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    Punto mercati - 9 ottobre 2026

    Dopo due sedute in rosso, la notte porta un po' di sollievo: futures USA in rialzo, Nasdaq 100 +0,60%, Brent in calo a 102,87 dollari (-1,35%). Lo spread BTP-Bund scende a 112 punti, il FTSE MIB riparte da 49.297.

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    Due sedute di vendite in Europa, una tecnologia americana che ha pagato il conto del petrolio. Stanotte il quadro si è ammorbidito: futures in verde, greggio in ritirata, spread italiano in calo. Non è ancora un'inversione, ma è la prima mattina della settimana in cui i tre fattori che avevano affondato Milano spingono nella stessa direzione buona.

    Futures USA, il Nasdaq prova a rialzare la testa

    Ieri Wall Street ha chiuso divisa: l'S&P 500 a 7.765,36 punti (-0,47%), il Nasdaq Composite a 27.193,34 (-1,25%), il Dow Jones in lieve rialzo a 51.231,64 (+0,10%). A pesare sono stati i timori sulla spesa e sui ricavi del comparto dell'intelligenza artificiale, con al centro le stime sul fatturato di OpenAI. Nella notte i futures hanno recuperato: S&P 500 a 7.838,50 (+0,28%), Nasdaq 100 a 31.156,25 (+0,60%), Dow a 51.594 (+0,20%). Dati rilevati nelle prime ore della notte europea.

    Future Livello Var.
    S&P 500 7.838,50 +0,28%
    Nasdaq 100 31.156,25 +0,60%
    Dow Jones 51.594 +0,20%

    Sullo sfondo resta il nodo dei rendimenti. Pimco avverte che il Treasury decennale potrebbe salire fino al 6%, un livello che non si vede dal 2000: da inizio anno il rendimento è già salito di circa 120 punti base.

    Asia, Hong Kong in controtendenza

    Tokyo chiude piatta: il Nikkei 225 è a 69.002,53 punti (-0,06%). L'Hang Seng sale dell'1,52% a 24.146,41, mentre Shanghai cede lo 0,20% a 3.804,10, frenata dalla stretta fiscale sui beni di lusso. Hong Kong e Shanghai sono ancora in contrattazione. Corea del Sud e Taiwan sono chiuse per festività, quindi la liquidità regionale è sottile.

    Indice Livello Var.
    Nikkei 225 69.002,53 -0,06%
    Hang Seng 24.146,41 +1,52%
    Shanghai Composite 3.804,10 -0,20%

    Petrolio in ritirata, oro in corsa

    Dopo il balzo di oltre il 3% di ieri, il greggio rifiata. Il Brent scende dell'1,35% a 102,87 dollari al barile, il WTI dell'1,36% a 90,25 dollari. Il conflitto in Medio Oriente resta la ragione per cui il barile sta sopra i 100 dollari. L'oro sale invece dell'1,59% a 4.222,90 dollari l'oncia, sostenuto da un dollaro più debole: l'euro risale a 1,1235 (+0,17%).

    Asset Livello Var.
    Brent 102,87 $ -1,35%
    WTI 90,25 $ -1,36%
    Oro (future) 4.222,90 $ +1,59%
    EUR/USD 1,1235 +0,17%

    Europa, Milano riparte da 49.297

    Ieri il FTSE MIB ha perso l'1,35% a 49.297,88 punti, il DAX l'1,19% a 24.806,97, l'Euro Stoxx 50 lo 0,87% a 6.126,73. Stamattina arriva il primo segnale di distensione sul debito: lo spread BTP-Bund scende a 112 punti base, dai 115,2 della chiusura di mercoledì. Per un listino in cui banche e assicurazioni contano per quasi metà, è il dato che conta di più. I rendimenti puntuali di BTP e Bund decennali di stamattina e le indicazioni dei futures europei pre-apertura non sono disponibili da fonti verificabili al momento della stesura: non li riportiamo.

    Lettura dell'apertura: futures americani positivi, petrolio in calo e spread in restringimento disegnano le condizioni per un tentativo di rimbalzo, con le banche come primo termometro. Resta aperto il fronte francese, dove le vendite sulle OAT sono il rischio principale per tutto il debito dell'area euro.

    Indice Chiusura 8/10 Var.
    FTSE MIB 49.297,88 -1,35%
    Euro Stoxx 50 6.126,73 -0,87%
    DAX 24.806,97 -1,19%

    Cosa guardare oggi

    L'agenda macro di giornata non è stata confermata da fonti verificabili al momento della stesura. Il mercato lavora sui temi già sul tavolo: ieri le richieste settimanali di sussidi negli Stati Uniti sono rimaste ai minimi da 57 anni per la quarta settimana di fila, un mercato del lavoro che non dà alla Fed motivi per allentare. Il tasso fisso dei mutui a 30 anni è salito al 7,40%. L'euro si avvia verso la quinta settimana consecutiva di calo.

    La variabile resta la stessa di ieri: il petrolio. Se il Brent torna sotto i 100 dollari, la pressione su inflazione e rendimenti si allenta e Milano ha spazio per recuperare. Se il calo di stanotte è solo una pausa, il rimbalzo rischia di durare una mattina.

    Fonti: Investing.com, Yahoo Finance, Reuters, Teleborsa.

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