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    Punto mercati, la chiusura - 28 agosto 2026

    Wall Street parte in rally sul discorso di Kevin Warsh a Jackson Hole e chiude in rosso: S&P 500 a 7.711,76 (-0,25%), Nasdaq Composite a 26.402,42 (-0,52%), Dow Jones piatto a 53.559,99. Il nuovo presidente della Fed ricorda che l'inflazione resta sopra il target e il mercato riscrive le probabilità di settembre. L'oro perde il 3%, l'euro scende a 1,1585. Milano in controtendenza, +0,67% a 52.616 sul risiko bancario.

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    Il mercato ha ascoltato lo stesso discorso due volte e la seconda gli è piaciuto molto meno. Kevin Warsh ha parlato per la prima volta da presidente della Federal Reserve al simposio di Jackson Hole, Wall Street è partita in rialzo su quelle parole e ha finito la giornata sotto la parità. Nel mezzo, la lettura si è capovolta: non un impegno a tagliare, ma un impegno a guardare l'inflazione.

    New York, un rally che si è spento in corsa

    Indice Chiusura Variazione
    S&P 500 7.711,76 -0,25%
    Nasdaq Composite 26.402,42 -0,52%
    Dow Jones 53.559,99 -0,02%

    Diciannove punti persi dall'S&P 500, centotrentotto dal Nasdaq, un Dow Jones fermo a nove punti dalla vigilia. Sono numeri piccoli e non è questo il punto: il punto è che a metà giornata gli stessi tre indici erano tutti in territorio positivo e che l'inversione è arrivata mentre il discorso veniva digerito, non mentre veniva pronunciato.

    Warsh si è definito impegnato a una disciplina, non a una decisione. Ha aggiunto che le letture estive sull'inflazione, migliori del previsto, non dimostrano che i trend di fondo siano cambiati in modo significativo. È una frase prudente che il mercato ha trattato come restrittiva: le probabilità implicite di un rialzo dei tassi a settembre sono passate, nell'arco della giornata, da poco più di un terzo a oltre la metà.

    Il contesto lo aveva già preparato mercoledì il PCE core, l'indice di prezzo che la Fed guarda per prima: +0,2% sul mese e +3,3% sull'anno, in linea con le attese ma ancora un punto e tre decimi sopra l'obiettivo. Un dato che non sorprende nessuno e che, proprio per questo, non offre nessun argomento a chi chiede tagli.

    Sotto l'indice, la giornata ha avuto i suoi casi individuali. PayPal lascia il 12,7% dopo il ritiro dell'offerta di acquisizione da 50 miliardi di dollari. Marvell scende sui conti. In positivo Lululemon, oltre il 5%, e DraftKings sopra il 4%. Il Nasdaq resta indietro per la debolezza dei semiconduttori, che stanno ancora smaltendo l'entusiasmo dei conti di Nvidia di questa settimana — ricavi trimestrali per 96,2 miliardi di dollari, più che raddoppiati sull'anno. Nonostante la seduta in rosso, tutti e tre gli indici americani chiudono la settimana in guadagno.

    Il prezzo lo ha pagato l'oro

    Asset Valore Variazione
    Oro spot 4.459,90 $ -3,06%
    EUR/USD 1,1585 -0,59%
    Treasury 10 anni 4,70% +4 pb

    Il movimento più netto della giornata non è azionario. L'oro perde oltre il 3%, circa centoquaranta dollari l'oncia, ed è la reazione più coerente che il mercato abbia prodotto: se la banca centrale americana resta ferma sull'inflazione, il costo di tenere un metallo che non paga cedole sale. Nella stessa direzione si muove il cambio, con l'euro che scende a 1,1585 contro dollaro, sei decimi in meno.

    Il decennale americano si porta al 4,70%, quattro punti base sopra la vigilia. È un aggiustamento ordinato, non uno strappo, e va letto insieme al resto: il mercato non ha reagito con paura, ha reagito riprezzando un calendario.

    Milano sale mentre l'America scende

    Indice Chiusura Variazione
    FTSE MIB 52.616 +0,67%
    FTSE 100 10.792 +0,47%
    EuroStoxx 50 +0,3% circa

    L'Europa ha chiuso quattro ore e mezza prima di New York e ha visto solo la prima metà del film, quella buona. Piazza Affari fa meglio del continente con un guadagno di due terzi di punto, spinta ancora una volta dal risiko bancario: l'ipotesi di un accordo tra Unipol e Monte dei Paschi, che disegnerebbe un secondo polo bancario nazionale, ha premiato il comparto. BPER guadagna oltre il 2%, e con lei salgono Lottomatica e Stellantis, entrambe sopra il 2%, e Buzzi.

    In fondo al listino c'è la difesa, che perde terreno con nettezza: Leonardo cede il 4%, Fincantieri l'1,7%. Male anche Prysmian, oltre l'1%.

    Sulle chiusure di DAX e CAC 40 le fonti consultate riportano variazioni discordanti tra rilevazione di seduta e chiusura definitiva: sono entrambi positivi, ma preferisco non attribuire loro una percentuale che non posso confermare.

    Sul debito italiano nessun movimento degno di nota: lo spread BTP-Bund resta nell'area degli 82-83 punti base, sostanzialmente sui livelli di ieri, con il decennale italiano poco sopra il 4,09%. Il dato disponibile è quello della mattinata; un valore di chiusura serale non è risultato accessibile.

    Petrolio, il ribasso arriva dall'offerta

    Materia prima Prezzo Variazione
    Brent 88,24 $ -0,32%
    WTI 83,35 $ -0,22%

    Entrambi i riferimenti chiudono in leggero calo, con il Brent poco sotto gli 88 dollari e mezzo. A pesare sono le indiscrezioni su una possibile uscita del Venezuela dall'OPEC, che riaprirebbe una discussione sulle quote in un mercato già ben rifornito. I prezzi rilevati sono quelli del tardo pomeriggio americano, non la chiusura ufficiale serale.

    Cosa portarsi a casa

    La settimana chiude in guadagno e la giornata in perdita, e la seconda conta più della prima perché contiene l'informazione nuova. Warsh non ha annunciato niente, ma ha spostato l'onere della prova: finché il PCE core resta al 3,3%, chi si aspetta un allentamento deve spiegare perché. Il calendario di settembre risponderà in fretta — i dati sul lavoro americani arrivano venerdì prossimo, e da lì passa tutto il resto.

    Dati di chiusura del 28 agosto 2026, rilevati questa sera da Yahoo Finance, Investing.com, Kitco, Trading Economics, Ansa e MilanoFinanza. Dove una fonte di chiusura definitiva non è risultata disponibile, è indicato nel testo.

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