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    Punto mercati, la chiusura - 20 agosto 2026

    Il rimbalzo di ieri dura una seduta sola: Wall Street chiude in rosso su tutta la linea, S&P 500 a 7.641,16 (-0,87%), Nasdaq Composite a 26.067,17 (-1,00%), Dow Jones a 52.759,21 (-1,32%). A pesare sono i rendimenti tornati a salire e Walmart, che perde il 9% nonostante i conti sopra le attese. Petrolio in tensione sullo Stretto di Hormuz, Brent a 93,49 dollari. Milano si salva di un soffio, spread a 81.

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    Il sollievo sui tassi è durato ventiquattro ore esatte. Ieri il decennale americano rientrava sotto il 4,65% e Wall Street si concedeva un rimbalzo di due decimi; oggi i rendimenti sono tornati a salire e il mercato ha restituito tutto, con gli interessi. Il Dow Jones cede l'1,32%, il peggiore dei tre, e il motivo ha un nome e un cognome: Walmart.

    New York, il rimbalzo restituito

    Indice Chiusura Variazione
    S&P 500 7.641,16 -0,87%
    Nasdaq Composite 26.067,17 -1,00%
    Dow Jones 52.759,21 -1,32%

    La gerarchia della seduta è quella tipica delle giornate guidate dal reddito fisso: si perde ovunque, ma si perde di più dove pesano i titoli a distribuzione stabile e i grandi nomi del consumo. Il decennale americano risale al 4,69%, il trentennale al 5,24%, entrambi con quattro punti base di rialzo.

    Dietro il movimento c'è una lettura precisa. Mercoledì il Tesoro aveva annunciato di raddoppiare le operazioni di riacquisto sul tratto lungo della curva — da 2 a un minimo di 4 miliardi di dollari per operazione — per contenere il costo del debito dopo che il trentennale aveva toccato i massimi da diciannove anni. Il mercato ci aveva creduto per una seduta. Oggi ha smesso: un intervento tecnico sulla liquidità non cambia la traiettoria dell'inflazione, e i verbali della Fed pubblicati mercoledì restano quelli di un comitato diviso, con una parte del board che giudicava già a luglio necessaria una stretta ulteriore.

    Walmart, ovvero quando i conti buoni non bastano

    Walmart ha riportato ricavi per 187,9 miliardi di dollari, in crescita del 5,9% su base annua e sopra le attese, con l'e-commerce a +23% a livello globale. L'utile per azione rettificato, 81 centesimi, ha battuto il consenso di oltre nove punti percentuali. Il titolo ha perso il 9,15%.

    La ragione sta nelle due righe che nessuno legge nel comunicato stampa. Primo: l'utile netto è sceso a 6,37 miliardi contro i 7,03 dell'anno precedente, e il conto trimestrale è stato aiutato da circa 2,9 miliardi di rimborsi tariffari — una voce che non si ripete a comando. Secondo: la guidance sul trimestre in corso, 185,6 miliardi, si colloca sotto le stime dell'1,4%.

    Il mercato ha fatto la sottrazione. Su un titolo del Dow con quel peso, il risultato si vede sull'intero indice.

    Non è stato l'unico movimento violento della giornata. Moderna ha lasciato sul terreno il 23,55%, dopo un rally che l'aveva portata a guadagnare il 177%: profit taking di manuale, di quelli che arrivano tutti insieme. SpaceX ha ceduto il 4,05% su uno sblocco di azioni.

    Il petrolio e lo Stretto

    Materia prima Prezzo Variazione
    Brent 93,49 dollari +2,04%
    WTI 86,63 dollari +2,65%

    Il greggio è tornato a correre sui nuovi focolai di tensione attorno allo Stretto di Hormuz, di fatto chiuso da mesi per gli attacchi iraniani al naviglio commerciale e le ritorsioni americane. Nessun segnale di accordo, e il premio al rischio si rimette nel prezzo.

    Vale la pena notare la combinazione: rendimenti che salgono e petrolio che sale nello stesso giorno sono la coppia meno gradita a un mercato azionario. La prima gamba alza il costo del denaro, la seconda alza il costo degli input. Insieme comprimono i margini attesi da entrambi i lati.

    In controtendenza il comparto delle criptovalute, con Bitcoin sopra i 70.000 dollari in progresso di oltre cinque punti percentuali sulla spinta della discussione parlamentare americana sul quadro regolatorio. È l'unico verde vero di giornata, ed è fuori dall'azionario.

    Europa, una tenuta di misura

    Indice Chiusura Variazione
    FTSE MIB 52.665,82 +0,09%
    FTSE 100 10.740,15 -0,03%
    EuroStoxx 50 6.420,75 -0,37%
    DAX 25.983,04 -0,42%
    CAC 40 8.453,09 -0,57%

    L'Europa ha chiuso prima che New York accelerasse al ribasso, e questo spiega buona parte della differenza. Milano è l'unica in territorio positivo, per nove centesimi, e ci arriva grazie a energia e utility: Eni sale oltre due punti dopo il rialzo di target price da parte di Berenberg, Italgas guadagna l'1,92%, Snam l'1,25%. Con il Brent a 93 dollari, l'aritmetica è semplice.

    Sul fronte bancario continua il risiko: Monte dei Paschi ha ottenuto il via libera alle mosse difensive — la doppia offerta su Banco BPM e Banca Generali in risposta all'OPA di Intesa Sanpaolo — chiudendo comunque in lieve calo. In coda alla seduta Amplifon, Stellantis, STMicroelectronics e Prysmian.

    Sul debito sovrano, spread BTP-Bund a 81 punti base, in salita dai 79,7 della vigilia, con il decennale italiano al 4,085%. Movimento contenuto, nella direzione che ci si aspetta quando i tassi globali risalgono.

    Il cambio euro-dollaro chiude sostanzialmente piatto a 1,1677, dopo aver oscillato in una forbice di quattro decimi di centesimo. Nella giornata in cui i rendimenti americani salgono, un dollaro che non si rafforza è un dettaglio che merita di essere tenuto d'occhio.

    Cosa resta

    Resta un mercato che ha capito di non poter contare su un intervento tecnico del Tesoro per risolvere un problema di prezzo del denaro. Resta una stagione di trimestrali del retail dove i conti buoni non vengono premiati, perché il mercato guarda alla guidance e alla qualità dell'utile, non al titolo del comunicato. E resta il petrolio, la variabile che nessun banchiere centrale controlla.

    L'appuntamento vero è la settimana prossima a Jackson Hole, dal 27 al 29 agosto: sarà il primo intervento del nuovo presidente della Fed in quella sede. Fino ad allora, difficile che il mercato prenda posizione con convinzione in una direzione o nell'altra.


    Fonti: Yahoo Finance, Investing.com, ANSA, TradingEconomics, Federal Reserve, MilanoFinanza — dati di chiusura consultati il 20 agosto 2026.

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