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    Punto mercati - 6 agosto 2026

    Mattinata a due velocità. L'Asia paga il conto dei semiconduttori — Kospi in caduta del 4,5%, SK Hynix quasi meno 10%, Nikkei sotto dell'1,2% — mentre l'Europa si smarca: i future di Milano e dell'EuroStoxx indicano un avvio in rialzo dello 0,18%. Wall Street, dopo il trittico di record di ieri, tira il fiato con future misti e il Nasdaq-100 in lieve rosso. Il petrolio resta sotto pressione — WTI a 75 dollari — con l'oro vicino ai massimi a 4.270. Spread BTP-Bund in risalita verso gli 80 punti base. Occhi sui sussidi di disoccupazione americani e, venerdì, sul dato sul lavoro.

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    L'Europa apre in un mondo diviso in due. Da una parte l'Asia, che stanotte ha pagato un conto salato sui titoli dei semiconduttori; dall'altra i future del Vecchio Continente, che nonostante quel rosso indicano un avvio in leggero rialzo. In mezzo, una Wall Street che dopo tre massimi storici consecutivi si concede una pausa. La domanda che accompagna l'apertura è se Milano e Francoforte riusciranno davvero a ignorare il nervosismo che arriva da Oriente, o se sia solo questione di ore.

    Asia: il conto dei semiconduttori

    La seduta asiatica è stata dominata da una vendita concentrata sul comparto chip e intelligenza artificiale. La Corea è l'epicentro: il Kospi ha ceduto il 4,5% a 6.306,40 punti, con SK Hynix giù del 9,7% e Samsung del 6,1%. Tokyo ha chiuso in ribasso dell'1,2% a 65.538 punti, mentre Hong Kong viaggiava intorno al meno 1,8% e Shanghai restava quasi invariata, ancora in contrattazione all'ora dell'apertura europea. Fa eccezione l'Australia, con l'ASX 200 in rialzo dello 0,5%. Il movente è la prudenza in vista del dato sul lavoro americano di venerdì: quando la posta si alza, i primi a essere alleggeriti sono i titoli che hanno corso di più, e i semiconduttori restano in cima a quella lista.

    Wall Street: i record di ieri, il fiato corto dei future

    La seduta americana di ieri era stata un trittico di massimi. L'S&P 500 aveva chiuso a 7.736,52 punti (+1,79%), il Dow Jones a 54.085,88 (+1,71%), il Nasdaq Composite a 26.584,99 (+2,59%). Stanotte, però, i future non hanno rilanciato. Il contratto sull'S&P avanza dello 0,16% a 7.761, il Dow dello 0,21% a 54.608, mentre il Nasdaq-100 cede lo 0,22% a 29.550: è la tecnologia a prendersi la pausa, in sintonia con quanto visto in Asia.

    Indice Valore Var.
    Future S&P 500 7.761 +0,16%
    Future Nasdaq 100 29.550 -0,22%
    Future Dow Jones 54.608 +0,21%
    Nikkei 225 65.538 -1,20%
    Hang Seng 25.463 -1,80%
    Future EuroStoxx 50 6.511 +0,18%
    Future FTSE MIB 53.770 +0,18%

    L'apertura europea

    I future anticipano un avvio marginalmente positivo. Il contratto sull'EuroStoxx 50 sale dello 0,18% a 6.511 punti, quello sul FTSE MIB dello 0,18% a 53.770. È un piccolo esercizio di indipendenza: la débâcle asiatica è concentrata sui produttori di chip, un comparto in cui i listini europei pesano poco, sostenuti come sono da banche, industria e lusso. Ieri Piazza Affari aveva chiuso in leggero calo, con il FTSE MIB a 53.446,80 (-0,18%); le altre piazze europee si erano mosse di poco, con Francoforte in lieve flessione e Parigi ancora nei pressi dei propri massimi. Salvo sorprese, l'apertura dovrebbe confermare questa intonazione appena costruttiva.

    Sul fronte obbligazionario il clima si irrigidisce di un soffio. Il rendimento del BTP decennale sale al 3,91%, quello del Bund tedesco al 3,11%: uno spread di circa 80 punti base, in risalita rispetto ai 77 della chiusura di ieri. (Valore ricostruito dai due rendimenti sovrani letti in tempo reale; il dato ufficiale di apertura non è ancora pubblicato a quest'ora.)

    Petrolio giù, oro sui massimi

    Le materie prime raccontano ancora la distensione geopolitica. Il WTI resta poco sotto i 75 dollari al barile (-0,29%), il Brent a 79,25 (-0,25%): terza seduta consecutiva in calo, sulla prospettiva di una riapertura dello Stretto di Hormuz alle navi commerciali dopo il negoziato tra Washington e Teheran. Sull'altro versante l'oro continua la sua corsa, vicino ai 4.270 dollari l'oncia (+0,5% circa) e a ridosso dei massimi: il ritiro dell'inflazione attesa, figlio del petrolio debole, spinge verso il metallo rifugio più che allontanarne. L'euro tratta stabile a 1,155 sul dollaro.

    L'agenda di oggi

    Il calendario macro è concentrato oltreoceano. Alle 14:30 ora italiana arrivano le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione americane (attese a 195 mila, dopo le 197 mila della settimana precedente) e la produttività non agricola del secondo trimestre. Ma il vero appuntamento è venerdì, con il rapporto sull'occupazione USA: è quello che sta tenendo i mercati in posizione difensiva. Sul fronte banche centrali, oggi nessuna riunione: la Bank of England ha lasciato i tassi al 3,75% lo scorso 30 luglio e non tornerà a decidere prima di settembre.


    Fonti: Investing.com, CNBC, Associated Press, Trading Economics, Il Sole 24 Ore (consultate adesso). Future USA, petrolio, oro e chiusura di Tokyo rilevati in tempo reale; Hang Seng e Shanghai ancora in seduta all'ora di pubblicazione; rendimenti BTP/Bund da curve live, spread ricostruito. I livelli di apertura europea sono indicazioni dei future e possono variare all'avvio delle contrattazioni.

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