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    Punto mercati, la chiusura — 23 settembre 2026

    Il rendimento del Treasury USA a 10 anni sfonda il 5,1%, il livello più alto dal 2007, e Wall Street corregge: S&P 500 -0,75% a 7.706,03, Nasdaq -1,13% a 26.936,04, Dow -0,68% a 51.511,59. L'Europa contiene i danni — Milano -0,18%, Francoforte e Parigi sotto la parità — mentre il greggio corre su un possibile disgelo USA-Iran: WTI oltre i 92 dollari, Brent sopra i 100. Spread BTP-Bund a 95 punti base.

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    La giornata cambia verso nel pomeriggio, quando il rendimento del Treasury decennale americano sfonda il 5,1% — il livello più alto dal luglio 2007. Il detonatore sono i PMI flash USA, usciti più forti delle attese, che riaccendono il timore che la Fed non abbia ancora finito con i tassi: parole in questo senso sono arrivate anche dal governatore Michael Barr, che ha parlato di «ulteriori aggiustamenti di policy». Wall Street, che veniva da una sequenza di record sul Nasdaq, interrompe la serie.

    Wall Street corregge

    Il S&P 500 chiude a 7.706,03 punti, -0,75%. Il Nasdaq Composite cede l'1,13% a 26.936,04, fermando la corsa ai massimi dei giorni scorsi. Il Dow Jones arretra dello 0,68% a 51.511,59. Le vendite colpiscono soprattutto utilities, consumer discretionary e communication services, tutti oltre il punto percentuale di perdita; il Russell 2000 delle small cap fa peggio di tutti, -1,78%, e il VIX sale del 7,24% a 15,24 — un movimento che segnala nervosismo, non ancora panico.

    Indice Chiusura Var. giorno
    S&P 500 7.706,03 -0,75%
    Nasdaq Composite 26.936,04 -1,13%
    Dow Jones 51.511,59 -0,68%
    Russell 2000 -1,78%

    Sullo sfondo della seduta, due appuntamenti diplomatico-commerciali di peso: l'arrivo a Washington di Xi Jinping per la prima visita di stato in undici anni — al centro commercio, terre rare e intelligenza artificiale — e colloqui USA-Iran a margine dell'Assemblea Generale ONU, definiti da Trump un «incontro molto produttivo».

    L'Europa contiene i danni

    Piazza Affari chiude a 51.987 punti, -0,18%, la perdita più contenuta del continente. Francoforte e Parigi restano sotto la parità — il CAC 40 arretra dello 0,7%, il DAX di circa lo 0,3% — mentre per l'Euro Stoxx 50 non è stato possibile reperire un valore di chiusura puntuale su fonte verificabile entro l'orario di pubblicazione, e quindi non viene riportato.

    A muovere i listini è lo stesso petrolio che scuote gli Stati Uniti: l'energia guadagna terreno — Eni chiude in rialzo del 2,8% — mentre il rincaro del greggio penalizza gli assicurativi, con Unipol -2,8% e Generali -2,3%, oltre ad auto e industriali. Sul fronte macro, il PMI composito dell'eurozona sorprende in positivo a 53,1. Il mercato guarda già al 24 settembre, giorno dell'incontro Trump-Xi Jinping.

    Indice Var. giorno
    FTSE MIB -0,18%
    CAC 40 -0,70%
    DAX ~-0,30%

    Tassi, spread, valute

    Lo spread BTP-Bund si allarga a circa 95 punti base, dagli 88-89 della vigilia, con il BTP decennale al 4,50% circa e il Bund al 3,50% circa: un riprezzamento diffuso del rischio tassi più che un segnale specifico sull'Italia. L'euro scivola sul dollaro verso 1,14, ai minimi da fine luglio, mentre negli Stati Uniti il decennale resta il dato della giornata: oltre il 5,1%, massimo dal 2007.

    Il petrolio corre sul disgelo USA-Iran

    Sia il WTI che il Brent rimbalzano con decisione dopo cinque sedute consecutive di ribasso: il WTI sale a circa 92,5 dollari al barile (+2,2%), il Brent torna sopra quota 100 dollari, con le fonti che divergono sui decimali esatti del rialzo ma concordano sul segno e sull'entità del movimento. A muovere il mercato non è un dato di domanda ma la geopolitica: ai colloqui ONU il presidente iraniano Pezeshkian ha respinto restrizioni al programma nucleare civile e la presenza militare USA nella regione pur dicendosi aperto al dialogo, mentre Trump ha parlato di un incontro «molto produttivo» con gli inviati di Teheran — un possibile riavvicinamento sul dossier dello Stretto di Hormuz. Sul lato offerta, l'Arabia Saudita si prepara a riattivare l'oleodotto East-West per bypassare lo stretto, mentre le scorte USA sono salite di 2,969 milioni di barili contro un calo atteso di 641mila (dato EIA).

    In Asia la Borsa di Tokyo resta chiusa per festività, con l'ultimo dato disponibile fermo a venerdì scorso (65.018,95 punti, +1,38%, dopo il rialzo dei tassi della Banca del Giappone); Hong Kong cede circa un punto percentuale su prese di beneficio sui titoli tecnologici.

    Cosa guardare adesso

    Il livello del Treasury decennale, primo dal 2007 oltre il 5,1%, è ora il numero che condiziona ogni asset class: se la Fed confermerà toni da nuovo rialzo dei tassi nelle prossime uscite, la correzione di oggi su Nasdaq e small cap rischia di non restare isolata. Sul fronte geopolitico, l'incontro Trump-Xi Jinping del 24 settembre e l'esito dei colloqui USA-Iran sullo Stretto di Hormuz sono le due variabili che deciseranno se il rimbalzo del petrolio è un episodio o l'inizio di un trend.

    Fonti: Yahoo Finance, CNBC, TheStreet, ANSA, MilanoFinanza, Il Sole 24 Ore, Trading Economics.

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