Mercati

    Punto mercati - 3 settembre 2026

    I future americani si fermano dove li aveva lasciati la chiusura: S&P 500 a 7.675,25 (-0,02%), Nasdaq 100 a 29.167,50 (-0,06%), Dow a 53.172 (+0,10%). Il greggio arretra di oltre un punto, WTI a 89,9 e Brent a 94,3 dollari, e toglie la pressione che ieri aveva affondato Tokyo. Asia senza direzione, Europa attesa in apertura appena sopra la parità. La giornata si decide alle 14:30 e alle 15:45 italiane, con jobless claims e PMI servizi americani.

    Ascolta l'articoloVersione audio narrata

    Il rimbalzo di ieri non ha prodotto un seguito, e non ha prodotto nemmeno un ripensamento. I future americani arrivano all'alba europea sostanzialmente immobili, il che dopo tre sedute negative e una positiva è il modo del mercato di dire che sta aspettando qualcosa. Quel qualcosa ha un orario preciso: le 14:30 e le 15:45 italiane, quando arrivano i dati sul lavoro e sui servizi americani. Fino ad allora, l'unico movimento con un contenuto è quello del petrolio, che scende.

    New York, i future non si muovono

    Future Livello Variazione
    S&P 500 7.675,25 -0,02%
    Nasdaq 100 29.167,50 -0,06%
    Dow Jones 53.172,00 +0,10%

    Le tre variazioni stanno dentro il decimo di punto, e il segno discorde tra tecnologia e industriali è troppo piccolo per essere letto come una rotazione. È una notte di attesa, non di posizionamento.

    Alle spalle c'è la chiusura di ieri, che aveva interrotto tre sedute in rosso: S&P 500 a 7.666,60 (+0,46%), Nasdaq Composite a 26.217,83 (+0,45%), Dow Jones a 53.061,95 (+0,56%). Il motore era stato la pausa dei rendimenti, con il decennale americano fermatosi poco sopra il 4,8 per cento. Nulla, stanotte, dice che quella pausa sia diventata un'inversione: dice solo che nessuno ha voluto anticipare i dati di oggi.

    Il petrolio molla la presa

    Materia prima Prezzo Variazione
    WTI 89,9-90,1 dollari circa -1,1%
    Brent 94,3-94,4 dollari circa -1,3%

    È il dato più interessante della notte. Dopo il rally che aveva portato il Brent sui massimi da sei settimane sul premio di rischio legato allo Stretto di Hormuz, il greggio arretra di oltre un punto su entrambi i riferimenti. Non è una smobilitazione — novanta dollari restano un livello alto, e il premio geopolitico è dentro il prezzo, non fuori — ma è il ritracciamento che toglie dal tavolo, almeno per una seduta, la variabile che ieri aveva fatto più danni.

    Chi ne beneficia per primo è chi importa tutto quello che brucia, ed è esattamente quello che si vede in Asia.

    Asia, il conto è saldato

    Indice Livello Variazione
    Nikkei 225 64.268,00 -0,09%
    Hang Seng circa 25.225 circa -0,33%
    Shanghai Composite circa 3.946 circa +0,13%

    Tokyo si ferma: dopo il meno 2,85 per cento di ieri, un calo di un decimo di punto equivale a una seduta di riassorbimento, e il merito è del barile che scende. Hong Kong cede poco, Shanghai chiude marginalmente positiva, sostenuta da un manifatturiero privato che ad agosto è salito a 51,5 da 50,9 — espansione, e in accelerazione. È il dato che continua a separare la Cina industriale dal resto del quadro asiatico.

    L'Europa apre sulla parità

    Le indicazioni pre-apertura danno il future EuroStoxx 50 attorno al più 0,06 per cento e il future sul FTSE MIB indicato in rialzo di circa tre decimi. Sono numeri che descrivono un'apertura senza tema proprio: l'Europa oggi non ha una storia da raccontare e si limiterà a seguire quello che arriverà da New York nel pomeriggio.

    Il riferimento di ieri per Milano è una chiusura a 51.792 punti (-0,24%), zavorrata da Lottomatica dopo l'accordo di fusione con Cirsa. Sulle chiusure di ieri di DAX e CAC 40 le fonti che ho consultato non concordano, e preferisco dirlo piuttosto che scegliere il numero che mi torna meglio.

    Sul fronte governativo il dato puntuale di stamattina non è recuperabile. L'ultimo riferimento verificabile resta lo spread BTP-Bund a 83,1 punti base con il decennale italiano al 4,16 per cento, rilevazione del primo settembre; nella seduta di ieri il rendimento è arrivato a sfiorare il 4,25. La direzione, quindi, è nota anche quando il livello esatto non lo è. L'euro si muove intorno a 1,1586 sul dollaro, praticamente fermo.

    Cosa guardare oggi

    Due appuntamenti, entrambi americani, entrambi nel primo pomeriggio italiano.

    Ora (Italia) Dato Attesa Precedente
    14:30 Richieste settimanali di sussidi 205 mila 203 mila
    15:45 PMI servizi S&P Global 56,8 54,6

    In calendario anche l'ISM non manifatturiero. Il PMI servizi è quello che conta di più, e conta per un motivo che ha poco a che vedere con la crescita: un balzo da 54,6 a 56,8 su un'economia i cui servizi sono già il principale canale di trasmissione dei prezzi è esattamente il tipo di sorpresa che rimette in moto i rendimenti. E i rendimenti, in questo momento, sono l'unica cosa che il mercato azionario sta davvero guardando.

    Lo sfondo non è cambiato dalla seduta di ieri: il presidente della Fed Kevin Warsh ha ribadito l'impegno contro l'inflazione, e il mercato prezza intorno al settanta per cento la probabilità di un rialzo dei tassi già questo mese. Un servizi forte non farebbe che confermarlo. Ecco perché i future stanno fermi: non è indecisione, è un mercato che non vuole comprare prima delle 15:45.

    Fonti: Investing.com, TradingEconomics, OilPrice.com, CNBC, Ansa, Morningstar.

    Tutti gli articoliVai a MisterAle
    MisterAleGuidaAI