Mercati

    Punto mercati, la chiusura - 3 agosto 2026

    Il petrolio crolla di oltre cinque punti dopo la svolta diplomatica tra Washington e Teheran, e Wall Street parte in quarta: S&P 500 +1,48%, Nasdaq +2,13%, Dow a un nuovo record. In Europa Milano sale dell'1,34% e Francoforte tocca il massimo storico, ma gli energetici pagano il conto del greggio più basso. Sul reddito fisso lo spread scende a 79 punti, l'euro poco mosso poco sopra 1,15.

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    La settimana si apre con una notizia che vale più di qualsiasi trimestrale: la geopolitica arretra. Trump ha cancellato un attacco già pianificato contro l'Iran per lasciare spazio a colloqui sullo Stretto di Hormuz — colloqui che Teheran si è affrettata a smentire, ma tanto è bastato al mercato per sgonfiare in poche ore il premio di rischio che teneva alto il petrolio. Il greggio crolla di oltre cinque punti, e con lui cade la principale zavorra delle ultime settimane. Il risultato è un risk-on largo e convinto: Wall Street corre, il Dow segna un nuovo record e l'Europa la segue, con Francoforte a toccare il massimo storico.

    Wall Street: tech in testa, Dow a record

    La seduta americana premia tutto, ma premia soprattutto la tecnologia. L'S&P 500 sale dell'1,48% a 7.600,50 punti, il Nasdaq Composite fa meglio di tutti con un progresso del 2,13% a 25.913,90, mentre il Dow Jones avanza dell'1,32% a 53.178,41, chiusura record per l'indice dei trenta industriali.

    Indice Chiusura Var. giorno
    S&P 500 7.600,50 +1,48%
    Nasdaq Composite 25.913,90 +2,13%
    Nasdaq 100 28.776,80 +1,78%
    Dow Jones 53.178,41 +1,32%
    Russell 2000 2.983,48 +1,78%

    A guidare sono tecnologia e comunicazione: Meta guadagna circa sei punti, Alphabet corre sulla spinta del cloud, indicato come uno dei catalizzatori di giornata. È lo stesso comparto che nelle settimane scorse aveva fatto da bersaglio alle vendite, e che oggi si riprende la scena. L'unico settore a restare indietro è l'energia, per una ragione che, letta di sfuggita, sembra un controsenso: gli indici salgono proprio grazie al motivo per cui i petroliferi scendono.

    Il petrolio, motore della giornata

    Il vero protagonista non è azionario ma è ciò che muove l'azionario. Il WTI perde circa il 5,3% e scivola in area 80,2 dollari al barile, il Brent cede intorno al 4,8% verso gli 83,7 dollari. Due i driver, che si sommano: la cancellazione dell'attacco americano all'Iran, che disinnesca lo scenario peggiore su Hormuz, e la ripresa del traffico delle petroliere nello Stretto, che rimette in circolo l'offerta. A rincarare la dose ci pensa l'OPEC+, che ha deciso un aumento di produzione di 188mila barili al giorno da settembre. Più greggio in arrivo, meno paura sul prezzo: il barile fa un passo indietro, e per una volta il mercato lo festeggia.

    Europa e Milano: il paradosso degli energetici

    Il Vecchio Continente cavalca la stessa onda, con un'eccezione sola. Milano guadagna l'1,34% a 52.871,72 punti, l'EuroStoxx 50 sale dell'1,08% a 6.426,50, mentre il DAX avanza dell'1,45% a 26.001,31 dopo aver toccato un nuovo massimo storico intraday a 26.096,93. Bene anche Parigi (+1,2%) e Madrid (+0,9%), più tiepide Amsterdam (+0,2%) e Londra, unica in rosso con un marginale −0,1%.

    Indice Chiusura Var. giorno
    FTSE MIB 52.871,72 +1,34%
    EuroStoxx 50 6.426,50 +1,08%
    DAX (Francoforte) 26.001,31 +1,45%

    A Piazza Affari si vede in filigrana lo stesso paradosso di Wall Street. Il calo del greggio penalizza gli energetici — Eni cede oltre due punti, Italgas perde l'1,65%, giù anche Snam e Saipem — ma il resto del listino corre. Sul fronte bancario si chiude un capitolo: Banco BPM rinuncia alla fusione con MPS, rafforzando di fatto l'OPA di Intesa, mentre UniCredit e la stessa BPM chiudono in moderato rialzo. A tirare sono l'industria e il lusso: Stellantis guadagna circa tre punti, Ferrari e DiaSorin si muovono attorno al +2,7%, Unipol sale del 4% e Prysmian avanza del 2,6% dopo l'acquisizione di Atkore per 3,8 miliardi di dollari.

    Fuori dall'Europa, l'Asia racconta un'altra storia. Seul crolla del 5,12%, affossata dai semiconduttori — Samsung e SK Hynix perdono oltre sette punti — e Tokyo cede l'1,05%. Sul fronte macro tedesco, le vendite al dettaglio di giugno arretrano dell'1,1%.

    Tassi e valute: lo spread rientra

    Sul reddito fisso italiano la giornata è tranquilla e in miglioramento. Lo spread BTP-Bund scende a 79 punti base dagli 81 della vigilia, con il rendimento del decennale italiano che scivola al 3,94% dal 4,01%. Sul valutario poco da segnalare: l'euro resta sostanzialmente piatto, poco sopra quota 1,15 contro il dollaro (1,1511, −0,10% sul giorno).

    In sintesi

    Una seduta costruita su un'assenza: quella del rischio geopolitico. Il gesto di Washington verso Teheran ha fatto crollare il petrolio di oltre cinque punti e acceso un risk-on largo, con Wall Street in verde su tutta la linea, il Dow a un nuovo record e Francoforte al massimo storico. Il paradosso della giornata è tutto qui: gli indici salgono per lo stesso motivo per cui gli energetici scendono, e Milano chiude in rialzo nonostante Eni. Resta un dettaglio che invita alla prudenza — l'Iran ha smentito i colloqui. Il mercato ha comprato la distensione prima che diventasse un accordo. Non sarebbe la prima volta che, su Hormuz, la pace si rivela più facile da scontare che da firmare.

    Fonti: Yahoo Finance, Investing.com, CNBC (livelli di chiusura e variazioni di S&P 500, Nasdaq, Dow, Russell 2000, DAX, EuroStoxx 50, WTI, Brent, EUR/USD), Ansa e SoldiOnline (FTSE MIB, energetici, banche, Stellantis, Prysmian, spread BTP-Bund), comunicati OPEC+ e dato Destatis sulle vendite al dettaglio — tutti consultati a chiusura del 3 agosto 2026.

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