Mercati

    Punto mercati - 29 luglio 2026

    Il rischio geopolitico torna sui mercati: nella notte gli Stati Uniti hanno intercettato un attacco iraniano e il greggio riparte, con il WTI sopra 82 dollari (+3,8%) e il Brent oltre 87 (+3,9%). I future di Wall Street restano però in equilibrio, in attesa della decisione della Fed alle 20 ora italiana e dei conti serali di Microsoft e Meta. In Asia Tokyo cede l'1,7%, mentre Hong Kong e Shanghai chiudono in rialzo.

    Ascolta l'articoloVersione audio narrata

    Dopo giorni di calma, il rischio geopolitico è tornato a sedersi al tavolo. Nella notte le forze statunitensi hanno intercettato un attacco a sorpresa iraniano contro truppe americane in Medio Oriente, e il greggio è ripartito in salita: il WTI è di nuovo sopra gli 82 dollari, il Brent oltre gli 87. Sui future di Wall Street, però, la reazione resta misurata: gli indici americani si muovono appena sotto la parità, in attesa dell'unico vero spartiacque della giornata, la decisione della Federal Reserve alle 20 ora italiana. Sullo sfondo, dopo la chiusura di New York, arrivano i conti di Microsoft e Meta.

    I future americani in equilibrio prima della Fed

    Ieri Wall Street ha chiuso in ordine sparso, ma con il baricentro spostato verso il valore: il Dow Jones ha guadagnato l'1,03% (+537 punti) a 52.747, l'S&P 500 ha aggiunto lo 0,21% a 7.428,78, mentre il Nasdaq Composite ha ceduto lo 0,22% a 24.876,91, ancora frenato dalla rotazione fuori dai semiconduttori.

    Stanotte i future si muovono in un fazzoletto, senza prendere posizione prima della banca centrale.

    Indice (future) Livello Var.
    S&P 500 7.461,00 -0,06%
    Nasdaq 100 27.833,00 -0,32%
    Dow Jones 52.891,00 -0,10%

    Il Nasdaq 100 resta il più pesante, ma parliamo di frazioni di punto: il mercato ha scelto di non esporsi, con la Fed e i conti dei giganti tech davanti a sé nella stessa giornata.

    Il petrolio torna a correre sul Medio Oriente

    Il capitolo che sembrava chiuso lunedì scorso si è riaperto nella notte. L'intercettazione dell'attacco iraniano ha rimesso sul tavolo il premio-rischio sulle forniture, e il greggio ha reagito con uno strappo netto.

    Materia prima Livello Var.
    WTI 82,26 $ +3,79%
    Brent 87,39 $ +3,93%

    Entrambi i barili salgono di quasi quattro punti percentuali in una sola seduta, cancellando in un colpo buona parte della discesa ordinata delle sessioni precedenti. Per l'Europa importatrice è il segnale meno gradito: un rialzo dell'energia si trasferisce sui costi e complica il lavoro delle banche centrali, proprio nel giorno in cui la Fed deve dire la sua sull'inflazione.

    L'Asia divisa: Tokyo giù, Cina e Hong Kong su

    La notte asiatica ha diviso i listini. Tokyo ha pagato la doppia esposizione — tecnologia e dipendenza energetica — mentre la Cina continentale e Hong Kong hanno chiuso in territorio positivo.

    Indice Livello Var.
    Nikkei 225 61.295 -1,72%
    Hang Seng 25.626 +1,25%
    Shanghai Composite 3.827 +0,37%

    Il Nikkei arretra per la seconda seduta, appesantito dai chip e dal rincaro del petrolio che colpisce un Paese importatore netto di energia. Hong Kong recupera oltre un punto e Shanghai chiude in leggero rialzo: il segnale è che la vendita sul tech resta circoscritta e non si è trasformata in un risk-off globale.

    L'apertura europea

    Con questo sfondo — petrolio in rialzo, future americani fermi, Asia divisa — il Continente si avvia a un'apertura incolore. Il future dell'EuroStoxx 50 tratta poco sotto la parità, in area -0,16%, a segnalare un avvio prudente più che una correzione. Il rincaro dell'energia pesa sui settori più sensibili, ma la componente difensiva e bancaria può fare da contrappeso. Su Piazza Affari l'indicazione è la stessa: apertura in linea con il tono cauto europeo, senza scommesse prima delle 20.

    Spread, Fed e la notte delle big tech

    Sul fronte del debito nessuna tensione: alla chiusura di ieri lo spread BTP-Bund era a quota 80 punti base, con il decennale italiano al 3,92% e il Bund tedesco al 3,13% — livelli contenuti, in linea con le ultime settimane e senza segnali di stress sul debito italiano.

    Ma la giornata ha un solo baricentro. Alle 20 ora italiana la Federal Reserve annuncia la decisione sui tassi, seguita alle 20:30 dalla conferenza stampa del presidente Kevin Warsh. Il costo del denaro è nella forbice 3,50%-3,75% e il consenso si aspetta il quinto nulla di fatto consecutivo; a muovere i mercati sarà semmai il tono di Warsh, che nelle ultime uscite ha definito l'inflazione ancora «troppo alta» — al punto che una minoranza di operatori non esclude del tutto un rialzo.

    E non è finita con la campana della sera: dopo la chiusura di Wall Street arrivano i conti di Microsoft e Meta, primo vero test sui numeri della spesa per l'intelligenza artificiale. Fed e big tech nello stesso giorno: è qui, tra tassi e utili, che si decide la chiusura di luglio.

    Fonti: Investing.com (future S&P 500, Nasdaq 100, Dow Jones, EuroStoxx 50), Trading Economics (WTI, Brent, Nikkei 225, Hang Seng, Shanghai Composite), CNBC e Yahoo Finance (chiusura indici USA del 28 luglio, attacco iraniano e reazione del greggio), SoldiOnline e ANSA (spread BTP-Bund alla chiusura del 28 luglio), CNBC/PBS e Federal Reserve (calendario e orario della decisione FOMC, presidenza Warsh), TipRanks e Barchart (calendario utili Microsoft e Meta) — tutti consultati adesso, 29 luglio 2026.

    Tutti gli articoliVai a MisterAle
    MisterAleGuidaAI