Il quarto trimestre parte con due mercati che non si somigliano. Wall Street tiene: S&P 500 a 7.666,45 (+0,19%), il decennale USA ripiega al 5,24%. Milano invece cede il 2,2% sotto il peso delle banche, lo spread BTP-Bund sale di oltre 15 punti a 118,5. Il Brent supera i 102 dollari (+4,4%) con le tensioni in Medio Oriente.
Il primo giorno del quarto trimestre divide l'Atlantico. A New York gli indici chiudono poco mossi ma positivi, aiutati da un decennale che, dopo un nuovo massimo in giornata, torna indietro. In Europa la giornata è pessima, e a Milano lo è più che altrove: il petrolio sopra i 100 dollari riaccende i timori sull'inflazione, lo spread si allarga di colpo e le banche pagano il conto.
Wall Street, piatta ma in piedi
L'S&P 500 ha chiuso a 7.666,45 punti, +0,19%. Il Nasdaq Composite guadagna lo 0,04% a 26.871,60, il Dow Jones lo 0,04% a 50.926,56. Il dato di chiusura del Nasdaq 100 non è disponibile dalle fonti consultate.
| Indice | Chiusura | Var. giorno |
|---|---|---|
| S&P 500 | 7.666,45 | +0,19% |
| Nasdaq Composite | 26.871,60 | +0,04% |
| Dow Jones | 50.926,56 | +0,04% |
A sostenere il listino sono i semiconduttori, trascinati da Micron dopo una trimestrale sopra le attese e una guidance alzata. In coda le banche: l'indice KBW Nasdaq Bank perde lo 0,7%, con Citigroup, PNC e Bank of America in calo fra l'1% e il 2%. Nike scende ancora e tocca i minimi dal 2014, in vista dei conti.
Il macro: i tassi decidono la seduta
Il motore della giornata è stato il mercato obbligazionario. Il Treasury decennale è salito fino al 5,34% in seduta per poi ripiegare e chiudere al 5,24%, sei centesimi sotto ieri: è bastato perché l'azionario recuperasse.
Sul fronte dei dati, l'ISM manifatturiero di settembre segna 54,5, appena sotto il 54,6 di agosto: nono mese consecutivo di espansione. Un'industria che continua a crescere, insieme a un petrolio così caro, lascia poco spazio alla Fed per pensare ad allentare.
Europa, Milano la peggiore
Piazza Affari chiude a 50.238 punti, -2,2%, sul minimo di giornata. Le vendite si concentrano sulle banche, colpite dall'allargamento dello spread: Intesa Sanpaolo perde il 4,02%, UniCredit, Mediobanca, Fineco, Banco BPM e BPER fra il 3,5% e il 4%, Poste Italiane il 2,68%. In controtendenza Fincantieri (+2,82%), Prysmian e Campari.
| Indice | Var. giorno |
|---|---|
| FTSE MIB | -2,2% |
| Euro Stoxx 50 | circa -1,2% |
| CAC 40 | circa -1,5% |
| DAX | circa -0,8% |
Per Euro Stoxx 50, DAX e CAC 40 le variazioni sono quelle rilevate a ridosso della chiusura: i livelli ufficiali di fine seduta non risultano ancora confermati dalle fonti consultate.
Spread, il salto della giornata
Lo spread BTP-Bund chiude a 118,5 punti base, in aumento di 15,6 punti in una sola seduta: ieri era tornato sopra quota 100 per la prima volta da maggio 2025. Il BTP decennale sale al 4,69%, mentre il Bund scende al 3,50%. Gli investitori si spostano verso la carta tedesca, e i timori sui conti pubblici italiani tornano in primo piano. L'euro cede lo 0,1% a 1,1316 dollari, con il dollaro sui massimi dell'anno.
Petrolio, il Brent rompe i 100 dollari
È la notizia della giornata. Il Brent chiude a 102,31 dollari, +4,4%, il WTI a 92,87 dollari, +2,7%. Il motivo è geopolitico: Washington ha inviato una terza portaerei in Medio Oriente e il mercato ha alzato il premio per il rischio. L'oro sale dello 0,59% a 4.182,37 dollari l'oncia.
| Materia prima | Chiusura | Var. giorno |
|---|---|---|
| Brent | 102,31 $ | +4,4% |
| WTI | 92,87 $ | +2,7% |
| Oro | 4.182,37 $ | +0,59% |
Cosa guardare adesso
Le due sponde dell'Atlantico hanno letto la stessa notizia in modi diversi. A New York il petrolio è un problema di inflazione, che un decennale in ritirata ha reso gestibile per un giorno. A Milano è anche un problema di debito: inflazione già al 4,2%, una BCE pronta a stringere, uno spread che in due sedute passa da sotto 100 a quasi 120. Se il Brent resta sopra i 100 dollari, è il BTP la variabile da guardare nelle prossime sedute, prima ancora della Borsa.
Fonti: Yahoo Finance, CNBC, ISM, ANSA, QuiFinanza, Borse.it, Trading Economics, FXStreet, Milano Finanza.


