Mercati

    Punto mercati, la chiusura — 8 ottobre 2026

    Il petrolio corre di oltre il 3%, il Brent sale a 103,81 dollari e la tecnologia paga il conto: Nasdaq 100 -1,39%, S&P 500 -0,47%, mentre il Dow tiene a +0,10%. Europa di nuovo in rosso, con Milano peggiore: FTSE MIB -1,35% a 49.297 punti.

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    Il giorno dopo i verbali della Fed, il rendimento americano ha concesso un po' di respiro. Non è bastato. Il greggio è salito di oltre il 3%, la tecnologia ha venduto e l'Europa ha chiuso per la seconda seduta di fila in rosso, con Milano ancora in fondo alla classifica.

    Wall Street, il Nasdaq paga, il Dow tiene

    L'S&P 500 chiude a 7.765,36 punti, -0,47%. La vera ferita è sul Nasdaq: il Composite perde l'1,25% a 27.193,34, il Nasdaq 100 l'1,39% a 30.725,81, con oltre 430 punti lasciati sul terreno. Il Dow Jones va controcorrente e chiude in lieve rialzo, +0,10% a 51.231,64.

    Indice Chiusura Var. giorno
    S&P 500 7.765,36 -0,47%
    Nasdaq Composite 27.193,34 -1,25%
    Nasdaq 100 30.725,81 -1,39%
    Dow Jones 51.231,64 +0,10%

    La divergenza dice tutto: vendite concentrate sui grandi nomi della crescita, tenuta dei titoli più ciclici e difensivi del Dow. È la seconda seduta consecutiva di prese di profitto sui massimi, questa volta più selettiva. Il dettaglio dei singoli titoli che hanno guidato il calo non è stato possibile verificarlo da fonti datate oggi: preferiamo non indicarlo.

    Petrolio, il Brent oltre i 103 dollari

    Il motore della giornata è il greggio. Il Brent sale del 3,60% a 103,81 dollari al barile, il WTI del 3,04% a 90,96 dollari. Sullo sfondo restano il rischio di nuove sanzioni sui produttori russi e le tensioni in Medio Oriente, che nemmeno le parole di Trump, «non attaccheremo l'Iran prima delle elezioni di metà mandato», sono riuscite a raffreddare.

    Materia prima Chiusura Var. giorno
    Brent 103,81 $ +3,60%
    WTI 90,96 $ +3,04%
    Oro 4.157,40 $ +0,40%

    Il Treasury decennale scende al 5,23%, dal 5,28% della vigilia: un sollievo per i tassi, sovrastato però dal timore che il caro energia torni a spingere l'inflazione.

    Europa, seconda seduta in rosso

    Il FTSE MIB perde l'1,35% e chiude a 49.297,88 punti, allontanandosi ancora dalla soglia dei 50.000 persa mercoledì. Il DAX cede l'1,18% a 24.806,97, l'Euro Stoxx 50 lo 0,87% a 6.126,73. Più contenuti i cali di Parigi e Londra.

    Indice Chiusura Var. giorno
    FTSE MIB 49.297,88 -1,35%
    Euro Stoxx 50 6.126,73 -0,87%
    DAX 24.806,97 -1,18%
    CAC 40 7.729,69 -0,51%
    FTSE 100 10.441,60 -0,16%

    Due notizie pesano sull'Italia. All'Eurogruppo il commissario Dombrovskis ha respinto la richiesta di Giorgetti di maggiore flessibilità sui conti pubblici per l'effetto dell'inflazione sulla spesa. Christine Lagarde ha invece mantenuto un tono cauto: i recenti rialzi dei tassi altrove riflettono fattori globali e, per ora, non si vedono segnali di uno shock energetico che si estenda al resto dei prezzi.

    Sul fronte societario, le adesioni all'OPA di Tata Motors su Iveco salgono al 28,43%, mentre l'Ivass autorizza Mediobanca Premier a superare il 10% di Generali. La classifica dei migliori e peggiori titoli di Piazza Affari e il dato di chiusura dello spread BTP-Bund non sono stati verificabili da fonti concordanti: non li riportiamo. L'euro sale dello 0,18% a 1,1220 dollari.

    Cosa guardare adesso

    Il mercato ha scambiato un problema con un altro: meno tensione sui rendimenti americani, più tensione sull'energia. Con il Brent sopra i 100 dollari, la tecnologia ai massimi diventa il primo bersaglio delle vendite e l'Europa, importatrice di energia, quello più esposto. Milano, con il nodo dei conti pubblici appena riaperto a Bruxelles, ha poco cuscinetto.

    Fonti: Yahoo Finance, Teleborsa, Business Insider Markets.

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