Vigilia di Fed e Wall Street si affida agli utili: Dow in fuga a 52.747 (+1,03%), con Coca-Cola al miglior giorno dal 2009, mentre il Nasdaq resta in rosso (−0,22% a 24.877) sotto le vendite sui chip. L'S&P 500 tiene a 7.429 (+0,21%). In Europa listini in cauto rialzo, ma Milano è la maglia nera (−0,69% a 51.698), zavorrata da Saipem e STM. Il petrolio continua a scendere: WTI verso i 79 dollari, Brent verso gli 84.
Alla vigilia della Fed il mercato sceglie di non scegliere, e si affida a quello che ha in mano: gli utili. A Wall Street il Dow Jones vola, spinto dai conti solidi della vecchia economia — Coca-Cola in testa, con la seduta migliore dal 2009 — mentre il Nasdaq resta prigioniero della solita zavorra tecnologica, con i semiconduttori di nuovo sotto pressione. L'S&P 500 sta nel mezzo, poco sopra la parità. In Europa il copione è quello della prudenza: listini in cauto rialzo che resistono alle vendite sui chip, ma Milano fa eccezione e chiude ultima. Sullo sfondo, un petrolio che continua a mollare la presa e una Federal Reserve attesa domani come giudice della settimana.
La fotografia di chiusura
| Mercato | Livello | Var. |
|---|---|---|
| S&P 500 | 7.428,78 | +0,21% |
| Nasdaq Composite | 24.876,91 | −0,22% |
| Dow Jones | 52.747,32 | +1,03% |
| FTSE MIB | 51.698 | −0,69% |
| DAX (Francoforte) | n.d. | +0,41% |
| EuroStoxx 50 | n.d. | ~ +0,3% |
| WTI | ~79,3 $ | −4,0% |
| Brent | ~84,1 $ | −4,8% |
| EUR/USD | ~1,140 | poco mosso |
| Spread BTP-Bund | sotto 80 bp | in calo |
I livelli di chiusura di DAX ed EuroStoxx 50 non erano disponibili in valore puntuale a mercato chiuso; le variazioni percentuali sono confermate dalle fonti. Le altre chiusure europee della giornata: Londra +0,83%, Parigi +0,63%.
Wall Street si spacca ancora: il Dow corre sugli utili, il Nasdaq no
Sul fronte americano la giornata ha un solo colore per il Dow e un altro per il tech. L'indice dei trenta industriali guadagna l'1,03% e chiude a 52.747 punti, oltre 530 punti in più: a trainarlo è la stagione delle trimestrali, con Coca-Cola premiata dagli investitori per la seduta migliore dal 2009 e conti accolti bene anche per Boeing e PayPal. È la vecchia economia — consumi, beni di prima necessità, industriali — a fare da porto sicuro nel giorno della cautela.
Il Nasdaq Composite, al contrario, chiude in rosso dello 0,22% a 24.877 punti, penalizzato ancora una volta dai semiconduttori. La miccia arriva dall'Asia, con vendite pesanti nella notte sui titoli del settore, e da un nuovo capitolo della saga sull'intelligenza artificiale: le indiscrezioni su un possibile sostegno finanziario da 250 miliardi di dollari di Nvidia a OpenAI riaccendono il timore del "finanziamento circolare", quel meccanismo per cui i colossi dell'AI si sostengono a vicenda gonfiando la domanda dei propri chip. L'S&P 500, a metà strada, sale dello 0,21% a 7.429 punti: comunicazioni e consumi in verde, energia e tecnologia in fondo alla classifica.
Il petrolio non smette di scendere: la tregua regge
Il greggio prosegue la discesa iniziata ieri. Con la pausa militare tra Stati Uniti e Iran che tiene, e Teheran impegnata in colloqui su Hormuz con Arabia Saudita e Oman, il premio geopolitico continua a sgonfiarsi: il WTI cede circa il 4% verso i 79 dollari, il Brent perde quasi il 5% e ripiega in area 84. Meno tensione sullo stretto significa meno paura sul barile, e per i mercati resta ossigeno — anche se, come sempre in queste fasi, un colloquio non è ancora un accordo.
Il rovescio della medaglia lo pagano i petroliferi, che oggi zavorrano soprattutto Piazza Affari.
Europa cauta, Milano in fondo: il conto lo pagano Saipem e i chip
Il Vecchio Continente archivia una seduta di prudenza: Londra sale dello 0,83%, Parigi dello 0,63% e Francoforte dello 0,41%, con gli acquisti su software, beni di consumo — spinti dai conti di Unilever — alimentari e telecomunicazioni a compensare le vendite su tecnologici ed energia. Milano, però, rompe il coro e chiude ultima in Europa: il FTSE MIB cede lo 0,69% a 51.698 punti, dopo una seduta oscillata tra 51.503 e 52.261.
A pesare è un mix tutto italiano. In fondo al listino Saipem, che crolla dell'8,86% a 3,972 euro dopo aver rivisto la guidance sui margini dell'intero esercizio per i costi legati al conflitto in Medio Oriente; male anche STM, che perde il 3,05% a 44,49 euro nel giorno debole dei semiconduttori. In cima, invece, la difesa gioca su altri tavoli: DiaSorin guida il paniere con un +5,28% a 70,62 euro, seguita dal lusso di Brunello Cucinelli (+1,87%). Il messaggio è chiaro: senza il traino dei tecnologici e con l'energia in ritirata, a Milano è mancata la sponda che ieri aveva fatto correre l'Europa.
Valute, tassi e l'appuntamento con la Fed
Sul valutario poche scintille: l'euro resta poco mosso, appena sopra quota 1,14 sul dollaro. In Italia il quadro sul reddito fisso resta disteso: lo spread BTP-Bund scende sotto gli 80 punti base e il rendimento del decennale si mantiene sotto il 3,95%.
Ma il vero convitato è a Washington. La riunione della Federal Reserve si chiude domani, mercoledì 29 luglio, ed è l'appuntamento attorno a cui ruota l'intera settimana: con l'inflazione da energia che si sgonfia e il tech che perde colpi, ogni parola di Warsh peserà. Fino ad allora, il mercato resta sospeso — chi può, si rifugia negli utili solidi; chi non vuole scoprirsi, aspetta il verdetto.
In sintesi
Una seduta di attesa che ha premiato la concretezza. A Wall Street il Dow ha corso sugli utili della vecchia economia — Coca-Cola su tutti — mentre il Nasdaq è rimasto ostaggio dei chip e dei timori sul finanziamento circolare dell'AI, con l'S&P 500 a fare da ago della bilancia poco sopra la parità. In Europa prudenza diffusa e listini in verde, tranne Milano, ultima della classe per colpa di Saipem e dei semiconduttori. Il petrolio ha continuato a scendere sulla tregua che regge. Ma tutto, oggi, sa di antipasto: il piatto forte è la Fed di domani.
Fonti: Yahoo Finance (livelli di chiusura S&P 500, Nasdaq, Dow), TheStreet e CNBC (settori, chip, Nvidia-OpenAI, petrolio USA-Iran), Ansa (chiusure europee, Milano maglia nera), SoldiOnline (FTSE MIB, Saipem, STM, DiaSorin, spread BTP-Bund), Trading Economics/Investing (WTI, Brent, EUR/USD) — dati consultati a chiusura del 28 luglio 2026.


