Mercati

    Punto mercati - 2 settembre 2026

    L'Asia paga il conto del sell-off sui titoli di Stato: Nikkei giù del 2,53% a 64.536, Kospi del 3,6%. Il petrolio continua a salire sulle tensioni fra Stati Uniti e Iran, con il WTI oltre 90 dollari e il Brent sopra 95, mentre l'oro scivola ai minimi da tre settimane. I future europei annunciano un'apertura in rosso, con Piazza Affari indicata in calo dell'1,58% dopo una seduta già negativa. Alle 14:15 il dato ADP sull'occupazione americana.

    Ascolta l'articoloVersione audio narrata

    Il problema di settembre non è azionario, è obbligazionario. Il sell-off sui titoli di Stato lunghi che ha attraversato agosto si è allargato nella notte: rendimenti in salita in Giappone, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, con il decennale nipponico su una soglia che il mercato guardava da settimane. La ragione dichiarata è sempre la stessa — deficit pubblici e offerta di carta da collocare — ma la conseguenza cambia forma a seconda del fuso orario. In Asia si è tradotta in una seduta pesante. In Europa arriva sotto forma di future in rosso.

    Sopra ci si è messo il petrolio, che sale per il terzo giorno sulle notizie di nuovi attacchi incrociati fra Stati Uniti e Iran. Il combinato disposto — rendimenti su, energia su — è quello che Wall Street aveva già scontato ieri e che l'Europa deve ancora digerire.

    Asia: la seduta peggiore da settimane

    Tokyo ha chiuso a 64.536,79 punti, in calo del 2,53%. È il mercato più esposto al movimento sui rendimenti: il governatore della Banca del Giappone Ueda ha detto che l'istituto discuterà questo mese dei rischi su economia e prezzi, e un membro del board ha chiesto rialzi «agili». Il messaggio è arrivato ai bond prima che all'azionario, ma è arrivato a entrambi. Lo yen tratta in area 159,80-160,00 contro dollaro.

    Indice Chiusura Var.
    Nikkei 225 64.536,79 -2,53%
    Kospi 6.588,95 -3,60%
    ASX 200 8.971,90 -1,10%
    Shanghai Composite 3.943,22 -0,90%
    Hang Seng 25.126,40 -0,80%

    La Cina si è mossa meno degli altri, il che in una giornata così è già una notizia. Seul ha fatto il resto: -3,6% è il tipo di movimento che si spiega con il posizionamento sul tech, non con la macro coreana.

    Stati Uniti: ieri il conto, stanotte la calma

    Wall Street ha aperto settembre in ritirata: S&P 500 a 7.631,47 (-0,71%), Nasdaq Composite a 26.099,77 (-1,03%), Dow Jones a 52.766,88 (-0,79%). Il tech ha pagato più del resto, come sempre quando la parte lunga della curva si irrigidisce.

    Nella notte i future si sono fermati. S&P 500 a 7.628,80 (-0,04%), Nasdaq 100 a 29.027,30 (-0,17%), Dow a 52.776,60 (+0,02%): movimenti che non dicono nulla e che il mercato userà per aspettare le 14:15.

    Materie prime: energia su, oro giù

    Il WTI tratta poco sopra i 90 dollari, il Brent oltre i 95, entrambi in rialzo di meno di un punto percentuale ma dopo una salita che dura da giorni. Il gas europeo TTF sale del 2,46% a 73,99 euro per megawattora — un dato che in Europa conta più del greggio, perché entra nei costi industriali prima che nei conti dei petroliferi.

    L'oro fa il contrario di quello che ci si aspetterebbe con il Medio Oriente in tensione: 4.321,72 dollari, -0,15%, minimi da oltre tre settimane. La lettura è che il mercato stia prezzando non un rifugio ma un rischio di tassi più alti — e con i tassi reali in salita il metallo perde il suo argomento migliore. Euro a 1,1594 contro dollaro.

    Europa: apertura indicata in calo

    I future dicono EuroStoxx 50 a 6.351 punti (-0,36%) e FTSE MIB a 51.842,50 (-1,58%). Il divario fra i due è la parte interessante: Milano è indicata più debole del listino continentale dopo una seduta di ieri già chiusa a -1,33%, a 51.915 punti, contro il -1,10% di Francoforte (DAX a 25.970,11) e il -0,39% di Parigi (CAC 40 a 8.301,85). Un mercato a forte peso bancario è quello che soffre di più quando la curva si muove per ragioni di offerta e non di crescita.

    Sul reddito fisso italiano, il BTP decennale rende il 4,216% e il Bund il 3,3387%, entrambi in rialzo rispetto alla vigilia. Lo spread è chiuso ieri a 83,1 punti base; il valore aggiornato all'apertura di Piazza Affari non è disponibile dalle fonti consultate al momento di scrivere.

    L'agenda

    Il pomeriggio è tutto americano e tutto sul lavoro.

    Ora Dato Consensus
    14:15 ADP occupazione privata USA (agosto) 47-48 mila (prec. 44 mila)
    16:00 Ordini all'industria USA (luglio) +0,7% (prec. -0,3%)
    16:30 Scorte petrolifere settimanali -0,4 milioni di barili
    20:00 Beige Book della Federal Reserve qualitativo

    In mattinata il PPI italiano di luglio e il saldo di bilancio francese, entrambi di rilievo marginale. Il numero che conta è l'ADP: in una giornata in cui il mercato ha deciso che il problema sono i tassi, un dato sull'occupazione più forte del previsto peggiora le cose invece di migliorarle. È la logica rovesciata delle fasi in cui si teme il rialzo e non la recessione, e oggi il mercato è chiaramente in quella modalità.


    Fonti: Investing.com, Reuters, CNBC. Dati rilevati la mattina del 2 settembre 2026 prima dell'apertura dei mercati europei.

    Tutti gli articoliVai a MisterAle
    MisterAleGuidaAI