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    Punto mercati - 31 agosto 2026

    Il petrolio comanda la seduta: WTI a 85,64 dollari con un rialzo di quasi il 3% dopo l'attacco statunitense vicino allo Stretto di Hormuz, Brent sopra i 90. I future americani cedono una manciata di centesimi, l'Asia scivola con Nikkei e Hang Seng in calo dello 0,4%. In Europa si apre l'ultimo giorno del mese con lo spread BTP-Bund a 85 punti base e l'inflazione tedesca attesa nel pomeriggio.

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    Due cose hanno riscritto il fine settimana, e nessuna delle due era in calendario. Venerdì Kevin Warsh ha parlato a Jackson Hole con toni che hanno tolto dal tavolo l'ipotesi di un taglio ravvicinato; nella notte gli Stati Uniti hanno colpito postazioni iraniane nei pressi dello Stretto di Hormuz. Il primo evento ha irrigidito la curva americana, il secondo ha acceso l'energia. L'Europa apre l'ultimo giorno di agosto dovendo fare i conti con entrambi.

    Wall Street: la chiusura di venerdì, i future appena sotto

    La settimana si era chiusa in leggero arretramento, con il Nasdaq il più penalizzato dalla lettura hawkish di Jackson Hole.

    Indice Chiusura 28/08 Variazione
    S&P 500 7.711,76 -0,25%
    Nasdaq Composite 26.402,42 -0,52%
    Dow Jones 53.559,99 -0,02%

    Nella notte i future hanno prolungato il movimento senza drammatizzarlo: Dow in calo di circa 63 punti, S&P 500 attorno a un decimo di punto sotto la parità, Nasdaq 100 appena sopra. I livelli puntuali dei contratti non erano pubblicati dalle fonti al momento della chiusura di questo punto, e non li stimo.

    Il decennale americano rende il 4,718%, sostanzialmente fermo rispetto a venerdì. È il dato che dice meglio di ogni altro cosa ha lasciato Jackson Hole: non una fuga dal rischio, ma un mercato che ha smesso di aspettarsi aiuto dalla banca centrale.

    Petrolio: il rialzo che decide l'apertura

    Materia prima Prezzo Variazione
    WTI 85,64 USD +2,69%
    Brent 90,76 USD in rialzo
    Oro 4.487,24 USD -0,94%

    Il Brent è tornato sopra i 90 dollari. Le rilevazioni sulla variazione percentuale del contratto divergono tra le fonti in modo troppo ampio per riportarne una: il livello è verificato, la misura del balzo no.

    L'oro che arretra mentre il greggio corre è il dettaglio più istruttivo della mattinata. Non è un risk-off classico, dove tutto ciò che protegge sale insieme. È un premio di rischio concentrato sull'energia, con il dollaro sui massimi del mese a fare da contrappeso al metallo. L'euro tratta a 1,1591 contro dollaro, praticamente immobile.

    Asia: cedimento ordinato, Shanghai in controtendenza

    Indice Livello Variazione
    Nikkei 225 66.148,50 -0,39%
    Hang Seng 25.481,00 -0,41%
    Shanghai Composite 3.970,38 +0,46%
    Kospi 6.779,51 -0,14%
    ASX 200 9.077,60 -0,16%

    Le rilevazioni sono intraday, con le sedute ancora aperte al momento del rilevamento. La lettura è comunque leggibile: vendite contenute e diffuse sui mercati più esposti al costo del denaro americano, mentre Shanghai — che a quel costo è strutturalmente meno sensibile — sale in solitaria.

    Europa: si riparte da una settimana chiusa bene

    Venerdì il Continente aveva archiviato una seduta convincente. Parigi +0,98%, Francoforte +0,77%, Milano +0,67% a 52.616 punti, Londra +0,29%.

    I future raccontano un'apertura a due velocità: EuroStoxx 50 a 6.487 punti, in calo dello 0,24%, mentre il contratto sul FTSE MIB segna 52.677,50, in rialzo dello 0,43%. La divergenza va letta con prudenza: sono le ultime quotazioni disponibili prima della riapertura, non un consenso già formato.

    Sul fronte obbligazionario il BTP decennale rende il 4,142%, il Bund il 3,2892%: lo spread si colloca attorno agli 85 punti base, con entrambi i rendimenti in salita stamattina. Il differenziale resta dove è stato per tutto agosto, il che in una mattina come questa è già un'informazione.

    L'agenda: l'inflazione tedesca è l'appuntamento vero

    I dati dei Länder arrivano a cascata durante la mattinata e anticipano il numero nazionale atteso attorno alle 14:00: il consenso vede il carovita tedesco al 2,9% annuo, con l'indice armonizzato al 3,0% dal 2,8% precedente. Un'accelerazione già scontata, che però si presenta nel giorno in cui il petrolio guadagna tre punti percentuali — e la componente energetica è esattamente ciò che il mercato guarderà per capire se il rialzo è tecnico o inizio di qualcosa.

    Nel pomeriggio americano il Chicago PMI (atteso 57,8) e l'indice manifatturiero della Fed di Dallas. In Italia non ci sono dati rilevanti in calendario. Non risultano interventi confermati di banchieri centrali europei né trimestrali di rilievo.

    Come leggerla

    Il quadro tecnico è quello di una fine mese senza direzione forte, con volumi che agosto non ha ancora restituito. Ma sotto ci sono due forze reali e opposte: una banca centrale americana che non ha intenzione di allentare e un premio geopolitico sull'energia che si è appena riacceso. Finché il greggio tiene questi livelli, l'inflazione europea del pomeriggio conta più del suo consenso.

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