Il petrolio crolla su ipotesi di riapertura dello Stretto di Hormuz — Brent a 98,33 dollari (-2,0%), WTI a 89,64 (-2,96%) — e il mercato lo legge come distensione, non come allarme: il Nasdaq segna un nuovo record trainato da Meta, S&P 500 sostanzialmente piatto a 7.764,64, Dow Jones -0,36% sulle vendite bancarie. In Europa Milano è la maglia nera a -0,53% appesantita dai bancari e dagli stacchi, mentre STMicroelectronics vola +4,37% sulla scia del rally tech. Spread BTP-Bund a 89 punti base, euro a 1,145 sul dollaro.
La giornata l'ha decisa il petrolio, e l'ha decisa al ribasso. Il Brent ha chiuso a 98,33 dollari al barile, -2,0%, sotto quota cento per la quarta seduta consecutiva; il WTI a 89,64 dollari, -2,96%. All'origine ci sono indiscrezioni secondo cui l'Iran potrebbe riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni, in cambio di un allentamento della pressione militare americana — un'ipotesi di distensione, non un fatto compiuto, ma sufficiente a far ripartire l'appetito per il rischio sull'azionario e a punire il comparto energia.
Wall Street: tech ancora protagonista, banche sotto pressione
Il Nasdaq Composite ha chiuso a 27.244,28 punti, +0,45%, un nuovo record dopo quello di ieri: a trainarlo Meta, balzata dell'11% sui dati di adozione del suo agente AI Muse, salito in cima alle classifiche dell'App Store, con i semiconduttori al seguito. L'S&P 500 ha chiuso sostanzialmente invariato a 7.764,64 punti. Il Dow Jones ha invece perso terreno, -0,36% a 51.863,69, frenato dalle vendite sui titoli bancari e dalla sua maggiore esposizione a energia e industriali, i settori più colpiti dal calo del greggio.
| Indice | Chiusura | Var. giorno |
|---|---|---|
| S&P 500 | 7.764,64 | -0,00% |
| Nasdaq Composite | 27.244,28 | +0,45% |
| Dow Jones | 51.863,69 | -0,36% |
Milano maglia nera in Europa, STM vola
Piazza Affari ha chiuso in coda ai listini continentali: FTSE MIB a 52.096 punti, -0,53%. A pesare il comparto bancario — BancoBPM -1,74%, Mediobanca -1,1%, Monte dei Paschi -1,09% — e una raffica di titoli in stacco o rientro dopo operazioni straordinarie: Poste Italiane -3,97%, TIM -3,34%, FinecoBank -3,69%. Il caso della giornata è Industrie De Nora, -18,1% dopo l'aumento di capitale a sconto lanciato dalla controllante Snam a 6,69 euro per azione.
In controtendenza STMicroelectronics, +4,37% a 46,61 euro, trascinata dal rally globale dei semiconduttori dopo il balzo di Meta oltreoceano. L'EuroStoxx 50 ha chiuso quasi piatto a 6.323,15 punti (+0,08%), così come il DAX di Francoforte a 25.578,31 (+0,01%): la seduta europea è stata più una questione di rotazione settoriale — banche giù, tech su — che di direzione unica.
| Indice | Chiusura | Var. giorno |
|---|---|---|
| FTSE MIB | 52.096 | -0,53% |
| Euro Stoxx 50 | 6.323,15 | +0,08% |
| DAX | 25.578,31 | +0,01% |
Spread, tassi e valute
Lo spread BTP-Bund a dieci anni ha chiuso a 89 punti base, un punto sopra la vigilia, con il rendimento del decennale italiano al 4,35%. Un allargamento marginale, coerente con una giornata di volumi robusti su Piazza Affari (3,49 miliardi di euro) più che con un cambio di percezione sul rischio Italia.
L'euro ha chiuso in lieve calo sul dollaro, a 1,145, -0,12%, ai minimi da fine luglio.
Cosa resta sul tavolo
Il mercato ha scelto di leggere le voci su Hormuz come un segnale di allentamento geopolitico, spostando capitali dall'energia verso il tech senza scomporsi. Resta da vedere se l'ipotesi di riapertura troverà conferma nei prossimi giorni: finché resta un'indiscrezione, il rimbalzo del greggio — se le tensioni dovessero riaccendersi — è il rischio principale da monitorare per chi oggi ha festeggiato con Meta e STM.
Fonti: Yahoo Finance, TheStreet, Investing.com, Trading Economics, Il Sole 24 Ore, ANSA, SoldiOnline.


