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    Punto mercati - 28 luglio 2026

    Il tech torna a vendere: nuova ondata di ribassi sui semiconduttori, il Nikkei cede oltre il 4% e i future di Wall Street aprono in rosso con il Nasdaq che perde quasi l'1%. L'Europa si avvia a un'apertura cauta, mentre parte la riunione della Fed — decisione domani — e sfilano gli utili delle big tech. Il quadro pre-apertura.

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    Il petrolio non fa più notizia: ha finito di scaricare il premio-rischio e ora scende piano. A tenere il timone della giornata torna il tech, e lo fa in negativo. Una nuova ondata di vendite sui semiconduttori ha attraversato l'Asia nella notte e si riflette sui future americani, con il Nasdaq che apre in ritirata. L'Europa si prepara a un'apertura prudente, con lo sguardo già rivolto a due appuntamenti: la riunione della Federal Reserve che comincia oggi — decisione domani — e la settimana di conti delle grandi tecnologiche.

    I future americani sotto il tech

    Wall Street ha chiuso ieri senza una direzione unica: il Dow ha guadagnato lo 0,51% a 52.210 punti, sostenuto dal calo dell'energia, mentre l'S&P 500 è rimasto praticamente fermo (+0,02%, a 7.413) e il Nasdaq Composite ha ceduto lo 0,18% a 24.932, frenato dai chip.

    Stanotte i future confermano e accentuano quella divergenza.

    Indice (future) Livello Var.
    S&P 500 7.422,75 -0,34%
    Nasdaq 100 27.916,25 -0,97%
    Dow Jones 52.368,00 -0,03%

    Il Dow resta in equilibrio, l'S&P arretra di poco, ma è il Nasdaq 100 a pagare il conto più salato: la pressione sui semiconduttori non si è spenta con la chiusura di ieri, e i tecnologici entrano nella sessione europea con il freno tirato. È la stessa faglia della settimana scorsa, riaperta a ridosso della Fed e dei conti dei giganti.

    L'Asia vende i chip

    Il segnale più netto arriva da Tokyo, dove il ribasso del comparto tecnologico si è tradotto in una seduta pesante.

    Indice Livello Var.
    Nikkei 225 62.171 -4,25%
    Hang Seng 25.170 -0,15%
    Shanghai Composite 3.810 -1,23%

    Il Nikkei perde oltre quattro punti percentuali in una sola seduta, colpito in pieno dall'esposizione ai produttori di chip e alla filiera dei semiconduttori. Hong Kong tiene, chiudendo poco sotto la parità, mentre Shanghai arretra in modo più contenuto. La lettura è univoca: non è un risk-off generalizzato, è una vendita mirata sul tech che parte dall'Asia e detta il tono al resto del mondo.

    Il petrolio continua a scendere

    Dopo il crollo di lunedì — figlio della de-escalation tra Washington e Teheran e del rientro delle tensioni sullo Stretto di Hormuz — il greggio prosegue in discesa, ma con passo ordinato.

    Materia prima Livello Var.
    WTI 82,02 $ -0,71%
    Brent 85,23 $ -0,75%

    Nessuno strappo: entrambi i barili limano meno di un punto percentuale, consolidando il ridimensionamento del premio geopolitico. Per l'Europa importatrice resta un fattore di sollievo sui costi, ma stamattina non basta a controbilanciare il peso del tech.

    L'apertura europea

    Con questo sfondo, i listini del Continente si avviano a un'apertura cauta, senza la spinta di ieri. Il future dell'EuroStoxx 50 si muove marginalmente sotto la parità, in area -0,1%, a segnalare un avvio incerto più che una vera correzione. La componente tecnologica europea è meno pesante che a Wall Street o a Tokyo, e questo può attutire il contagio; ma con i future americani in rosso e l'Asia scossa dai chip, difficile immaginare un'apertura in slancio.

    Sul future del FTSE MIB il dato puntuale in tempo reale non è al momento reperibile da fonte verificabile: il riferimento resta l'indicazione europea complessiva, con Piazza Affari attesa in linea con il tono prudente del Continente.

    Spread e la settimana della Fed

    Sul fronte tassi nessuna tensione. Alle 7:59 di stamattina il BTP decennale rende il 3,98% e il Bund tedesco il 3,13%, per uno spread in area 84,5 punti base: il differenziale resta ancorato ai livelli contenuti delle ultime settimane, senza segnali di stress sul debito italiano.

    Il baricentro della settimana è però altrove. La Federal Reserve apre oggi la sua riunione, con la decisione sui tassi attesa domani, mercoledì: il costo del denaro è nella forbice 3,50%-3,75% e il consenso si aspetta un nuovo nulla di fatto. A muovere i listini, più della mossa, sarà il tono della conferenza. In parallelo entra nel vivo la stagione dei conti delle grandi tecnologiche — Microsoft, Meta, Amazon, Apple in agenda nei prossimi giorni — con il mercato concentrato sulla spesa per l'intelligenza artificiale. È lì, tra tassi e utili del tech, che si decide la direzione di fine mese.

    Fonti: Investing.com (future S&P 500, Nasdaq 100, Dow, EuroStoxx 50, WTI, Brent, Nikkei 225, Hang Seng, Shanghai Composite, EUR/USD), Yahoo Finance (chiusura Wall Street 27 luglio), Rivaluta.it (spread BTP-Bund e rendimenti, ore 7:59), SoldiOnline (agenda macro) — tutti consultati adesso, 28 luglio 2026.

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