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    Punto mercati - 21 agosto 2026

    Wall Street chiude la vigilia in rosso pieno, Dow -1,32% e Nasdaq -1,00%, ma i future della notte risalgono di un soffio sopra la parità. L'Asia si divide: Tokyo cede lo 0,62%, Hong Kong guadagna lo 0,77%. Il decennale americano torna al 4,71% e il petrolio arretra, con il Brent a 93,50 dollari. L'Europa apre con i PMI flash di agosto sopra le attese e l'euro sopra 1,17.

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    La tregua sui tassi è durata una seduta. Il decennale americano, sceso al 4,65% mercoledì sera dopo la mossa del Tesoro sui riacquisti, è tornato al 4,71%, e Wall Street ha pagato il conto: il Dow Jones ha lasciato sul terreno l'1,32%, quasi settecento punti, l'S&P 500 lo 0,87%, il Nasdaq Composite l'1,00%. Non è una rotta, è la solita aritmetica: quando il tasso privo di rischio risale, i multipli si accorciano, e si accorciano prima dove sono più tirati.

    Wall Street: la chiusura pesante, la notte cauta

    Indice Chiusura 20/08 Variazione
    S&P 500 7.641,16 -0,87%
    Nasdaq Composite 26.067,17 -1,00%
    Dow Jones 52.759,21 -1,32%

    Nelle ore notturne i future hanno recuperato il minimo indispensabile per non peggiorare il quadro: S&P 500 a 7.666,50 (+0,05%), Nasdaq 100 a 29.344,75 (+0,15%), Dow a 52.871 (+0,04%). Sono movimenti da terzo decimale, e vanno letti per quello che sono: nessuno vuole prendere posizione prima di Jackson Hole, che si apre mercoledì prossimo e resta il vero appuntamento della fine di agosto.

    Asia divisa, e non è un dettaglio

    Indice Livello Variazione
    Nikkei 225 65.808,69 -0,62%
    Hang Seng 25.895,83 +0,77%
    Shanghai Composite 3.897,99 -0,15%

    Tokyo restituisce parte del rimbalzo di ieri, Hong Kong prosegue in direzione opposta. Quando l'Asia si divide così, l'Europa apre senza una traccia da seguire e si costruisce il proprio tono sui dati domestici. Oggi ne ha uno serio.

    Il dato che orienta la seduta europea

    I PMI flash di agosto per l'eurozona sono usciti sopra le attese: indice composito a 51,1 da 50,9 di luglio, massimo da maggio 2024, con il manifatturiero a 50,5 — sopra la soglia di espansione per la prima volta da luglio 2022 — e i nuovi ordini in crescita per la prima volta in oltre due anni. Il consenso Reuters si fermava a 50,7.

    L'euro ha reagito subito, sopra 1,17 contro dollaro. È la parte scomoda della buona notizia: un'economia che riaccelera toglie alla BCE la fretta di tagliare, e un cambio più forte erode i margini degli esportatori. Chi compra Milano e Francoforte sulla forza del dato dovrebbe tenerlo a mente.

    Europa e obbligazionario

    Ieri la chiusura era stata disomogenea: FTSE MIB praticamente fermo a 52.665,82 (+0,09%), DAX a 25.983,04 (-0,42%), CAC 40 a 8.453,09 (-0,57%). Milano ha tenuto meglio delle sorelle continentali, e con i PMI di questa mattina ha argomenti per continuare.

    Sul fronte obbligazionario italiano l'ultimo dato confermato resta lo spread BTP-Bund a 79,7 punti base, con il decennale italiano al 4,05% e il Bund al 3,21%: è la rilevazione di chiusura di mercoledì 19 agosto, l'unica con timestamp verificabile al momento in cui scrivo. Il valore odierno in tempo reale non è recuperabile da fonte affidabile a quest'ora, e preferisco dirlo piuttosto che stimarlo.

    Materie prime

    Il petrolio arretra su entrambi i riferimenti: WTI a 86,42 dollari (-0,47%), Brent a 93,50 dollari (-0,30%). L'oro si muove appena sotto la parità, a 4.518 dollari l'oncia contro i 4.523 della vigilia — un consolidamento, non un'inversione.

    Come leggere l'apertura

    Una precisazione di metodo: i future su EuroStoxx 50 e FTSE MIB non restituiscono un prezzo live di pre-apertura a quest'ora sulle fonti consultate, quindi l'indicazione va costruita per differenza — chiusura americana negativa, future USA marginalmente positivi, Asia mista, dato macro europeo migliore delle attese.

    Il saldo è un'apertura attorno alla parità con inclinazione positiva, e il rischio concentrato su due punti: il decennale americano, che se supera stabilmente il 4,75% riporta pressione sui listini azionari, e il cambio, che sopra 1,18 comincia a pesare sui conti degli esportatori europei. Da qui a mercoledì il mercato ha poche ragioni per prendere posizione, e molte per aspettare.

    Fonti: Investing.com, Yahoo Finance, Reuters, oilprice.com, ANSA, Trading Economics — dati consultati questa mattina.

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