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    Punto mercati, la chiusura — 2 ottobre 2026

    Un rapporto sul lavoro americano molto più debole del previsto, appena 29.000 nuovi posti, e i mercati scelgono di leggerlo come una buona notizia. Il Nasdaq sale dell'1,19% trainato da Nvidia, l'S&P 500 dello 0,73%. Milano recupera lo 0,49%, lo spread BTP-Bund scende a 114,6 punti dopo un picco a 131 in giornata. Il Brent torna sotto i 100 dollari.

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    La settimana si chiude con un dato che, in un altro momento, avrebbe spaventato. L'economia americana a settembre ha creato appena 29.000 posti di lavoro, un terzo di quanto atteso. Ma con il petrolio sopra i 100 dollari e i tassi ai massimi, un mercato del lavoro che rallenta è esattamente quello che serve per togliere pressione alla Fed. Le Borse lo hanno letto così, e i tecnologici hanno guidato il rialzo su entrambe le sponde dell'Atlantico.

    Wall Street, il Nasdaq davanti a tutti

    L'S&P 500 chiude a 7.722,72 punti, +0,73%. Il Dow Jones guadagna lo 0,49% a 51.176,96, il Nasdaq Composite l'1,19% a 27.190,86, dopo aver toccato in giornata un nuovo massimo storico intraday. Il dato di chiusura del Nasdaq 100 non è disponibile dalle fonti consultate.

    Indice Chiusura Var. giorno
    S&P 500 7.722,72 +0,73%
    Nasdaq Composite 27.190,86 +1,19%
    Dow Jones 51.176,96 +0,49%

    A trainare sono i grandi nomi della tecnologia: Nvidia sale di circa il 2%, Broadcom del 2%, Amazon dell'1,8%, Tesla quasi del 4%. Sulla settimana il bilancio resta diviso: il Nasdaq chiude in positivo, Dow e S&P 500 in calo.

    Il macro: il lavoro frena, la Fed respira

    I numeri del rapporto di settembre sono netti. Gli occupati non agricoli crescono di 29.000 unità contro attese intorno a 85-90.000, e i mesi precedenti vengono rivisti al ribasso di circa 60.000 posti. Il tasso di disoccupazione sale al 4,2% dal 4,1%. Il dato sui salari non è disponibile dalle fonti consultate.

    Il mercato ora assegna circa il 77% di probabilità a una pausa della Fed a ottobre. Il decennale americano, però, non ha seguito il copione: sceso subito dopo il dato, ha chiuso intorno al 5,28%, qualche punto base sopra ieri. Il costo del denaro a lungo termine resta il vincolo di fondo.

    Europa, i semiconduttori tirano il listino

    Seduta positiva in tutto il continente. Il DAX sale dell'1,24% a 25.231 punti, il CAC 40 dello 0,79% a 7.897, il FTSE 100 dello 0,32% a 10.461; l'Euro Stoxx 50 guadagna intorno all'1%. Piazza Affari recupera lo 0,49% a 50.483 punti, dopo il -2,2% di ieri.

    Indice Chiusura Var. giorno
    FTSE MIB 50.483 +0,49%
    DAX 25.231 +1,24%
    CAC 40 7.897 +0,79%
    FTSE 100 10.461 +0,32%
    Euro Stoxx 50 n.d. circa +1%

    Il rialzo è firmato dai chip: Infineon a Francoforte vola dell'8,2%, a Milano STMicroelectronics sale del 6,25% e Technoprobe del 5,93%. Le banche restano invece sotto pressione anche oggi: BPER cede l'1,58%, UniCredit l'1,33%, Intesa Sanpaolo l'1%.

    Spread, una giornata sulle montagne russe

    Lo spread BTP-Bund ha toccato in giornata i 131 punti base, poi è rientrato e chiude a 114,6, sotto i 118,5 di ieri. Il BTP decennale scende al 4,60%, il Bund al 3,45%. Sullo sfondo pesa l'inflazione: la stima flash di settembre per l'Eurozona è al 3,8% annuo, con l'energia a +18,8% e l'Italia al 4,1%. Con il tasso sui depositi BCE già al 2,50%, il mercato vede un nuovo rialzo come quasi certo entro dicembre. L'euro resta in area 1,13 dollari.

    Petrolio, il Brent torna sotto quota 100

    Dopo il balzo di ieri il greggio ripiega. Il Brent chiude intorno ai 99,68 dollari, -2,57%, il WTI a 91,24 dollari, -1,76%. L'oro è poco mosso, sopra i 4.180 dollari l'oncia.

    Materia prima Chiusura Var. giorno
    Brent 99,68 $ -2,57%
    WTI 91,24 $ -1,76%

    Cosa guardare adesso

    Il mercato ha deciso che un'economia più lenta è il prezzo accettabile per una Fed meno aggressiva. È una scommessa che regge finché il rallentamento resta ordinato. Il segnale stonato è il decennale americano, che non è sceso nonostante il dato debole: se i tassi lunghi non seguono, il sollievo di oggi rischia di essere di breve durata. In Europa la partita è diversa e più stretta: inflazione vicina al 4%, una BCE pronta a stringere e uno spread che in una sola seduta ha oscillato di oltre 15 punti.

    Fonti: CNBC, TheStreet, Yahoo Finance, BLS, CME FedWatch, Trading Economics, ANSA, SoldiOnline, Sky TG24, Milano Finanza.

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