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    Punto mercati, la chiusura - 23 luglio 2026

    Il petrolio torna a spaventare i mercati: Brent verso i 100 dollari dopo gli attacchi Houthi nel Mar Rosso, i rendimenti obbligazionari ai massimi da diciotto mesi e le borse in rosso su entrambe le sponde dell'Atlantico. Piazza Affari maglia nera d'Europa a -2,8%, affossata da StM e Moncler. Wall Street cede sotto il peso dei capex sull'intelligenza artificiale.

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    Giornata da dimenticare per gli investitori. Il ritorno del petrolio come variabile ingombrante ha rimesso in moto la macchina della paura: gli attacchi degli Houthi allo shipping nel Mar Rosso, con due petroliere saudite nel mirino, hanno spinto il Brent in area 100 dollari e riacceso il timore di un blocco dello stretto di Bab el-Mandeb. Da lì, la reazione a catena: rendimenti obbligazionari in fuga, azionario in vendita, nessun porto sicuro se non l'energia stessa.

    Europa in rosso, Milano peggiore

    Piazza Affari ha chiuso maglia nera del Continente. Il FTSE MIB ha lasciato sul terreno il 2,8%, fermandosi a 51.315 punti, appesantito da un doppio colpo tutto italiano: StMicroelectronics ha perso il 17,7% dopo una guidance sui ricavi del terzo trimestre sotto le attese, e Moncler ha ceduto quasi l'8% sulla scia di conti deludenti. In coda anche Nexi (-6%) e Unicredit (-4,8%).

    Il resto d'Europa non ha fatto molto meglio, ma è caduto con più ordine.

    Indice Chiusura Var.
    FTSE MIB 51.315 -2,8%
    EuroStoxx 50 6.210 -1,7%
    DAX 24.763 -1,6%

    Il tema del lusso ha pesato oltre Moncler, mentre il comparto tecnologico europeo è stato trascinato al ribasso proprio dal tonfo di StM, il peggior titolo dello Stoxx 600.

    Wall Street: paga il conto dei capex sull'AI

    Anche New York ha chiuso in rosso pieno, con il Nasdaq a fare da fanalino di coda. A muovere la seduta americana, oltre al petrolio, sono state le indicazioni sugli investimenti nell'intelligenza artificiale: Alphabet e Tesla hanno entrambe segnalato un aumento sostanziale della spesa in conto capitale — con il vertice di Tesla che ha definito il 2026 «un anno di capex massiccio» tra robotaxi, robot Optimus e data center. Il mercato ha letto la notizia come un punto interrogativo sui ritorni di quegli investimenti, e ha venduto.

    Indice Chiusura Var.
    S&P 500 7.408,30 -1,21%
    Nasdaq Composite 25.137,69 -2,15%
    Dow Jones 51.711,65 -0,97%

    Petrolio, tassi e valute

    Il greggio è stato il motore di tutto. Il WTI ha guadagnato oltre il 5%, risalendo verso i 91-92 dollari al barile, mentre il Brent è arrivato a lambire quota 100. Il rincaro energetico ha innescato una vendita sul reddito fisso: il rendimento del Treasury decennale americano è salito ai massimi da diciotto mesi, riaccendendo i timori sull'inflazione e complicando le attese di taglio dei tassi da parte della Federal Reserve.

    In Europa, giornata di Banca centrale: la BCE ha lasciato i tassi invariati, con il deposito al 2,25%, e l'attenzione si è spostata sulle parole di Lagarde e sui rischi al rialzo dei prezzi legati all'energia. L'euro ha tenuto in area 1,14 sul dollaro. Sul fronte dei titoli di Stato, lo spread tra BTP e Bund si è allargato in area 84-85 punti base, con il rendimento del decennale italiano risalito attorno al 4%.

    In sintesi

    Una seduta in cui il petrolio ha ripreso il comando e ha ricordato a tutti quanto sia sottile il confine tra geopolitica e portafogli. Con il Brent a ridosso dei 100 dollari e i rendimenti in tensione, il rischio inflazione torna a sedersi al tavolo delle banche centrali proprio mentre i mercati speravano di averlo archiviato. Sull'azionario, il doppio fronte — energia da un lato, dubbi sui capex dell'intelligenza artificiale dall'altro — lascia poco spazio ai compratori.


    Fonti: Il Sole 24 Ore, Yahoo Finance, ANSA, Milano Finanza, Trading Economics — dati di chiusura del 23 luglio 2026, consultati in giornata.

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