L'Europa apre la settimana sui suoi massimi ma senza slancio: future EuroStoxx 50 e FTSE MIB sostanzialmente piatti dopo il weekend. Alle spalle, una Wall Street chiusa venerdì a nuovi record (S&P 500 a 7.757) e un'Asia positiva col Nikkei a +1,96%. Davanti, un solo appuntamento che conta: il CPI americano di mercoledì.
Ci sono lunedì che nascono già scritti, e questo è uno di quelli. Wall Street ha chiuso venerdì ai massimi storici, l'Asia ha aperto la settimana in verde, e l'Europa si prepara a partire dai suoi record. Eppure i future continentali segnano lo zero. Non è indecisione: è attesa. Il mercato ha in agenda una data, mercoledì, e prima di allora non ha intenzione di muoversi troppo.
L'Europa parte in folle
I future dicono tutto con un numero solo: nulla. Il future sull'EuroStoxx 50 viaggia a 6.551 punti, praticamente invariato (-0,01%); quello sul FTSE MIB a 53.888, mosso di dieci punti scarsi (-0,02%). Dopo una settimana che ha portato Piazza Affari e i listini europei sui massimi, l'apertura di stamattina si annuncia come una pausa per prendere fiato, non come un'inversione.
| Strumento | Livello | Var. |
|---|---|---|
| Future EuroStoxx 50 | 6.551 | -0,01% |
| Future FTSE MIB | 53.888 | -0,02% |
| Future S&P 500 | 7.790,50 | +0,14% |
| Future Nasdaq 100 | 29.916 | +0,27% |
| Future Dow Jones | 54.144 | -0,01% |
Livelli rilevati intorno alle 07:50 ora italiana; i future scadenza settembre non coincidono con l'indice cash per il normale scarto tecnico.
Alle spalle: Wall Street ai record, per una brutta notizia
Il buon umore arriva da venerdì. L'S&P 500 ha chiuso a 7.757 punti (+0,62%), nuovo massimo storico; il Nasdaq Composite a 26.690 (+1,3%), il Dow a 54.036 (+0,28%). Nell'arco della settimana l'S&P ha guadagnato oltre il 3,5% e il Nasdaq più del 5%, trainato dai semiconduttori.
Il paradosso lo abbiamo già raccontato e regge ancora: a spingere i listini è stato un dato pessimo. L'economia americana a luglio ha perso 23.000 posti di lavoro contro attese di crescita, con la disoccupazione al 4,1%. In un contesto normale un numero così fa scendere le Borse; in questo, dove ogni segnale di debolezza allontana un rialzo dei tassi, è diventato il miglior carburante possibile. Le probabilità di una stretta Fed a settembre sono scese sotto il 45%.
Asia in verde, Tokyo davanti a tutti
La sessione asiatica ha assecondato il clima. Il Nikkei 225 ha chiuso a 66.894 punti, in rialzo dell'1,96%, la spinta più decisa dell'area. Più prudenti i listini cinesi, con la seduta ancora in corso al momento della rilevazione: Hang Seng a 25.851 (+0,71%) e Shanghai Composite a 3.946 (+0,16%), entrambi in territorio positivo ma senza strappi.
Petrolio in stallo, oro sui massimi
Sulle materie prime la settimana si apre in sordina. Il WTI tratta a 77,98 dollari al barile (-0,26%), il Brent a 83,50 (-0,06%): il tema dello Stretto di Hormuz resta sullo sfondo, con l'incertezza sui negoziati che tiene i prezzi sospesi ma senza nuovi scossoni. L'oro, invece, non molla la presa e resta a 4.347 dollari l'oncia, poco sotto i massimi, sostenuto dagli stessi timori sui tassi che alimentano le Borse. Sul valutario, euro-dollaro fermo a 1,1554.
Il fronte italiano e la data che conta
Sul reddito fisso italiano si riparte dai livelli di venerdì: lo spread BTP-Bund resta a 78 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,92% contro il 3,14% del Bund tedesco — un differenziale stabile, ai minimi di periodo, che continua a non dare grattacapi al Tesoro.
Ma la vera bussola della settimana è a Washington. Mercoledì 12 agosto arriva l'inflazione americana di luglio: il consenso stima un +3,4% annuo, in lieve calo dal +3,5% di giugno. Giovedì tocca ai prezzi alla produzione. Sono i due numeri che diranno se la scommessa del mercato — una Fed pronta a tagliare — regge o si sgonfia. Da qui a mercoledì, il resto è attesa.
Fonti: CNBC, Investing.com, Trading Economics, Borsa Italiana — dati consultati in tempo reale il 10 agosto 2026 tra le 08:00 e le 08:05.


