oltre mille punti nella peggiore seduta dall'aprile 2025. La giornata di oggi non cancella del tutto quel colpo — gli indici restano poco sotto i massimi di inizio settimana — ma ne recupera la parte più consistente.

    A dare una mano è arrivato anche il fronte macro. Il dato sull'inflazione PCE, la misura preferita dalla Fed, ha mostrato per giugno un ritmo di crescita dei prezzi più contenuto rispetto al mese precedente. Meno pressione sui prezzi significa un percorso dei tassi meno rigido di quanto temuto ieri, ed è la seconda gamba su cui poggia il rimbalzo.

    Europa in verde, i chip trainano Milano

    Il Vecchio Continente cavalca la stessa onda. Il DAX guadagna lo 0,60% a 25.612 punti, l'EuroStoxx 50 sale dell'1,53% a 6.344, Parigi avanza dello 0,92%; fa eccezione soltanto Londra, sostanzialmente ferma con un marginale −0,10%. A muovere i listini è la stessa rotazione al contrario vista a Wall Street: i tecnologici, ieri maglia nera, oggi tornano in prima fila.

    Piazza Affari archivia il FTSE MIB a 52.104 punti, in rialzo dell'1,29%. In cima al listino Trevi, che vola dell'8,26% a 4,56 euro, seguita proprio da un semiconduttore: STM recupera il 6,35% a 45,64 euro, cavalcando il ritorno di fiamma sui chip dopo le vendite dei giorni scorsi. Bene anche Prysmian (+4,49% a 119,85 euro) e Azimut (+3,92%). In fondo, però, l'automotive continua a soffrire: Stellantis cede il 4,31% a 5,061 euro, zavorra del paniere in una giornata altrimenti tutta in verde.

    Petrolio in calo, euro oltre 1,15

    Fuori dai listini azionari, due movimenti meritano attenzione. Il petrolio si sgonfia ancora: il WTI ripiega verso i 83,7 dollari (−0,9%) dopo aver toccato in giornata quota 86, mentre il Brent perde circa il 2% e scivola sotto i 89 dollari. La componente geopolitica continua a rientrare e toglie premio al barile.

    Sul valutario, invece, la notizia è il dollaro debole. Il dato d'inflazione più mite ha spinto il biglietto verde all'indietro e l'euro ha sfondato quota 1,15, chiudendo intorno a 1,153 dopo essere partito da area 1,147. Sul reddito fisso italiano nessuna tensione: lo spread BTP-Bund resta sugli 80 punti base e il rendimento del decennale si mantiene sotto il 4%.

    In sintesi

    Una seduta di riscatto, costruita sugli utili. Il trimestre record di Microsoft — con Azure oltre i 100 miliardi di ricavi e il titolo alla miglior giornata dal 2008 — ha ridato ossigeno a tutto il tech e riportato Wall Street in verde dopo il tonfo del giorno della Fed, con il Nasdaq in prima linea. L'Europa ha seguito, trascinata dagli stessi chip che ieri l'avevano frenata, e Milano ha chiuso in rialzo dell'1,29% nonostante l'automotive. Sullo sfondo, un'inflazione più docile che ha indebolito il dollaro e spinto l'euro oltre 1,15. Il colpo di mercoledì non è del tutto riassorbito, ma il mercato ha ricordato a sé stesso che, quando i conti tornano, la paura dura poco.

    Fonti: Yahoo Finance (livelli di chiusura e variazioni di S&P 500, Nasdaq, Dow, DAX, EuroStoxx 50, CAC 40, FTSE 100, WTI, Brent, EUR/USD; Microsoft, Nvidia), Ansa e SoldiOnline (FTSE MIB, Trevi, STM, Prysmian, Stellantis, spread BTP-Bund, EUR/USD), The Motley Fool e Yahoo Finance (Microsoft, Azure, tech rally), dato PCE di giugno — tutti consultati a chiusura del 30 luglio 2026.

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