Mercati

    Punto mercati, la chiusura — 24 luglio 2026

    Wall Street si rialza dopo il tonfo di ieri: l'S&P 500 chiude a 7.412 (+0,05%), il Dow a 51.947 (+0,46%), mentre il Nasdaq resta indietro (−0,64%) zavorrato dai chip. A spingere il rimbalzo è il petrolio che ritraccia — Brent sotto 96 $ (−4%), WTI verso 88 $ — dopo aver flirtato con quota 100 la vigilia, e un dato PMI USA ai massimi da otto mesi. In Europa seduta piena: Milano +0,95% trainata dalle banche, DAX +1,36%, EuroStoxx 50 +1,14%. Sullo sfondo, la nuova tornata di dazi USA in vigore da stanotte.

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    Ventiquattr'ore fanno la differenza. Ieri era stata la seduta peggiore del mese, con il tech in caduta e il greggio sopra i 100 dollari a spaventare tutti. Oggi il film si riavvolge: il petrolio molla la presa, la volatilità si sgonfia, e Wall Street recupera buona parte del terreno perso. Non un rimbalzo trionfale — il Nasdaq resta la nota stonata — ma abbastanza per chiudere la settimana con i nervi più saldi. L'Europa, che ieri aveva assorbito lo scossone in ritardo, si prende invece una giornata piena.

    La fotografia di chiusura

    Mercato Livello Var.
    S&P 500 7.411,98 +0,05%
    Nasdaq Composite 24.975,82 −0,64%
    Dow Jones 51.947,25 +0,46%
    FTSE MIB ~51.802 +0,95%
    DAX 25.099,00 +1,36%
    EuroStoxx 50 6.280,94 +1,14%
    WTI ~88 $ −4,7%
    Brent sotto 96 $ −4,0%
    EUR/USD ~1,138 −0,08%
    Spread BTP-Bund ~83 bp poco mosso

    Le rilevazioni USA riflettono i livelli di chiusura disponibili a mercato appena chiuso; il dato dello spread BTP-Bund fa riferimento all'ultima lettura isolabile con certezza nelle fonti consultate. Il livello assoluto del FTSE MIB era indicato a ~51.802 dalle fonti a chiusura, con variazione della seduta confermata al +0,95%.

    Wall Street: il petrolio che si sgonfia salva la seduta

    Il motore del recupero americano non è la tecnologia — è il greggio che arretra. Dopo aver toccato i 100 dollari giovedì sull'onda delle tensioni geopolitiche, il Brent perde circa il 4% e torna sotto i 96 dollari, il WTI ripiega verso gli 88. È esattamente la pressione che ieri aveva schiacciato le Borse a rovesciarsi di segno: meno petrolio, meno paura sull'inflazione, più respiro per i multipli azionari.

    A dare sostanza alla giornata ci pensa anche la macro: l'attività economica statunitense, secondo il dato flash PMI di S&P Global, è cresciuta a luglio al ritmo più veloce degli ultimi otto mesi. Un segnale di solidità che aiuta S&P 500 e Dow Jones a chiudere in territorio positivo.

    Il Nasdaq resta indietro: i chip non perdonano

    Il rimbalzo, però, non è uniforme. Il Nasdaq Composite chiude in rosso (−0,64%), unico dei tre grandi indici a non partecipare alla festa. A tenerlo a terra è il comparto dei semiconduttori e lo strascico del nodo che aveva innescato il sell-off di ieri: la spesa in conto capitale sull'intelligenza artificiale. I «Magnifici Sette» avevano bruciato collettivamente quasi 800 miliardi di dollari di capitalizzazione nella seduta precedente, sul timore che gli investimenti degli hyperscaler corrano più veloce dei ritorni.

    Emblematico il caso Intel: batte nettamente le stime sui conti del secondo trimestre e viene comunque punita, con un calo di quasi l'8%. È il segnale che, sui titoli del chip, il mercato oggi guarda alle prospettive di margine più che al trimestre archiviato — e le prospettive, per ora, non convincono.

    Europa in verde pieno, Milano corre con le banche

    Il Vecchio Continente si prende la rivincita sulla seduta storta di ieri. Il DAX guadagna l'1,36% chiudendo a 25.099 punti, l'EuroStoxx 50 sale dell'1,14% a 6.281, sostenuti dal calo del petrolio e dalla stabilizzazione dei rendimenti obbligazionari.

    Piazza Affari fa la sua parte con il FTSE MIB in progresso dello 0,95%, trainata dai finanziari: BPER capofila (+2,75%), poi Intesa Sanpaolo (+2,50%), Mediobanca (+2,17%) e MPS (+2,14%). Sul fronte opposto, giornata da dimenticare per Poste Italiane (−3,65%) e Telecom Italia (−2,67%), mentre STMicroelectronics paga la debolezza dei chip a stelle e strisce con un −2,41%. Il ripiegamento del greggio, che alleggerisce la pressione sui tassi, è la cornice che ha permesso alle banche di correre.

    Valute, tassi e il convitato dei dazi

    Sul valutario l'euro resta poco mosso, poco sotto quota 1,138 sul dollaro, ancora sotto l'effetto della BCE che al meeting di luglio ha lasciato i tassi invariati. Sul reddito fisso italiano nessuno scossone: lo spread BTP-Bund si muove attorno agli 83 punti base, in un contesto di rendimenti che si stabilizzano dopo il ritracciamento del petrolio.

    Sullo sfondo di tutto c'è il tema che il mercato ha scelto di digerire senza panico: la nuova tornata di dazi globali — prelievi del 10-12,5% su decine di partner commerciali, Unione Europea inclusa — entrata in vigore nella notte. Per oggi gli investitori hanno guardato altrove; resta da capire quanto a lungo potranno permetterselo.

    In sintesi

    Una giornata di riscatto, guidata più dal petrolio che si ritira che da un ritorno di fiducia sul tech. S&P 500 e Dow chiudono in verde, l'Europa mette a segno rialzi pieni con Milano a +0,95% grazie alle banche, ma il Nasdaq resta indietro a ricordare che il nodo dei capex sull'intelligenza artificiale è tutt'altro che sciolto. La settimana si chiude con più sollievo che convinzione: il greggio ha smesso di spaventare, i dazi sono in vigore, e la prossima seduta dirà se il rimbalzo ha gambe o è solo una pausa.

    Fonti: Yahoo Finance (livelli di chiusura S&P 500, Nasdaq, Dow; dazi; PMI), Trading Economics (FTSE MIB, EuroStoxx 50), MarketScreener (DAX), QuiFinanza e FIRSTonline (Piazza Affari, titoli bancari), Fortune e Bloomberg (WTI, Brent), Trading Economics ed Exchange-Rates (EUR/USD), Il Sole 24 Ore (spread BTP-Bund) — dati consultati a chiusura del 24 luglio 2026.

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